Dopo l’adozione della Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, il Ministero dell’Ambiente ha reso disponibili i documenti di supporto per la cui stesura è stato creato un Tavolo Tecnico, coordinato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC).

snacc cambiamenti climatici


Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare ha messo a disposizione sul suo sito web i 3 Documenti tecnico-scientifici di supporto alla “Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici”, adottata alla fine dell’anno scorso, dopo il via libera della Conferenza Unificata Stato-Regioni, che delinea l’insieme di azioni e priorità volte a ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici sull’ambiente, sui settori socio-economici e sui sistemi naturali italiani.

Il “Rapporto sullo stato delle conoscenze”, frutto del contributo dei maggiori Istituti ed Enti di ricerca, Fondazioni e Università competenti in materia, coordinati dal Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC), analizza le variabilità climatiche passate, presenti e future, nonché gli impatti e le vulnerabilità nel nostro Paese.
La temperatura media in Italia negli ultimi 100 anni è aumentata: risulta fondamentale superare gli attuali limiti normativi e organizzativi del monitoraggio meteoclimatico in Italia e colmare i gap conoscitivi delle variazioni climatiche.
Il Rapporto contiene inoltre un focus su due importanti casi speciali nazionali: l’area alpina e appenninica e, in particolare, il distretto idrografico del fiume Po.
Le elaborazioni, nel rapporto, seguono un approccio settoriale che tiene conto del lavoro svolto dal Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change - IPCC) e dalla Agenzia Europea dell’Ambiente (European Environment Agency - EEA).

L’ “Analisi della normativa comunitaria e nazionale rilevante per gli impatti, la vulnerabilità e l’adattamento ai cambiamenti climatici” presenta l’esame della normativa comunitaria in materia incluso il suo recepimento a livello nazionale.
Lo Studio è suddiviso in due sezioni.
La prima parte prende in esame la Strategia di adattamento europea adottata ad aprile 2013 dalla Commissione europea e gli strumenti esistenti per facilitare l’integrazione dell’adattamento nelle varie politiche settoriali comunitarie: il cosiddetto mainstreaming dell’adattamento;
La seconda parte è dedicata all’analisi dell’acquis communautaire, l’insieme dei diritti, degli obblighi giuridici e degli obiettivi politici che vincolano i singoli Stati Membri nel contesto dell'Unione europea, riguardo agli impatti, alla vulnerabilità e all’adattamento ai cambiamenti climatici. Contestualmente, includendo un approfondimento sul recepimento della legislazione in Italia. L’analisi è svolta solo per alcuni settori considerati vulnerabili ai cambiamenti climatici e di maggior interesse giuridico: Acqua, Agricoltura, Ambiente e biodiversità, Costruzioni e infrastrutture, Energia, Prevenzione dei rischi industriali rilevanti, Responsabilità e assicurabilità, Salute umana, Suolo ed usi correlati, Trasporti.

Il documento “Elementi per una Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici” identifica i principali settori che subiranno gli impatti del cambiamento climatico, definisce gli obiettivi strategici e le azioni per la mitigazione degli impatti. Questo documento, base di lavoro per la definizione della “Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici”, è stato rielaborato a seguito della consultazione pubblica, al fine di considerare i suggerimenti e le osservazioni di tutti gli stakeholders.

Per la produzione di questi rapporti è stata conseguita un’importante azione di coordinamento che in futuro dovrà essere messa a sistema, per colmare i gap conoscitivi esistenti con l’auspicio di superare gli attuali limiti normativi e organizzativi del monitoraggio meteo-climatico in Italia - si legge nella nota - Sarà altresì necessario assicurare il flusso di tutte le informazioni necessarie per una verifica dei progressi futuri in relazione alla mitigazione e riduzione dei rischi causati dal cambiamento climatico”.

La Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici fa riferimento all’uso di Fondi europei per 10 miliardi di euro. In particolare:
- alla Nuova programmazione Fondi Strutturali Europei (2014-20) con “la raccomandazione generale di allocare almeno il 20% (9.284 milioni di euro) del totale dei Fondi Strutturali per azioni per fronteggiare i cambiamenti climatici (mitigazione/adattamento)”;
- all’Accordo di Partenariato tra l’Italia e la Commissione Europea che per l’obiettivo 5 (promozione dell’adattamento, prevenzione e gestione del rischio) indica una spesa di 813 milioni;
- al nuovo Programma LIFE (2014-17) che prevede un sottoprogramma riguardante azioni per il clima tra cui l’adattamento ai cambiamenti climatici (190 milioni) e azioni per l’adattamento urbano.