Dai dati offerti dall’Istat, il nostro Paese risulta avere il più alto numero di prodotti certificati dall’UE. Sono i settori ortofrutticoli, caseari e degli oli di oliva extravergine che possono vantare i maggiori riconoscimenti.

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L’Istat ha pubblicato il 18 settembre 2014 i dati relativi ai Prodotti agroalimentari di qualità da cui si evince che l’Italia è punto di riferimento di eccellenza in Europa e nel mondo.
Con 261 prodotti (252 attivi), al 31 dicembre 2013, a Denominazione di Origine Controllata (DOC), Indicazione Geografica Protetta (IGP) e Specialità Tradizionale Garantita (STG) conferiti dall'Unione europea (UE), l’Italia è il Paese che dispone del maggior numero di eccellenze agroalimentari.
I settori con il maggior numero di riconoscimenti sono gli ortofrutticoli e cereali (101 prodotti), i formaggi (47), gli oli extravergine di oliva (43) e le preparazioni di carni (37). Le carni fresche e gli altri settori comprendono, rispettivamente, 5 e 28 specialità.

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Le regioni con più DOP e IGP sono Emilia-Romagna e Veneto, rispettivamente con 39 e 36 prodotti riconosciuti.

I prodotti DOP che rappresentano il meglio della qualità certificata e protetta dall’UE, si contraddistinguono in quanto sono originari di una specifica zona geografica, presentano caratteristiche dovute essenzialmente o esclusivamente a un particolare ambiente geografico (inclusi i fattori naturali e umani) e vengono prodotti e trasformati esclusivamente in un delimitato territorio.
Al 31 dicembre 2013, i prodotti Dop italiani riconosciuti dall’UE erano 158 (4 in più rispetto al 31 dicembre 2012). Nel corso del 2013 hanno conseguito 2 nuove denominazioni il settore dei formaggi e una ciascuna gli ortofrutticoli e cereali e i prodotti ittici. Le DOP attive sono 153 (una in più rispetto al 2012), mentre quelle non attive salgono da due a cinque.

I prodotti IGP che raggruppano le specialità agroalimentari di pregio riconosciute e tutelate dall’UE, si caratterizzano in quanto sono originarie di una specifica zona geografica, possiedono una determinata qualità, reputazione o altre caratteristiche attribuibili a uno specifico territorio, ossia vengono almeno prodotte e/o trasformate in una delimitata zona geografica.
Al 31 dicembre 2013, le IGP italiane riconosciute dall’UE sono 101, 9 in più rispetto al 31 dicembre dell’anno precedente. Nel 2013 hanno ottenuto 2 nuovi riconoscimenti i settori ortofrutticoli e cereali, prodotti ittici e paste alimentari e uno ciascuno i settori carni fresche, preparazioni di carni e prodotti di panetteria. I prodotti IGP attivi sono 97 (8 in più rispetto al 2012), mentre quelli non attivi passano da 3 a 4.

I prodotti STG comprendono le preparazioni riconosciute e tutelate dall’UE, le cui peculiarità non dipendono dall’origine geografica, ma da una composizione tradizionale del prodotto, una ricetta tipica o un metodo di produzione tradizionale. Le specialità STG si possono produrre sia nell’intero territorio nazionale sia negli altri Paesi UE. Un medesimo prodotto STG può essere certificato da più Organismi di controllo, mentre ciascuna DOP o IGP viene certificata da un solo Organismo.
Anche nel 2013 la Mozzarella e la Pizza napoletana si confermano le uniche specialità tradizionali italiane riconosciute dall’UE e attive.

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I prodotti DOP, IGP e STG si confermano componente significativa della produzione agroalimentare italiana e fattore di competitività delle realtà agricole locali. Pur mantenendo talune caratteristiche tipiche dei prodotti di nicchia, e nonostante la mancata crescita dei produttori registrata nel 2013, il comparto dei prodotti di qualità va assumendo nel tempo connotazioni sempre più importanti.

In particolare, tra il 2004 e il 2013, le DOP, IGP e STG riconosciute dall’UE passano da 146 a 261 e le specialità attive da 129 a 252.
Nel 2013 gli operatori certificati erano 80.435, in aumento di 204 unità (+0,3%) rispetto al 2012. Di questi, il 91,2% svolgeva esclusivamente attività di produzione e il 6,6% di trasformazione; il restante 2,2% effettuava entrambe le attività.
Nel sistema di certificazione le nuove entrate di operatori (8.809) hanno superato, anche se di poco, le uscite (8.605).
Tra gli operatori prevaleva nettamente il genere maschile, cui apparteneva l’80,7% dei produttori e l'86% dei trasformatori.
I produttori (75.156 unità), il cui numero è stabile rispetto al 2012, sono particolarmente numerosi nelle attività relative ai settori dei formaggi (27.190 unità, pari al 36,2% del totale), degli oli extravergine di oliva (19.083, 25,4%) e degli ortofrutticoli e cereali (17.076, 22,7%).
Anche i trasformatori (7.090 unità, l'1,1% in più del totale rispetto al 2012) erano più consistenti nei settori degli oli extravergine (1.863, il 26,3% del totale), dei formaggi (1.691, il 23,9%) e degli ortofrutticoli e cereali (1.165, il 16,4%).

Complessivamente la stabilità del numero dei produttori riscontrata tra il 2012 e il 2013 è la risultante della diminuzione registrata nel Nord (-4,2%) e nel Centro (-1%) a fronte dell'aumento rilevato nel Mezzogiorno (+7,5%). Il leggero aumento dei trasformatori si deve all'incremento nel Centro-nord che supera il calo del Mezzogiorno.

Rispetto al 2012, gli allevamenti (41.955 strutture) si sono ridotti del 2%, mentre la superficie investita (162.154 ettari) è aumenta dell'1,6%.
I prodotti di qualità favoriscono lo sviluppo delle aree montane del Paese: il 27,8% dei produttori è localizzato in montagna a fronte del 17% di aziende agricole montane rilevate dal Censimento dell'agricoltura nel 2010.