Uno Studio appena pubblicato di ricercatori di Università statunitensi getta nuova luce sulla storia del clima del nostro pianeta. Contrariamente a quanto finora ipotizzato, il riscaldamento dell’atmosfera terrestre che ha comportato la fine dell’ultima glaciazione non è avvenuto gradualmente, ma ha coinciso con 3 picchi di concentrazione di CO2 di 10-15 ppm, intervenuti in meno di 2 secoli ciascuno.
Attualmente l’atmosfera vede un aumento di CO2 di 2 ppm all’anno.

clima carota ghiaccio


Il 29 ottobre 2014 la Rivista Nature, sezione Letters, ha pubblicato on line prima della pubblicazione cartacea lo Studio “Centennial-scale changes in the global carbon cycle during the last deglaciation”, condotto da ricercatori di Università statunitensi nell’ambito del Programma IceCube (South Pole Neutrino Observatory), finanziato dalla National Science Foundation e ospitato presso il Madison Space Science and Engineering Center dell’Università del Wisconsin, che progetta e gestisce operazioni di carotaggio del ghiaccio in Groenlandia e in Antartide, in grado di analizzare le condizioni atmosferiche della Terra nel passato. Tuttavia, mentre i carotaggi effettuati in Groenlandia per la presenza di quantità non indifferenti di impurità non permettono di avere informazioni attendibili circa la concentrazione di CO2 nel passato, quelli effettuati in Antartide offrono la possibilità di determinare con esattezza il livello di concentrazione.
Quando misuro la CO2 contenuta nelle carote di ghiaccio risalenti a 20.000 anni fa, io sono in grado di stabilire con precisione qual era l’atmosfera terrestre di 20.000 fa - ha affermato Shaun A. Marcott, Geologo dell’Università del Wisconsin e principale autore dello Studio - Senza le carote di ghiaccio incontaminate non saremmo in grado di comprendere gli effetti di questo potente gas serra sul nostro pianeta in passato”.

Tramite l’analisi di un carotaggio effettuato nel 2011 a 11.000 piedi di profondità sulla calotta Antartica occidentale (West Antarctic Ice Sheet), i ricercatori hanno avuto la possibilità di avere i dati risalenti a quasi 70.000 anni fa e di stabilire la concentrazione di anidride carbonica atmosferica durante la fine dell’ultima glaciazione (tra 23.000 e 9.000 anni fa).

La scoperta che getta nuova luce sulla storia del clima della Terra è che, contrariamente a quanto si è supposto finora ovvero che il cambiamento climatico sia intervenuto gradualmente, l’aumento della temperatura è coinciso con 3 bruschi aumenti di CO2 di 10-15 ppm ciascuno (un incremento del 5%), avvenuti in meno di due secoli, intervallati da periodi di stasi di concentrazione per circa 1.000-1.500 anni.
Si pensi che attualmente l’anidride carbonica cresce a 2 ppm all’anno.
Eravamo abituati a pensare che i cambiamenti che si verificano naturalmente nel ciclo del carbonio si siano svolti in modo relativamente lento nel corso dei 10.000 anni occorsi per uscire l'ultima era glaciale - ha sottolineato Marcott - Questa brusca variazione, a scala secolare di CO2 sembra essere una parte fondamentale del ciclo globale del carbonio”.

Quantunque precedenti ricerche avessero già ipotizzato una correlazione tra eventuali picchi di carbonio in atmosfera e l’accelerazione della fine dell’ultima glaciazione, non vi erano riscontri scientifici, quali quelli testimoniati nello Studio.
Tuttavia, i ricercatori fanno sapere che non sono favorevoli a ritenere che la responsabilità della fine dell’era glaciale debba essere indicata nel solo aumento della CO2.
"Nel momento in cui c’è stato l’aumento della CO2, contestualmente è salito, anche in percentuale maggiore, il tasso di concentrazione in atmosfera del metano - ha osservato Marcott - Come sappiamo che in occasione di due dei bruschi picchi di CO2, la circolazione oceanica nell’Atlantico meridionale è cambiata, determinando probabili effetti sul carbonio atmosferico e, indirettamente, sul metano, con impatti sulle precipitazioni globali”.
La Terra è un grande sistema collegato - ha aggiunto - e ci sono molti pezzi di questo puzzle. La scoperta di questi forti e rapidi impulsi di CO2 è un pezzo importante”.