Dalle "auto blu" ai mezzi di trasporto "verdi"

Dalle "auto blu" ai mezzi di trasporto "verdi"

Pubblicati i criteri ambientali minimi per l’acquisizione di mezzi adibiti ai trasporti publici su strada

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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 129 del 5 giugno 2012 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare dell’8 maggio 2012, avente ad oggetto Criteri ambientali minimi per l’acquisizione dei veicoli adibiti al trasporto su strada.

Questo Decreto fa seguito a quelli emanati: il 12 ottobre 2009 (i criteri per Ammendanti e Carta in risme); il 22 febbraio 2011 (Tessili, Arredi, Illuminazione e Apparecchiature informatiche); il 21 settembre 2011 (Ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari e Serramenti per esterni), il 28 marzo 2012 (Servizi energetici per gli edifici, servizio di illuminazione e forza motrice, servizio di riscaldamento/raffrescamento).

Con questo Decreto, quindi, viene ulteriormente implementato il “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione” meglio noto come Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PAN GPP), approvato con Decreto Interministeriale n. 135 dell’11 aprile 2008, che ha come obiettivi, attraverso l’unione delle esigenze di sostenibilità e dell’interesse all’acquisto di beni e servizi, la riduzione dell’uso delle risorse naturali, la sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili con quelle rinnovabili, la riduzione della produzione di rifiuti, delle emissioni inquinanti e dei rischi ambientali.

L’attuazione del Piano presuppone l’emanazione dei “criteri ambientali minimi” per Acquisti Verdi di 11 categorie merceologiche, individuate tenendo conto degli impatti ambientali e dei volumi di spesa pubblica coinvolti. I criteri sono definiti “minimi” in quanto elementi “base” per poter qualificare come “verdi”, le procedure di acquisto che le integrano tra gli altri criteri, garantendo un’adeguata risposta da parte dell’offerta di mercato.

Le tipologie previste dal PAN comprendono tutti i beni e servizi acquistabili dalla pubblica amministrazione:
a. Arredi (mobili per ufficio, arredi scolastici per sale di archiviazione e sale lettura);
b. Edilizia (costruzioni e ristrutturazioni di edifici con particolare attenzione ai materiali da costruzione e manutenzione di strade);
c. Gestione rifiuti;
d. Servizi urbani e al territorio (gestione del verde pubblico, arredo urbano);
e. Servizi energetici (illuminazione, riscaldamento e raffrescamento degli edifici, illuminazione pubblica e segnaletica luminosa);
f. Elettronica (attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio e relativi materiali di consumo, apparati di telecomunicazione);
g. Prodotti tessili e calzature;
h. Cancelleria (carta e materiali di consumo);
i. Ristorazione (servizio mensa e forniture alimenti);
j. Servizi di gestione degli edifici (servizi di pulizia e materiali per l’igiene);
k. Trasporti (mezzi e servizi di trasporto, sistemi di mobilità sostenibile).

Le Pubbliche Amministrazioni devono individuare:
- le funzioni coinvolte nelle procedure di acquisto e i responsabili del GPP;
- obiettivi specifici, prevedendo forme di incentivazione del personale in modo da favorirne il raggiungimento;
- la programmazione e effettuazione di momenti di formazione e divulgazione.

In relazione a quanto indicato al punto 4.2 “obiettivo nazionale” del PAN GPP e nella Comunicazione GPP (COM (2008) 400), adottata dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea, l’obiettivo proposto è di raggiungere entro il 2012, la quota del 50% di appalti verdi sul totale degli appalti aggiudicati per tale categoria di affidamenti e forniture. Tale percentuale verrà valutata sia sulla base del numero che del valore totale degli stessi. Così come previsto dal PAN GPP, l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi nelle gare d’appalto sarà monitorata dall’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici attraverso il Sistema Informativo di Monitoraggio Gare (SIMOG).

I criteri si suddividono in criteri ambientali “di base” e “premianti”.
Un appalto è “verde” se integra tutti i criteri “di base”.
Fasi della procedura d’appalto per le quali sono stati identificati i criteri:
- Oggetto dell’appalto: in cui si evidenzia la sostenibilità ambientale e, ove presente, sociale, in modo da segnalare la presenza di requisiti ambientali e, eventualmente, sociali, nella procedura di gara. Le stazioni appaltanti dovranno indicare nell’oggetto dell’appalto il decreto ministeriale di approvazione dei criteri ambientali utilizzati.
- Selezione dei candidati: in cui sono riportati i requisiti che l’offerente o il fornitore deve possedere per dimostrare la propria capacità ad eseguire il contratto in modo da arrecare il minore impatto possibile sull’ambiente.
- Specifiche tecniche di base: dove vengono riportate le specifiche tecniche di carattere ambientale che, unitamente alle “condizioni di esecuzione-criteri di base”, devono essere rispettate per poter qualificare l’appalto come “verde”. Questi criteri ambientali costituiscono un riferimento per le stazioni appaltanti che vogliano ottemperare a quanto previsto dall’art. 68, c.1, del D. Lgs. 163/06 “Specifiche tecniche”, che “Ogniqualvolta sia possibile, devono essere definite in modo da tenere conto (... omissis...) della tutela ambientale”.
- Condizioni di esecuzione/clausole contrattuali: in cui vengono descritte le condizioni di esecuzione/clausole contrattuali dell’appalto di carattere ambientale, che, unitamente alle “specifiche tecniche di base”, devono essere rispettate per poter qualificare l’appalto come “verde”.

Sono facoltativi, anche se le stazioni appaltanti sono comunque invitate ad utilizzarli, i criteri descritti nel paragrafo Specifiche tecniche premianti, dove sono indicate le considerazioni ambientali da introdurre nelle gare d’appalto esperite con il criterio di aggiudicazione dell’offerta “economicamente più vantaggiosa”, sulle quali attribuire un punteggio tecnico.
Per ogni criterio ambientale sono indicate le “Verifiche” ovvero:
- la documentazione che l’offerente o il fornitore è tenuto a presentare per comprovare la conformità del prodotto o del servizio al requisito cui si riferisce;
- ove esistenti, i mezzi di presunzione di conformità che la stazione appaltante può accettare al posto delle prove dirette.

Sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare dedicato al GPP sono disponibili anche le “Relazioni di accompagnamento” (background document) ai criteri minimi adottati, in cui vengono citati i riferimenti normativi su cui è basata la costruzione dei criteri e sono approfonditi i metodi di prova per la verifica di conformità delle offerte.

Come sopra accennato il DM 8 maggio 2012 adotta i principi minimi per l’acquisto di Veicoli adibiti al trasporto pubblico su strada, rientranti nella Categoria merceologica k. Trasporti di cui al punto 3.6 del PAN GPP ed attua, al contempo, le disposizioni di cui ai commi 1,2,3 dell’Art. 4 del D.Lgs. 3 marzo 2011 n. 24, di attuazione della Direttiva 33/2009/CE, relativa alla Promozione di veicoli a ridotto impatto ambientale e a basso consumo energetico nel trasporto su strada.
L’Art. 4 del suddetto Decreto Legislativo prescrive che le amministrazioni aggiudicatrici, gli enti aggiudicatori e “taluni operatori” (ndr: si tratta dei soggetti che assolvono obblighi di servizio pubblico nel quadro di un contratto di servizio pubblico) debbono tener conto dell’impatto energetico e di taluni impatti ambientali al momento dell’acquisto, del leasing e del noleggio dei veicoli adibiti al trasporto su strada, introducendo i “Criteri Ambientali Minimi”.
Fatti salvi i veicoli esclusi esplicitamente dal D. Lgs n. 24/2011 (ndr: si tratta dei veicoli progettati e fabbricati per essere utilizzati in cantieri edili, cave, porti e aeroporti, dalle forze armate, dalla protezione civile, dai VV.F, ecc.) e quelli utilizzati per la pubblica sicurezza (ndr: si intendono i veicoli, anche quelli non blindati, utilizzati per il mantenimento dell’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini e delle loro proprietà), nelle gare d’appalto per acquisto, leasing e noleggio dei veicoli a decorrere dall’anno 2012, il 50% deve essere riservato ad “appalti verdi”, così come definito al punto 4.2 del PAN GPP. Pertanto, un appalto è “verde” se integra tutti i criteri riportati nella sezione “specifiche tecniche”, “clausole contrattuali/condizioni di esecuzione” e “criteri premianti”, mentre altri criteri premianti possono essere introdotti “facoltativamente” dalle stazioni appaltanti che sono sollecitate, comunque, a prevederli, assegnando punteggi significativi.

Gli appalti di acquisizione di veicoli ibridi ed elettrici sono esclusi dall’obbligo di introduzione dei criteri premianti “Costi energetici ed ambientali di esercizio” e “Emissioni sonore”. Nella fattispecie si tratta dei veicoli di categoria:
- N1 (quelli progettati e costruiti per il trasporto di merci, aventi massa massima non superiore a 3,5 tonn.);
- N2 (quelli per il trasporto di merci, aventi massa massima superiore a 3,5 tonn. Ma non superiore a 12 tonn.);
- N3 (quelli per il trasporto di merci, aventi massa superiore alle 12 tonn.);
- M1(quelli per il trasporto di persone, aventi al massimo 8 posti a sedere oltre al sedile del conducente);
- M2 (quelli per il trasporto di persone, aventi più di 8 posti a sedere oltre al sedile del conducente, aventi massa massima non superiore a 5 tonn.);
- M3 (quelli per il trasporto di persone, aventi al massimo 8 posti a sedere oltre al sedile del conducente e massa massima superiore a 5 tonn.).

Il Decreto contiene anche delle considerazioni ambientali relative all’utilizzo e alla manutenzione dei veicoli adibiti al trasporto pubblico dove si indica che i principali impatti ambientali correlati all’uso degli autoveicoli sono dovuti al consumo di carburante, alle emissioni di gas a effetto serra (CO2), ad altri inquinanti atmosferici (CO, NO2, NMHC e particolato) e alle emissioni sonore.

Perciò, per ridurre gli impatti ambientali in fase di esercizio dei veicoli è necessario considerare:
- lo stile di guida;
- il tipo di carburante utilizzato;
- il tipo di pneumatici e oli lubrificanti;
- la pressione degli pneumatici;
- l’uso degli impianti di climatizzazione.

Ci sono pure le considerazioni ambientali al fine di tener conto di tutte le soluzioni e gli investimenti che rendono più efficiente il servizio di trasporto pubblico, individuate nell’ambito di appositi piani urbani del traffico e della mobilità. Per questo il Decreto del Ministero dell’Ambiente affronta, non solo le considerazioni ambientali relative all’acquisizione dei mezzi destinati al trasporto pubblico, ma cerca di guardare in maniera più ampia alle politiche di green public procurement (GPP).

A tal proposito, nell’ambito della categoria “sistemi di mobilità sostenibile” prevista dal PAN GPP, viene dato particolare rilievo, per il notevole valore ambientale, all’effetto dissuasivo, nei confronti dell’uso del mezzo privato:
- ai sistemi di trasporto che presuppongono interventi infrastrutturali più complessi, quali le reti di tramvie di superficie, che per la loro struttura assicurano un servizio efficiente, ostacolano il traffico privato e richiedono l’uso di mezzi alimentati ad elettricità;
- ai sistemi di regolazione semaforica informatizzata e sincronizzata che agevolano la circolazione dei mezzi pubblici;
- agli “appalti verdi” per lo specifico oggetto.

L’analisi dei fabbisogni nell’ottica della sostenibilità ambientale è il primo passo da compire per attuare pratiche di green public procurement.
Al fine di valutare le possibilità con cui possono essere razionalizzati i parchi autovetture di servizio in dotazione delle amministrazioni pubbliche, sarebbe necessario analizzare le esigenze di mobilità nell’ottica di favorire la riduzione degli impatti ambientali e contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali strategici del PAN GPP.

A tal fine, il Decreto suggerisce di favorire il ricorso a contratti di noleggio con conducente per gli spostamenti “di rappresentanza” in caso di utilizzo non quotidiano, e di incentivare l’uso dei mezzi pubblici per lo spostamento del personale per motivi d’ufficio.
Il vantaggio ambientale dei contratti di servizio con conducente risiede, infatti, nel fatto che esso:
- permette di razionalizzare il parco autovetture degli enti e l’uso dello stesso;
- facilita il conseguimento dell’obiettivo di risparmio energetico in quanto la contrazione dei consumi dei carburanti si traduce in un maggior margine di ricavo per l’aggiudicatario.


Ovviamente sono esclusi da tale obiettivo di razionalizzazione le autovetture e i veicoli con i quali vengono svolte funzioni sociali (servizi sanitari, attività di sicurezza e vigilanza del territorio, trasporto pubblico di persone o cose ecc.).
Più in generale nell’ambito delle politiche a sostegno della mobilità sostenibile, sarebbe, inoltre opportuno che l’ente definisca un piano di mobility management anche qualora non obbligato e si avvalga dell’uso di teleconferenze e videochiamate.
Per ogni ulteriore approfondimento si rinvia al testo integrale del Decreto riportato nell’Inserto normativo alle pagine accanto.

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