Dieci geoparchi italiani tra i siti UNESCO come Patrimonio dell’Umanità

Dieci geoparchi italiani tra i siti UNESCO come Patrimonio dell’Umanità

I 120 geoparchi presenti in 33 Paesi del mondo (dieci in Italia da Piemonte a Sicilia) diventano Patrimonio dell’Umanità. Lo ha stabilito la 38ª sessione plenaria della Conferenza Generale dell’UNESCO che ha riconosciuto la rete internazionale dei geoparchi quale programma ufficiale dell’Agenzia ONU individuando la nuova categoria degli “Unesco Global Geoparks”.

geoparchi

Tutti i geoparchi esistenti sono stati dichiarati siti UNESCO. Lo hanno stabilito il 17 novembre scorso i 195 Stati membri dell’UNESCO, nell’ambito della 38ª Sessione Plenaria della Conferenza Generale dell’UNESCO riunitasi a Parigi, ufficializzando la creazione della UNESCO Global Geoparks, la Rete dei Geoparchi Mondiale che unisce i 120 geoparchi distribuiti nel mondo in 33 nazioni e riconosciuti dall’Agenzia ONU per la Cultura.

Di conseguenza anche tutti i dieci geoparchi italiani sono diventati siti UNESCO e dunque identificati nel Progetto Prioritario UNESCO, facendoci conquistare il primo posto in Europa e il secondo nel mondo dopo la Cina per numero di riconoscimenti.

I geoparchi, che raccontano la storia geologica del nostro Pianeta e degli eventi che hanno dato luogo alla sua trasformazione in oltre 4,5 miliardi di anni, per il loro valore naturalistico, per le attività che svolgono nella promozione di uno sviluppo sostenibile e per la tutela e valorizzazione del territorio, hanno meritato il riconoscimento e l’attenzione dell’UNESCO, che con questa decisione ha voluto potenziare la tutela della geodiversità e la promozione della salvaguardia, dell’educazione e delle migliori iniziative in campo turistico.

Durante la Conferenza Generale UNESCO, gli Stati membri hanno inoltre deciso di appoggiare le finalità di un nuovo programma internazionale sempre rivolto ai geoparchi: l’International Geoscience and Geoparks Programme (IGGP).

Tra i dieci geoparchi nazionali, l’ultimo ad entrare a farne parte è stato il Parco del Pollino (tra Calabria e Basilicata), la cui iscrizione è avvenuta all’inizio di settembre. “I progetti dei Geoparchi globali UNESCO, all’interno del programma IGGP, contribuiranno a svolgere l’importante mandato dell’Agenzia dell’ONU - ha sottolineato Giovanni Puglisi, presidente della Commissione nazionale italiana per l’UNESCO - Tale riconoscimento alza il livello di aspettativa di questo importante patrimonio diffuso nel nostro Paese. I siti dovranno aggiornare i piani di gestione affinché i territori possano garantire il mantenimento e la promozione secondo i canoni UNESCO per assicurare alle generazioni future la fruizione del patrimonio naturale di cui si dispone, ponendo molta attenzione alla sua funzione di testimone di storie ed eventi oltre che a quella di fonte di sviluppo economico”.

Con orgoglio possiamo comunicare che tutti i dieci geoparchi Italiani sono da oggi siti UNESCO e dunque riconosciuti dal Progetto Prioritario dell’UNESCO - ha continuato Aniello Aloia, coordinatore del Comitato nazionale che raggruppa i geoparchi Italiani - Questo risultato rappresenta un fondamentale impulso alla corretta gestione, conservazione e valorizzazione della geodiversità nel nostro Paese”.

I siti UNESCO italiani sono:
1. il parco naturale regionale delle Madonie in Sicilia,
2. il Distretto di Rocca di Cerere in Sicilia,
3. il parco naturale regionale del Beigua in Liguria,
4. il parco geominerario storico e ambientale della Sardegna,
5. il parco naturale Adamello Brenta in Trentino,
6. il parco nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni in Campania,
7. il parco nazionale tecnologico e archeologico delle Colline Metallifere Grossetane,
8. il parco naturale regionale delle Alpi Apuane in Toscana,
9. il Sesia Val Grande in Piemonte,
10. il parco nazionale del Pollino in Basilicata e Calabria.

Con questa determinazione l’UNESCO ha dichiarato implicitamente patrimonio dell’Umanità anche la Geologia. È evidente che si tratta di un grande passaggio culturale che aggiunge la diversità geologica al patrimonio inalienabile dei popoli - ha concluso Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi - L’Italia è il terzo Paese al mondo per numero di geoparchi, ulteriore segno tangibile della sua straordinaria bellezza. Il risultato ottenuto a Parigi conferma che siamo dinanzi ad una proposta di modello di sviluppo completamente nuova che travalica gli aspetti squisitamente culturali, per comprendere anche il profilo prettamente economico. La valorizzazione del patrimonio geologico fa crescere il Paese, garantisce benessere e muove l’economia”.

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