La presentazione dell’IREX Report 2015 di Althesys indica che, a fronte di una drastico calo degli investimenti nelle energie pulite in Italia, le imprese del settore hanno rilanciato, installando impianti nelle aree più dinamiche dei mercati esteri.

IREX

Nel 2014 l’Italia ha investito all’estero nelle energie rinnovabili 2,5 miliardi nel 2014. Una tendenza che ora coinvolge anche le imprese di dimensioni più contenute, spinte all’estero dal raffreddarsi del mercato nazionale.

A rivelarlo è l’IREX Annual Report 2015 presentato il 22 aprile 2015 e realizzato da Althesys (Società di consulenza e ricerca nei settori ambiente, energia, utilities), che monitora le tendenze e le strategie del comparto, fornendo l’analisi degli investimenti e valutando l’apporto delle rinnovabili all’economia del Paese.

Il documento che ha per titolo “La trasformazione dell’industria elettrica e le rinnovabili. Strategie industriali italiane e politiche estere” evidenzia la nuova tendenza delle imprese italiane del settore dell’energia pulita: l’eredità degli incentivi non è persa e per le imprese nazionali corrono i contratti esteri di fornitura, ingegneria, costruzione e gestione di impianti di energie rinnovabili.
Nell’ultimo anno, l'Irex di Althesys ha censito 205 operazioni, pari a 7 miliardi di euro (-10% rispetto al 2013) e 4.736 megawatt di potenza (-19%), ma le imprese italiane hanno investito all’estero 2,5 miliardi (l’88% della potenza, contro il 66% dell’anno precedente).

La fotografia delle operazioni di dimensioni industriali del 2014 mostra un settore molto cambiato con un calo drastico degli investimenti in Italia a favore delle iniziative all’estero e un peso crescente degli operatori più grandi - ha commentato l’economista Alessandro Marangoni, Amministratore delegato di Althesys e coodinatore della ricerca - Nonostante le difficoltà, i benefici prodotti dalle rinnovabili sono consistenti, come dimostra la riduzione del prezzo medio di acquisto sulla Borsa elettrica”.
Il Rapporto IREX stima, infatti, che la sola produzione fotovoltaica abbia ridotto di 896 milioni nel 2014 il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, che è stato tra 5,8 e 24 euro per megawatt/ora.
La trasformazione del mercato ha accelerato la concentrazione e ha allargato l’internazionalizzazione anche alle imprese di dimensioni più contenute. Nonostante i tagli retroattivi che hanno punito i rendimenti, gli investitori finanziari sono rimasti attivi sul settore e il 2014 ha visto ben 5 IPO sul mercato AIM.
Abbiamo osservato un rafforzamento della tendenza alla concentrazione fra imprese, dove quasi la metà delle operazioni sono di acquisizione, con maggiore attenzione per le tecnologie fotovoltaiche ed eoliche - ha aggiunto Marangoni - Gli investimenti per crescita interna sono stati pari a 1.800 megawatt, per un valore di 3,1 miliardi di euro, sia fotovoltaici che eolici”.

Le rinnovabili sono ormai al centro del nostro sistema elettrico che vedrà ridursi la capacità termoelettrica con molti impianti in dismissione e che nel medio periodo resterà in equilibrio, pur crescendo il peso delle fonti pulite.
Anche in Europa gli incentivi sono in riduzione, ma l'eolico resta comunque profittevole, con costi in discesa anche per il calo del costo del capitale, mentre nel fotovoltaico il netto cambio delle regole e la saturazione del mercato hanno fatto crescere i sistemi indipendenti (SEU) e impianti di piccolo taglia.

Gli investimenti italiani fuori dall'Europa, si dirigono, soprattutto, in America Latina, Stati Uniti e Africa, che sono le aree più dinamiche. In molti Paesi, come ad esempio, Brasile, Cile, Messico, USA, Sudafrica, Egitto e Marocco, le rinnovabili sono ormai competitive o addirittura più economiche delle fonti tradizionali.
Nel mondo la percezione delle rinnovabili è molto cambiata - ha sottolineato Christine Lins,  Segretaria esecutiva di REN21 (la Rete globale delle energie rinnovabili dell’UNEP, presente all’evento - Nell’ultimo decennio il processo di transizione verso queste energie si è ben avviato, ma per realizzarlo è necessario uno sforzo condiviso da parte di tutti. Nel mondo, sono almeno 138 i Paesi le cui  politiche energetiche prevedono il ricorso alle rinnovabili. Di questi 95 sono i Paesi in via di sviluppo. Erano solo 15 nel 2005”.