Dalla Danimarca un’idea creativa per riciclare i rifiuti

Dalla Danimarca un’idea creativa per riciclare i rifiuti

In costruzione a Copenhagen un termovalorizzatore unico al mondo: sui tetti si scierà d’inverno e si pattinerà d’estate, ma soprattutto si bruceranno rifiuti organici per teleriscaldare 160.000 abitazioni e fornire energia elettrica a 62.000 utenze.

danimarca

 Tra due anni, lo skyline di Copenaghen in Danimarca cambierà volto. Una gigantesca collina artificiale sorgerà nel cuore della capitale danese e apparirà nelle foto dei turisti come sfondo alla famosa Sirenetta: sopra di essa, un super-impianto di smaltimento della spazzatura completamente waste-to-energy, ispirato all’idea di non sprecare energia ed anzi produrla e utilizzarla al meglio.

Grazie ad un’acuta intuizione dell’architetto trentenne Bjarke Ingels e al suo ingegnoso progetto, infatti, sarà edificato un termo-valorizzatore all’interno di un quartiere residenziale prossimo alla realizzazione, in cui si bruceranno rifiuti organici per fornire riscaldamento ed energia elettrica alle abitazioni vicine.

Il termo-valorizzatore di Ingels si prospetta unico al mondo, in virtù dei mezzi tecnologici che saranno impiegati per la sua costruzione e il grande impatto sociale. Alto 85 metri, l’impianto brucerà rifiuti organici per teleriscaldare 160.000 abitazioni e fornire energia elettrica a 62.000 utenze. Allo stesso tempo diventerà uno dei più grandi centri sportivi della capitale danese, con tre piste per sciare d’inverno (la neve artificiale sarà formata attraverso macchine alimentate dal riciclo dei rifiuti) e pattinare d’estate, sentieri per corsa e trekking, prati per passeggiare e fare picnic.

Ormai da tanti anni la Danimarca - poco più di 5 milioni e mezzo di abitanti - promuove e valorizza politiche green. Nel Paese non esistono discariche per lo smaltimento dei rifiuti, dal momento che l’ultima è stata chiusa negli anni Settanta ad Albertslund, località dove oggi sorge un parco. Il piano di sviluppo ambientale nel medio-lungo termine, inoltre, è incoraggiante: l’obiettivo entro il 2050 è quello di soddisfare il 100% del fabbisogno energetico della popolazione, attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili e un sistema di reti elettriche basate su algoritmi, per modulare la produzione e far convergere l’energia dove c’è bisogno e quando c’è bisogno. Non per nulla i governi che si sono succeduti fino ad oggi hanno già costruito una trentina di termovalorizzatori e altri dieci sono in stato avanzato di realizzazione.

Dietro c’è una precisa filosofia: si ricicla materiale riadoperabile di ogni ordine e genere e il resto viene incenerito. In tal senso, una specifica legislazione viene incontro alla linea di condotta: i parametri imposti sono alti e non si bada certo a spese, quando si tratta di valorizzare l’ambiente. Addirittura, è stata istituita un’agenzia di protezione che ha avviato col tempo attività di sicurezza e monitoraggio.

Gli impianti di teleriscaldamento oggi coprono più del 60% della produzione e oltre l’80% del calore è ottenuto da centrali di cogenerazione, che producono elettricità e riscaldamento. Il vento, inoltre, fornisce il 25% del fabbisogno complessivo. Obiettivo intermedio - entro il 2020 - sarà il 50% di elettricità eolica e il 35% di fonti rinnovabili.

Tra qualche giorno, il cantiere di Amager Bakke, così si chiamerà la struttura, verrà aperto al pubblico e i danesi potranno prendere visione dello stato dei lavori attraverso visite guidate. Intanto, ci sono le webcam che documentano l’avanzamento dell’opera.

Non c’è più del marcio in Danimarca come diceva Shakespeare, o meglio c’è ancora ma viene bruciato per farne energia green e pulita.

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