Diminuisce l’intensità di carbonio ma aumentano le emissioni

Diminuisce l’intensità di carbonio ma aumentano le emissioni

Dal CARMA la conferma che non rallenta il riscaldamento globale.

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CARMA (acronimo di Carbon Monitoring for Action) è un sito prodotto e finanziato dal Center for Global Development (CGD) ONG e think tank (serbatoio di pensatori) con sede a Washington, considerato uno dei principali gruppi di riflessione degli USA. Come tale, CGD mette in campo molteplici iniziative per attuare le sue proposte politiche, tra cui il CARMA, database lanciato nel 2007 che stima le emissioni di carbonio delle centrali e delle aziende elettriche di tutto il mondo, aggiornandolo ogni tre mesi. 

Il suo ultimo report indica che, nonostante il miglioramento dell’efficienza dei sistemi energetici nei Paesi industrializzati, l’aumento delle emissioni di carbonio per la domanda nei Paesi in via di sviluppo non permette una riduzione del trend dei consumi energetici tale, se non di arrestare, almeno di rallentare il riscaldamento globale.

Secondo lo Studio che ha valutato le performance energetiche delle potenze economiche mondiali, tra il 2004 e il 2009 l’intensità di carbonio (ndr: indice per valutare l’efficienza di un sistema energetico che prende in considerazione la quantità di carbonio emessa per unità di energia consumata: una bassa intensità di carbonio corrisponde a un alto livello di efficienza del sistema di trasformazione dell’energia e viceversa) è diminuita del 10% a livello globale, ma gli effetti sono stati annullati dal contestuale aumento del fabbisogno energetico mondiale che è cresciuto del 34%, quantunque fosse già in corso la crisi economica.

In base al database risulta che le nazioni ad alto reddito, nel complesso, hanno ridotto la loro intensità di carbonio del 5,5% con un incremento del 2,7% nel consumo di energia elettrica: negli USA è scesa del 7,3%, in Cina e India addirittura di circa il 10%, Paesi nei quali, però, la produzione di carbonio è in aumento a causa di una classe media in crescita che è alla ricerca continua di beni, un tempo irraggiungibili, come elettrodomestici, frigoriferi e condizionatori d’aria.

“Francamente, non credo che qualcuno possa intravedere una significativa flessione nel prossimo futuro. La riduzione dell’intensità di carbonio del 10% in cinque anni è lodevole - ha dichiarato Kevin Ummel, Project manager del CARMA database, riferendosi al risultato di Cina e India - Ma mi chiedo se non ci siamo bloccati in una tendenza in cui ognuno si accontenta di conseguire qua e là piccoli miglioramenti in termini di efficienza, che non permettono, però, di vincere la sfida dei cambiamenti climatici”.

Infatti, nei Paesi in via di sviluppo, nonostante i progressi di rilievo fatti da Cina e India, la diminuzione dell’intensità di carbonio è diminuita solo dell’1,3% contro un aumento del 34% nel consumo di energia. Questo dato deriva dall’intensità di carbonio delle altre economie emergenti, con il Pakistan che l’ha aumentata del 18,6% tra il 2004 e il 2009; in Turchia è aumentata del 18,1%; in Malaysia del 16,9%; del 14,0% in Argentina; del 10,3% in Iran e un gigantesco 44,8% in un paese produttore di petrolio, quale il Kuwait.

Per CGD, l’egida della diplomazia ONU per redigere un nuovo trattato climatico è stata lenta a causa di controversie tra Paesi ricchi e in via di sviluppo, mentre il Pianeta sta conoscendo tempeste sempre più eccezionali e ben 10 degli ultimi 13 anni sono risultati tra i più caldi di sempre. La Cina si è impegnata a ridurre l’intensità di carbonio, ma afferma che non è realistico pensare che possa ridurre le emissioni nette. Negli Stati Uniti, le proposte di mandato dell’Amministrazione Obama per tagli alle emissioni non si sono concretizzate a causa delle resistenze politiche, ma dati recenti hanno dimostrato che le emissioni nei primi 3 mesi del 2012 sono arrivati ai livelli più bassi degli ultimi 20 anni, in virtù del maggior consumo di gas naturale ed un inverno mite che ha ridotto le sue esigenze di riscaldamento.

Tra i Paesi sviluppati il Canada, nonostante la sua uscita dal Protocollo di Kyoto, viene indicato come il Paese che ha fatto registrare la maggiore diminuzione di emissioni per unità di consumo (22,3%), seguita dalla Spagna e dai Paesi Bassi. In Italia, l’intensità di carbonio dal 2004 al 2009 sarebbe diminuita dell’ 11,2%.

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