Disuguaglianze di reddito, eventi meteorologici estremi e disoccupazione le maggiori minacce per la stabilità globale

Disuguaglianze di reddito, eventi meteorologici estremi e disoccupazione le maggiori minacce per la stabilità globale

L’annuale Rapporto “Global Risks” del World Economic Forum è un campanello d’allarme per le autorità e i leader che parteciperanno al tradizionale appuntamento in Svizzera, ma la leadership mondiale riuscirà a capire che non è più possibile una stabilità economica senza equità sociale o, più semplicemente, che bisogna uscire dalla gabbia del PIL per dissociare il progresso umano dallo sviluppo economico?

Davos

Mercoledì 22 gennaio 2014 a Davos, la splendida località delle Alpi svizzere nel Cantone dei Grigioni, ai piedi della “Montagna incantata” di Thomas Mann, prenderà il via la 44a edizione del World Economic Forum (WEF), dove i maggiori dirigenti politici ed economici internazionali si incontreranno con intellettuali e giornalisti selezionati, al fine di discutere delle questioni più urgenti che il mondo si trova ad affrontare.
Qualche anno fa tale evento metteva in allerta la polizia elvetica per le violente manifestazioni che lo accompagnavano, ad opera di movimenti no-global. Nell’ultima edizione ci sono state ancora proteste, ma delle femministe ucraine in topless del movimento Femen!

Si tratta di un “incontro esclusivo” per partecipare al quale l’anno scorso si sono sborsati 71.000 dollari per il biglietto d’ingresso e almeno 156 mila per un accesso di quelle che si chiamano “discussioni private”.
Numerosi i Capi di Stato e Primi Ministri che hanno annunciato la loro presenza alla manifestazione, tra questi il Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, il Governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi e il Direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde.

Il Focus tematico di quest’anno è: “The Reshaping of the World: Consequences for Society, Politics and Business” (Rimodellare il Mondo: conseguenze per la società, la politica e gli affari), con l’obiettivo di sviluppare le intuizioni, le iniziative e le azioni necessarie per rispondere alle sfide attuali ed emergenti.

Così, come tradizione, nella settimana che precede l’evento viene pubblicato il “Global Risks”, Rapporto giunto quest’anno alla sua 9a edizione, che è ampiamente riconosciuto come una delle principali pubblicazioni di tutto il mondo sui rischi globali, offrendo ai dirigenti delle imprese, ai capi di governo, alla società civile più in generale, uno strumento per comprendere il modo di identificarli e le loro interconnessioni.

Secondo gli oltre 700 esperti internazionali che hanno contribuito alla redazione del Rapporto del WEF 2014, tra i 31 maggiori rischi globali che sono stati analizzati quello che presenta le maggiori probabilità di avere un’incidenza su scala mondiale di produrre gravi danni nei prossimi 10 anni è la “cronica differenza di reddito tra i cittadini più ricchi e quelli più poveri” (rischio sociale).
I rischi sono raggruppati in 5 categorie (economiche, ambientali, geopolitiche, sociali e tecnologiche) e misurati in termini di probabilità e impatto potenziale.

wef globalrisks report 2014 16

Fonte: Global Risks 2014
Il grafico sintetizza in modo efficace la descrizione dei rischi globali, distinti per categorie: sulla ascissa (asse orizzontale) viene indicata la probabilità che l’evento accada nei prossimi 10 anni, mentre sull’ordinata (asse verticale) la potenza dell’impatto che avrebbe a livello planetario).

Dopo la disparità di reddito, gli esperti vedono gli eventi meteorologi estremi (rischio ambientale) come il rischio con maggiori probabilità di causare una scossa sistemica su scala globale. Seguono: la disoccupazione e sottoccupazione (rischio economico); i cambiamenti climatici (rischio ambientale) e gli attacchi informatici (rischio tecnologico).
Tra quelli potenzialmente di forte impatto vengono elencati i rischi di: crisi finanziarie (rischio economico) che gli esperti ritengono possa costituire la maggiore minaccia sui sistemi e paesi nel corso dei prossimi 10 anni. Seguono due rischi ambientali (cambiamenti climatici e crisi idriche), quindi la disoccupazione e sottoccupazione (rischio economico) e, poi, il degrado delle infrastrutture cruciali dell’informazione (rischio tecnologico).

Ogni rischio considerato in questo rapporto ha la potenzialità di determinare un crack su scala globale stante la loro natura interconnessa che rende le loro implicazioni negative così accentuate che, insieme, possono avere effetti decuplicati - ha dichiarato Jennifer Blanke, Economista capo presso il World Economic Forum - È di vitale importanza che i soggetti coinvolti lavorino insieme per affrontare e adattarsi alla presenza di rischi globali nel mondo d’oggi”.

Oltre a misurare la gravità, la probabilità e l’impatto potenziale dei 31 rischi globali, il Global Risks 2014 dedica delle indagini speciali a problemi emergenti meritevoli di ulteriori approfondimenti.

a. La “Instabilità politica in un mondo sempre più multipolare” presenta quattro principali minacce che potrebbero causare impatti sistemici globali nei prossimi 5-10 anni:
1. le emergenti incertezze di mercato che determinano l’instabilità dei principali mercati emergenti del mondo, a causa della pressione sociale, politica o economica;
2. gli attriti commerciali e politici tra i Paesi, per cui il commercio e gli investimenti diventano sempre più utilizzati al posto del potere geopolitico, facendo aumentare i focolai di tensione;
3 la proliferazione di conflitti a basso profilo, causata dai cambiamenti tecnologici e dalla riluttanza delle grandi potenze ad intervenire, che potrebbe facilmente debordare in una guerra su vasta scala;
4. i lenti progressi di fronte alle sfide globali, tra cui persiste lo stallo delle istituzioni della governance globale che porta all’incapacità di affrontare adeguatamente le sfide ambientali e dello sviluppo, che sono veramente di natura globale.
Un ambiente geopolitico più frammentato minaccia di ostacolare i progressi in settori che sono fondamentali per lo sviluppo globale, come i servizi finanziari, sanità e l’energia - ha osservato John Drzik, Presidente di Global Risk e and Specialties di Marsh & McLennan Companies - Il mondo ha bisogno di una governance più coordinata per evitare che una lenta combustione dei rischi sistemici si trasformi in crisi conclamata”.

b. “Generazione perduta?
Coloro che hanno raggiunto la maggiore età nel corrente decennio hanno ridotte opportunità di lavoro, mentre aumentano i costo della formazione, e la instabilità politica e sociale determina un lento sviluppo economico. Oltre il 50% dei giovani in alcuni mercati sviluppati sono attualmente in cerca di lavoro, mentre aumenta l'occupazione informale nelle regioni in via di sviluppo dove vive il 90% dei giovani del mondo vive. Il rapporto offre delle indicazioni sulle misure tecnologiche e di altro tipo che possono essere implementate per mitigare alcuni di questi rischi.
Molti giovani oggi devono affrontare una sfida in salita - ha affermato David Cole, a capo della Divisione Risk Officer di Swiss Re - A seguito della crisi finanziaria e della globalizzazione, le giovani generazioni nei mercati maturi lottano contro le minori opportunità di lavoro e la necessità di mantenere una popolazione che invecchia. Viceversa nei mercati emergenti ci sono più posti di lavoro, ma la forza lavoro non possiede ancora le competenze di base necessarie per soddisfare la domanda. È essenziale, quindi, che da subito ci sediamo con i giovani e cominciamo a progettare soluzioni volte a creare sistemi di istruzione adeguati, di mercati del lavoro funzionali, degli scambi di competenze efficaci e di un futuro sostenibile da cui tutti noi dipendiamo”.

c. “Frammentazione digitale”: la dipendenza crescente da Internet per svolgere i compiti essenziali e la massiccia espansione dei dispositivi ad esso collegati, rendono il rischio di crack - su una scala capace di rompere sistemi o anche le società - più che mai evidente nel 2014. Le recenti rivelazioni sulla sorveglianza dei governi, mentre si è ridotta la volontà della comunità internazionale di lavorare insieme per definire modelli di governance per rimediare a questa debolezza. L'effetto potrebbe essere una "balcanizzazione" di Internet o il cosiddetto "cybergeddon", in cui gli hacker godrebbero di una schiacciante superiorità e la continua perturbazione sarebbe all'ordine del giorno.
La fiducia in Internet è in declino a causa di un uso improprio di dati, di pirateria informatica e di intrusione nella privacy - ha dichiarato Axel P. Lehmann, a Capo della sezione Controllo dei Rischi di Zurich Insurance Group - Una frammentazione di Internet in sé è il modo sbagliato per risolvere questo problema, in quanto distruggerebbe i vantaggi che il Web ha offerto a tutti noi. Piuttosto che costruire giardini recintati, è il momento di agire attraverso la creazione di standard di sicurezza, riacquistando fiducia”.

Riuscirà la leadership mondiale a capire che non è più possibile la stabilità economica senza equità sociale o, più semplicemente, che bisogna uscire dalla gabbia del PIL per dissociare il progresso umano dallo sviluppo economico?

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