Pur con situazioni a macchia di leopardo, sia per quanto attiene le aree geografiche che per le tecnologie utilizzate, l’analisi compiuta da Bloomberg New Energy Finance sull’andamento degli investimenti globali per le rinnovabili all’inizio del 2014 segnala un aumento di circa il 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, soprattutto per merito dei Paesi emergenti e della diffusione degli impianti di piccola taglia.

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Gli investimenti globali nell’energia pulita hanno registrato un aumento di quasi il 10% nel primo trimestre del 2014 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, raggiungendo i 47, 7 miliardi di dollari: è questo l’assunto dell’analisi compiuta da Bloomberg New Energy Finance (BNFC), la Società leader di consulenza per gli investimenti nel settore delle rinnovabili, diffusa la settimana scorsa.

Il risultato è dovuto al balzo del + 42% degli investimenti per impianti solari a piccola scala da parte delle famiglie e imprese in Paesi come il Giappone e gli Stati Uniti, che hanno approfittato della discesa  dei prezzi dei sistemi fotovoltaici.

Generalmente, il primo trimestre è sempre il periodo più debole dell’anno per gli investimenti in energia pulita, dopo che gli sviluppatori si sono affannati nel  correre a finanziare progetti negli ultimi mesi dell’anno per approfittare delle sovvenzioni in scadenza, e anche per l'effetto del tempo più freddo nell’emisfero settentrionale, meno favorevole all’implementazione dei progetti. Così, anche se gli investimenti globali nel 1° trimestre 2014, sono passati da 58.1 miliardi di dollari a 47,7 miliardi, il confronto più corretto con il 1° trimestre del 2013 (43,6 miliardi) indica un aumento di quasi il 10%.

È troppo presto per poter affermare che il 2013 deve essere considerato l’anno peggiore per gli investimenti nell’energia pulita in tutto il mondo è che il 2014 sarà l’anno di svolta, tuttavia i numeri del primo trimestre sono incoraggiante - ha commentato Michael Liebreich, Presidente esecutivo di Bloomberg New Energy Finance - In particolare, meritano di essere sottolineate due tendenze: la quota crescente di energia solare di piccola scala sul totale degli investimenti complessivi, a seguito di una diminuzione di oltre il 50% a MW negli ultimi 4 anni dei costi di produzione di energia elettrica da fotovoltaico;  la distribuzione geografica degli investimenti sempre più orientata versi i Paesi emergenti, come dimostrano i più grandi investimenti effettuati nel 1° trimestre del 2014 che tra i primi quattro includono due operazioni che andranno in porto in Kenya e Indonesia”.

Se si osservano i dati  per aree continentali, Asia e Oceania, escludendo Cina e India, hanno registrato investimenti nel 1° trimestre 2014 pari a 12,1 miliardi di dollari, in crescita del 26% rispetto allo stesso trimestre del 2013, sotto la spinta del boom del solare in Giappone. Anche gli Stati Uniti hanno avuto il notevole incremento del 95% nel 1 ° trimestre rispetto a un anno fa, anche se gli investimenti (7,9 miliardi di dollari) sono stati solo la metà del totale registrato nell’ultimo trimestre del 2013, allorché sono stati finanziati una serie di progetti eolici di grandi dimensioni.
In Europa gli investimenti sono scesi del 30% rispetto al 1° trimestre 2013, pari a 11,1 miliardi, mentre la Cina ha registrato un aumento del 18% (9.9 miliardi). L’incremento maggiore in termini percentuali si è avuto in Brasile, dove gli investimenti sono rimbalzati a 1,3 miliardi di dollari, in crescita del 211% rispetto al 1° trimestre dello scorso anno. Le Americhe, esclusi gli Stati Uniti e il Brasile, hanno visto un calo dell'11% con 2,1 miliardi; mentre Medio Oriente e Africa, insieme, hanno avuto un incremento dell'82% a  2,4 miliardi di dollari.

Guardando le tipologie di investimento, il driver principale della crescita è stata la spesa per progetti di piccole dimensioni inferiori a 1 MW, comprensivi degli impianti solari sui tetti, che sono aumentati del 42% rispetto al 1° trimestre del 2013, raggiungendo la cifra di 21,2 miliardi di euro.

Molto forte è stato l’incremento sul mercato degli investimenti di imprese specializzate nel settore dell’energia pulita (smart technology), con un + 195% pari a 3,6 miliardi di dollari, tra cui 2 miliardi di dollari di titoli convertibili da parte del produttore statunitense di veicoli elettrici Tesla Motors e un aumento di capitale di  603 milioni del produttore danese di turbine eoliche Vestas Wind Systems.

Un contributo notevole a stimolare gli investimenti sul mercato azionario delle tecnologie per l’energia pulita è stato offerto da WilderHill New Energy Global Innovation Index o NEX,  l’indice costituito da oltre 100 aziende di energia pulita in tutto il mondo, che ha messo a segno un +11% nel primo trimestre. 

Gli investimenti in venture capital e private equity sono scesi del 26% rispetto al Q1 del 2013, con 1,2 miliardi di dollari, e i progetti di oltre 1 MW sono scesi del 13%. Le maggiori operazioni finanziarie del 1° trimestre comprendevano: la decisione di investire 2,1 miliardi per produrre 389 MW da un parco eolico off shore nelle acque britanniche ad ovest di Dudden; il progetto geotermico Sarulla in Indonesia, da  1,6 miliardi di dollari per  produrre 330 MW; il progetto eolico del lago Turkana in Kenya, da 860 milioni di dollari per 310.5 MW;  il parco eolico K2 nell’Ontario (Canada) da 270 MW.

Complessivamente gli investimenti:
- nel solare sono cresciuti del 23% attestandosi a  27.5 miliardi di dollari;
- nell’eolico sono scesi del 16% a 13.9 miliardi;
- nelle tecnologie energetiche intelligenti, come le smart grid, l’efficienza energetica, dispositivi per lo stoccaggio dell’energia elettrica, i veicoli elettrici, sono aumentati del 243% nel 1° trimestre del 2014, rispetto al 1° del 2013;
- nei biocarburanti sono scesi del 28%
- nel riscaldamento geotermico, praticamente dal nulla nel 1 ° trimestre 2013 sono passati 1,8 miliardi di dollari nel  1° trimestre di quest'anno.

Le fusioni e le acquisizioni delle attività aziendali, che non sono incluse nelle nuove forme di investimento di cui sopra, sono balzate nel 1° trimestre 2014 a 7,1 miliardi con un incremento del 57%, con la performance di Google che ha acquisito per  3,2 miliardi la società di termostati ad alta efficienza energetica Nest Labs.