Dalla corretta gestione dei rifiuti una forte riduzione dei GHGs

Dalla corretta gestione dei rifiuti una forte riduzione dei GHGs

La Strategia migliore, comunque, è di non produrli

corretta gestione rifiuti

Nel suo 6° Programma di Azione Ambientale (2002- 2012), l’UE ha fissato l’obiettivo di dissociare la produzione di rifiuti dalla crescita economica.
Nella Strategia tematica sulla prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti (EU, 2005) la Commissione europea, poi, ha chiesto di prendere in considerazione il “ciclo di vita” nelle politiche dei rifiuti e di avviarsi verso un società del riciclo.
Nella sua recente revisione della Strategia tematica (EU, 2011), la Commissione ha anche chiesto una migliore informazione e le previsioni degli impatti sull’ambiente e sulla salute basati sul ciclo di vita delle politiche dei rifiuti con un focus specifico sulle politiche di consumo delle risorse e di contrasto ai cambiamenti climatici, evidenziando l’opportunità di una loro maggiore coerenza. Per aiutare a raggiungere questi obiettivi, l’UE ha emanato Direttive per ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti sin dalla fase iniziale del ciclo di vita del prodotto. La Direttiva quadro sui rifiuti (EU, 2008) mira a migliorare la gestione dei rifiuti, soprattutto attraverso la loro prevenzione e l’aumento del riciclaggio, mentre la Direttiva sulle discariche (EU, 1999) ha introdotto obiettivi di ridurre il conferimento in discarica dei rifiuti urbani biodegradabili.
Queste misure dovrebbero contribuire anche a migliorare l’efficienza delle risorse nell’UE, dal momento che i materiali riciclati possono in parte sostituire le risorse vergini.

L’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti, compresi rifiuti solidi urbani, però, non è stato ancora raggiunto. I dati Eurostat indicano che, in media, un cittadino dell’UE ha prodotto 468 kg di rifiuti solidi urbani (RSU) nel 1995 e 524 kg nel 2008. Ora, secondo l’analisi contenuta nel Rapporto “Opportunità dai rifiuti - Benefici per il clima, passato e futuro, da una migliore gestione dei rifiuti urbani in Europa” (Waste opportunities – Past and future climate benefits from better municipal waste management in Europe), pubblicato il 29 agosto 2011 dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), la cifra è destinata ad aumentare fino a 558 kg nel 2020, se non vengono messe in atto, da parte dei Paesi analizzati (tutti i 27 Paesi membri dell’UE, tranne Cipro, più Norvegia e Svizzera), politiche efficaci per ridurre la produzione di rifiuti.

Responsabile delle emissioni da rifiuti è soprattutto il metano che si produce dai rifiuti biodegradabili conferiti in discarica. Anche se questo potente gas a effetto serra può essere catturato e usato per generare energia, gran parte di esso si diffonde nell’atmosfera, determinando un potente effetto sul clima.
Ridurre la quantità di rifiuti destinata alle discariche è, pertanto, un obiettivo importante delle politiche dell’UE sui rifiuti. Tuttavia, come anticipato, i volumi di rifiuti continuano ad aumentare in tutta l’UE.

Per calcolare le emissioni da rifiuti, il Rapporto ha utilizzato il “ciclo di vita”, considerando tutte le emissioni dirette dai rifiuti durante la lavorazione e il trasporto. Inoltre, esso considera le emissioni che vengono evitate in altri settori dell’economia, conteggiando, ad esempio, la riduzione delle emissioni quando i combustibili fossili sono sostituiti dall’energia recuperata dai rifiuti.
In questo modo, il metodo può mostrare il potenziale impatto delle diverse strategie di gestione dei rifiuti. In particolare, il riciclaggio porta alla riduzione delle missioni, perché il riciclo dei materiali da rifiuti urbani evita le emissioni che sarebbero state generate con l’estrazione e la lavorazione delle materie prime vergini, ben superiori a quelle causate dai processi di riciclaggio.

Tre differenti scenari per il 2020 dimostrano che il potenziale di risparmio di gas serra dipende in gran parte da come i Paesi attueranno le politiche dell’UE sui rifiuti, in particolare se soddisferanno gli obiettivi della Direttiva sulle Discariche di riduzione del conferimento in discarica dei RSU biodegradabili. 
Di seguito, riportiamo i principali risultati conseguenti ai tre diversi scenari.
1. In uno scenario business as usual, le emissioni nette di gas serra dalla gestione dei rifiuti urbani risulterebbero ridotte di 44 milioni di tonnellate di CO2eq fino al 2020 rispetto al 2008. I due principali fattori responsabili di questo miglioramento sono la riduzione delle emissioni di metano dalle discariche e l’aumento delle emissioni evitate tramite il riciclaggio.
2. Se tutti i Paesi soddisfacessero pienamente gli obiettivi di riduzione dei rifiuti della Direttiva sulle Discariche, le emissioni di gas serra dalla gestione dei rifiuti urbani nel 2020 potrebbe essere ridotto di 62 milioni di tonnellate di CO2eq, pari all’1,23% delle loro emissioni totali di gas serra nel 2008.
3. Un divieto assoluto di conferimento in discarica potrebbe ridurre ulteriormente il potenziale netto delle emissioni derivanti dalla gestione dei rifiuti nel 2020 di 78 milioni di tonnellate di CO2eq rispetto al 2008, che sono corrispondenti, per chiarezza di confronto, a più di quelle emesse in quell’anno dall’Ungheria.

Anche un’analisi effettuata dall’OCSE, seguendo un approccio un po’ diverso, ma sempre basato sul ciclo di vita, conferma a grandi linee i risultati del lavoro dell’EEA, vale a dire che una migliore gestione dei rifiuti urbani ha un significativo potenziale per ridurre le emissioni di gas serra.
Un dato incoraggiante che proviene dal Rapporto è che sempre più rifiuti solidi urbani vengono riciclati e sempre di meno finiscono in discarica. L’UE ha riciclato il 17% dei suoi rifiuti solidi urbani nel 1995 e 40% nel 2008. In tale periodo, la quantità conferita in discarica è scesa dal 68% al 40%. Questi miglioramenti hanno già tagliato le emissioni nette annuali di gas a effetto serra di 48 milioni di tonnellate di CO2eq tra il 1995 e il 2008 nell’UE-27, Norvegia e Svizzera.

A rappresentare la frazione più grande dei RSU nella maggior parte dei Paesi UE, sono gli avanzi di cucina e i rifiuti da giardino. Questo rappresenta una notevole opportunità per ridurre le emissioni attraverso il riciclaggio e il recupero energetico (nel 2008, 44 milioni di tonnellate di materia organica sono state compostate, emettendo 1,4 milioni di tonnellate di CO2eq, che se fossero state sottoposte a digestione anaerobica, producendo biogas utile, avrebbero potuto ridurre di 2 milioni di tonnellate di CO2eq le emissioni europee.

Oltre alle preoccupazioni per il clima, l’aumento dei tassi di e il recupero energetico potrebbero migliorare anche l’efficienza delle risorse: obiettivo principale della Strategia UE 2020. Tuttavia, anche la più efficace strategia di gestione dei rifiuti genera gas serra e causa la perdita di risorse. Pertanto, a detta degli autori dello studio, la migliore strategia è quella di evitare, in primo luogo, la generazione di rifiuti.

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