Il Ministro dell’Ambiente ha presentato al CIPE Strategia Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici e la Sicurezza del Territorio”.

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Ieri 5 dicembre si è celebrata in tutto il mondo la “Giornata Mondiale del Suolo”, istituita con risoluzione dell’ONU dal 2002, su sollecitazione dell’Unione Internazionale della Scienza del Suolo (IUSS), con lo scopo di celebrare l'importanza del suolo come componente critica del sistema naturale e contributo essenziale per il benessere umano attraverso il suo apporto alla sicurezza alimentare, all’approvvigionamento idrico ed energetico e al ruolo che svolge nel mitigare la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici.

Proprio ieri il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini che aveva già chiesto ai Commissari UE per l’Ambiente (Janez Potočnik) e al Clima (Connie Hedegaard) di tener fuori dal Patto di Stabilità i 40 miliardi di euro necessari per attuare la “Strategia Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici e la Sicurezza del Territorio”, ha presentato al Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) il Piano suddetto che dovrà essere approvato entro la fine del mese e che, da quanto risulta da una nota ministeriale, sarà finanziato per il 40% dalle aste per i permessi di emissione di anidride carbonica (proventi che la legge destina per almeno il 50% ad azioni contro i cambiamenti climatici); un'altra quota dovrebbe derivare dal prelievo sui carburanti, ma non graverà sulla crescita economica perché ci sarà una rimodulazione, uno spostamento, “a parità di peso fiscale”.

Tra le priorità di intervento, sono indicati: il divieto di costruire ed abitare nelle zone a rischio di alluvione; il contenimento nell’uso del suolo; la manutenzione dei corsi d'acqua (con regimazione, pulizia degli alvei e altri lavori); il ricupero dei terreni abbandonati o degradati puntando sulle colture tradizionali e di qualità; la pulizia dei boschi, usando il legname raccolto anche come biomassa per produrre energia pulita; difesa di boschi e rimboschimenti effettuati con alberi tradizionali della zona, invece che con pini e abeti d'importazione; protezione delle coste e delle lagune esposte all'innalzamento del mare; assicurazione obbligatoria per le costruzioni nelle zone a rischio di inondazione; attivazione delle Autorità distrettuali di Bacino idrografico, che andranno a sostituire (dopo ben 6 anni di attesa) le vecchie Autorià di Bacino soppresse nel 2006.