Il Ministro Clini ha diffuso la notizia che la Commissione UE ha inviato l’Italia alla Corte europea di Giustizia per gli irrisolti problemi di gestione dei rifiuti del Lazio.

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Seppur prevedibile e del tutto giustificato, vista la situazione creatasi nella gestione dei rifiuti nel Lazio e lo scandalo della discarica di Malagrotta, il deferimento dell’Italia alla Corte europea di Giustizia è stato “annunciato” il 15 marzo 2013 con una nota apparsa sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: “La Commissione europea ha fatto presente oggi che la situazione del trattamento dei rifiuti nella Regione Lazio - anche alla luce delle iniziative contro l’applicazione del decreto del Ministro dell’Ambiente del 3 gennaio 2013 sui rifiuti del Lazio - costringe la Commissione a deferire l’Italia alla Corte europea di Giustizia”.

“In particolare,il commissario europeo Janez Potočnik, pur apprezzando l'impegno del ministro dell’Ambiente - prosegue la nota - ha rilevato che sono a rischio la chiusura della discarica di Malagrotta e il trattamento dei rifiuti, oggetto della procedura d'infrazione aperta nel 2011”.

Per la situazione dei rifiuti del Lazio, era sta aperta una procedura di infrazione che
Successivamente nel giugno scorso era stata chiusa a seguito del nuovo Piano di gestione rifiuti approvato precedente Consiglio Regionale, poi impugnato al TAR del Lazio che in data 9 gennaio 2013 ha giudicato illegittimo per la violazione della direttiva discariche che prevede che non possano essere collocati in discarica rifiuti non preventivamente trattati negli impianti di trattamento meccanico biologico (TMB).

Anche il Piano definito con Decreto del 3 gennaio 2013 del Ministro Corrado Clini per consentire a Roma di realizzare gli interventi finalizzati all’aumento della raccolta differenziata, alla piena utilizzazione degli impianti di TMB e al recupero della frazione umida, subiva una battuta d’arresto ad opera del TAR che aveva bloccato il ricorso agli impianti TMB fuori Roma, visto che gli attuali 4 impianti di Roma non sono sufficienti. Solo il 9 marzo la situazione si è sbloccata con l’intervento del Consiglio di Stato che di fatto, accogliendo il ricorso dell’Avvocatura di Stato,dava ragione al Ministro.

A sua volta il Parlamento europeo si era interessato della vicenda, approvando il mese scorso la relazione della Commissione di Parlamentari che si era recata in missione a Roma a seguito di una petizione della popolazione locale. In quell’occasione il Capo delegazione aveva affermato che “nessun altra grande capitale europea vive la situazione di Roma. Una grande città con la storia di Roma non si può permettere di continuare con questa situazione. Non accetteremo passivamente altre proroghe per Malagrotta”.

Proroghe che lo stesso Ministro Clini ha comunque escluso, ribadendo la sua chiusura fissata per il 30 giugno, nonostante il tentativo messo in atto di “opposizioni che in vario modo convengono verso l’unica abituale conclusione per Roma a vantaggio del conferimento in discarica”.

In particolare il Ministro ha ricordato “l’incredibile situazione egli impianti regionali di TMB e per la produzione di combustibile derivato dai rifiuti che, nonostante le disposizioni del decreto e l’intervento dei carabinieri, continuano a essere utilizzati meno del 50% della loro capacità. Al contempo, resta a livelli insoddisfacenti la raccolta differenziata e, in particolare, la selezione della frazione umida, la quale
Potrebbe essere valorizzata con la produzione di compost”.

Prima che la Corte si pronunci e che vengano comminate sanzioni milionarie da parte della Commissione UE, si tenterà di portare la gestione dei rifiuti a Roma lungo il percorso della legalità. Va infatti in questa direzione il tentativo messo in atto dal Ministro Clini che ha convocato per il 20 marzo 2013 un incontro con AMA Roma SpA (Raccolta, Trasporto, Trattamento, Riciclaggio e Smaltimento Rifiuti) e le altre imprese coinvolte “per definire un piano di azione vincolante anche utilizzando i poteri straordinari che sono stati attribuiti al Ministro dalla Legge di stabilità 2013”.

Speriamo che si possa evitare quest’altra brutta figura!

Foto copertina: Ingresso della discarica di Malagrotta (foto Cecilia Fabiano).