Il Rapporto 2014 dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, quest’anno affronta le questioni che hanno limitato la diffusione dell’efficienza energetica nel nostro Paese, rispetto agli obiettivi prefissati al 2020, focalizzando l’analisi sul finanziamento, i cui strumenti, finora utilizzati, sono da modificare, intravedendo la soluzione adeguata nel Fondo previsto dal D.lgs. di attuazione della Direttiva Ue sull’Efficienza Energetica, adeguatamente dotato.

energy efficiency report 2014

Nonostante la disponibilità di soluzioni tecnologiche tecnicamente mature ed affidabili sul mercato italiano e l’ampio ventaglio di strumenti finanziari disponibili, l’Italia è ancora lontana dal raggiungere l’obiettivo nazionale di risparmio energetico per usi finali definito nella Strategia Energetica Nazionale (SEN) e pari a 15,50 Mtep.
Appare evidente che esistono altri fattori che “ostacolano” la diffusione dell’efficienza energetica nel nostro Paese.

Proprio per analizzare criticamente le tematiche cruciali di razionalizzazione dei consumi energetici nelle imprese e negli edifici in Italia è volto l’ “Energy Efficiency Report 2014” dell’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, giunto quest’anno alla IV edizione, che è stato presentato l’11 dicembre 2014 nel corso del Convegno "Efficienza Energetica in Italia: Energy intelligence, gestione del rischio e modelli di finanziamento per i progetti di efficienza energetica”.

Obiettivo della ricerca è di presentare le diverse soluzioni tecnologiche che consentono di raccogliere ed analizzare dati sui consumi energetici degli edifici e dei processi produttivi, oltre che quantificare i benefici ottenibili dall’utilizzo di queste informazioni. Infine, il Report fornisce una fotografia della filiera degli interventi di efficienza energetica in Italia, mappando i principali soggetti coinvolti nei diversi possibili ambiti di applicazione.
Come indicato dal titolo del Convegno, il Rapporto, presentato nell’occasione da Vittorio Chiesa, Direttore Energy & Strategy Group si focalizza su alcuni temi caldi per gli operatori del settore.
- l’energy intelligence, affrontato fornendo una mappa delle soluzioni tecnologiche che consentono di raccogliere ed analizzare dati sui consumi energetici degli edifici e dei processi produttivi, oltre che di quantificare i benefici ottenibili dall’utilizzo di queste informazioni;
- la gestione del rischio nei progetti di efficienza energetica, identificando le principali strategie di mitigazione dei rischi e analizzando l’impatto che esse hanno sulla sostenibilità economica dei progetti di efficienza energetica;
- la filiera degli interventi di efficienza energetica in Italia verrà esaminata mappando i principali soggetti coinvolti nei diversi possibili ambiti di applicazione, fra cui le Energy Service Companies (ESCo) ed il ruolo che queste giocano nello sviluppo del settore.
- il finanziamento dei progetti di efficienza energetica, fornendo un quadro degli strumenti di finanziamento attualmente utilizzati in Italia e studiando le strategie che facilitano il reperimento di capitali per realizzare questi progetti.

Gli interventi di efficientamento sono moltissimi e tra i più svariati - ha spiegato Chiesa - In generale tuttavia, sia che si parli di interventi in ambito industriale, residenziale o terziario, i tempi di rientro degli interventi sono estremamente interessanti e passano da sei mesi nei casi migliori, fino a un massimo di 2-3 anni nei casi peggiori. Nel comparto residenziale c’è ancora moltissimo da fare. Il nostro Studio ha permesso di appurare che ancora oggi solo il 10% delle E.S.Co intervistate utilizzano sistemi di monitoraggio dei consumi energetici degli edifici”, strumenti che permetterebbero di conseguire risparmi annui tra l8% e il 15% a seconda dei casi.

Ma è l’aspetto del finanziamento che impedisce in Italia di liberare questo “carburante nascosto”, come è stata definita l’ “efficienza energetica” dalla Direttrice dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Maria van der Hoeven.

Sul lato degli strumenti di finanziamento pubblico, a tirare il freno è la complessità degli iter burocratici che allungano considerevolmente i tempi (anche più di un anno) prima di conseguire il finanziamento e l’entità della somma richiedibile, non inferiore di media alle centinaia di euro, tale da penalizzare gli interventi di piccole-medie dimensioni.
Così al 2015 non saranno superati i 50 milioni di euro di finanziamenti pubblici.

Va meglio l’accesso al credito privato, con prestiti bancari e leasing concessi dagli Istituti di Credito che, sempre nel periodo 2007-2013, secondo il Rapporto ammontano a 660 milioni di euro, anche se si riconosce che il leasing , forma consolidata da anni, si rivela spesso poco adatta, essendo condizionata dalle peculiarità delle tecnologie per l’efficienza energetica che deve essere “amovibile” e “fungibile”.

L'indagine dell’Energy&strategy Group Politecnico che ha coinvolto 80 Energy Service Company (E.S.Co), le società che effettuano interventi di efficientamento, assumendo su di sé il rischio dell'iniziativa in cambio di accordi di fornitura con il cliente finale, e 35 Istituti di credito, ha messo in risalto che le une e gli altri concordano nella necessità di invertire la tendenza.

Per facilitare il finanziamento dell'efficienza energetica le prime chiedono (89%) una più stretta collaborazione con le Banche che, d'altra parte, auspicano (73%) la cessione dei crediti che derivano dall'accesso alle tariffe incentivanti.
Entrambe le parti, sia E.S.Co (84%) che Istituti (92%), sono però concordi nel ritenere fondamentale la leva di un Fondo di garanzia a livello nazionale, che consenta di coprire i rischi legati al progetto, sgravando gli Istituti dal possibile pericolo di insolvenza del cliente e le Società dall'obbligo di presentare garanzie collaterali.
Uno strumento di questo tipo è già stato previsto dal Decreto legislativo n. 102/2014 che recepisce la Direttiva 2012/27/UE sull’Efficienza Energetica con l’istituzione presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) del “Fondo nazionale per l'efficienza energetica”, con l’obiettivo di sostenere gli interventi realizzati dalla PA, le E.S.Co e le imprese su propri immobili, impianti e processi produttivi, attraverso concessione di garanzie ed erogazione di finanziamenti (direttamente o attraverso intermediari).
Il Fondo è concepito per progetti di una certa dimensione, in particolare presso utenti di natura industriale e del terziario - ha osservato Chiesa - Ma i proprietari di immobili privati, per interventi globali su edifici, ne gioverebbero indirettamente, perché si alleggerirebbe il peso che ora grava sulle E.S.Co chiamate a realizzare gli interventi”.

I criteri, le condizioni e le modalità di funzionamento, di gestione e di intervento del Fondo saranno stabilite con uno o più decreti attuativi (che in teoria dovevano essere emanati entro 90 giorni dall'entrata in vigore del D.lgs. 102/14, il 4 luglio scorso). La dotazione per gli anni 2014 e 2015 è rispettivamente di 5 e 25 milioni e può essere ulteriormente integrata, per il periodo 2014-2020, ad esempio fino a 15 milioni annui a carico del MiSE e fino a 35 milioni annui a carico del ministero dell'Ambiente.

Il Rapporto prova a determinare l’ammontare “ideale” del Fondo e a capire quali risultati potrà ottenere, prendendo in considerazione gli obiettivi di risparmio energetico fissati dalla SEN nei differenti ambiti (residenziale, terziario e industria) e i risultati ad oggi raggiunti, le soluzioni tecnologiche per l’efficienza energetica attualmente disponibili e la loro convenienza economica; infine, l’ “effetto leva” (cioè il rapporto volume garanzie su fondi propri) di altri fondi di garanzia istituti in passato (in particolare si è considerato l’effetto leva di 18 stimato per il Fondo di garanzia per le PMI del MiSE).
Per raggiungere il 30% dell'obiettivo di risparmio di energia finale prefisso in tutti e tre gli ambiti considerati (residenziale, industriale e terziario, sia pubblico che privato) si dovrebbe disporre - ha indicato Chiesa - di 51 milioni di euro annui costanti tra il 2015 e il 2020. Valore che sale a 136 e 219 milioni per raggiungere rispettivamente il 40 e 50% dell'obiettivo”.

Al Governo spetta, quindi, reperire le risorse se vuole mantenere fede agli obiettivi prefissati.

Categoria; Energia; sottocategoria: efficienza energetica

 

11 dicembre 2014, Milano, Politecnico, Presentazione Energy Efficiency Report, Energy & Strategy Group, Efficienza Energetica, Obiettivi SEN, energy intelligence, gestione del rischio, interventi, finanziamento progetti, ESCo, Istituti di credito, leasing, Vittorio Chiesa Dlgs 102/2014, Direttiva 2012/27/UE, Fondo nazionale per l’efficienza energetica.

 

Dal Fondo nazionale per l’efficienza energetica le risorse per conseguire gli obiettivi della SEN

 

Il Rapporto 2014 dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, quest’anno affronta le questioni che hanno limitato la diffusione dell’efficienza energetica nel nostro Paese, rispetto agli obiettivi prefissati al 2020, focalizzando l’analisi sul finanziamento, i cui strumenti, finora utilizzati, sono da modificare, intravedendo la soluzione adeguata nel Fondo previsto dal D.lgs di attuazione della Direttiva Ue sull’Efficienza Energetica, adeguatamente dotato.

 

Nonostante la disponibilità di soluzioni tecnologiche tecnicamente mature ed affidabili sul mercato italiano e l’ampio ventaglio di strumenti finanziari disponibili, l’Italia è ancora lontana dal raggiungere l’obiettivo nazionale di risparmio energetico per usi finali definito nella Strategia Energetica Nazionale (SEN) e pari a 15,50 Mtep.
Appare evidente che esistono altri fattori che “ostacolano” la diffusione dell’efficienza energetica nel nostro Paese.

 

Proprio per analizzare criticamente le tematiche cruciali di razionalizzazione dei consumi energetici nelle imprese e negli edifici in Italia è volto l’ “Energy Efficiency Report 2014” dell’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, giunto quest’anno alla IV edizione, che è stato presentato l’11 dicembre 2014 nel corso del Convegno "Efficienza Energetica in Italia: Energy intelligence, gestione del rischio e modelli di finanziamento per i progetti di efficienza energetica.

 

Obiettivo della ricerca è di presentare le diverse soluzioni tecnologiche che consentono di raccogliere ed analizzare dati sui consumi energetici degli edifici e dei processi produttivi, oltre che quantificare i benefici ottenibili dall’utilizzo di queste informazioni. Infine, il Report fornisce una fotografia della filiera degli interventi di efficienza energetica in Italia, mappando i principali soggetti coinvolti nei diversi possibili ambiti di applicazione.

Come indicato dal titolo del Convegno, il Rapporto, presentato nell’occasione da Vittorio Chiesa, Direttore Energy & Strategy Group si focalizza su alcuni temi caldi per gli operatori del settore.
- l’energy intelligence, affrontato fornendo una mappa delle soluzioni tecnologiche che consentono di raccogliere ed analizzare dati sui consumi energetici degli edifici e dei processi produttivi, oltre che di quantificare i benefici ottenibili dall’utilizzo di queste informazioni;

      - la gestione del rischio nei progetti di efficienza energetica, identificando le principali strategie di mitigazione dei rischi e analizzando l’impatto che esse hanno sulla sostenibilità economica dei progetti di efficienza energetica;

      - la filiera degli interventi di efficienza energetica in Italia verrà esaminata mappando i principali soggetti coinvolti nei diversi possibili ambiti di applicazione, fra cui le Energy Service Companies (ESCo) ed il ruolo che queste giocano nello sviluppo del settore.

      - il finanziamento dei progetti di efficienza energetica, fornendo un quadro degli strumenti di finanziamento attualmente utilizzati in Italia e studiando le strategie che facilitano il reperimento di capitali per realizzare questi progetti.

 

Gli interventi di efficientamento sono moltissimi e tra i più svariati - ha spiegato Chiesa - In generale tuttavia, sia che si parli di interventi in ambito industriale, residenziale o terziario, i tempi di rientro degli interventi sono estremamente interessanti e passano da sei mesi nei casi migliori, fino a un massimo di 2-3 anni nei casi peggiori. Nel comparto residenziale c’è ancora moltissimo da fare. Il nostro Studio ha permesso di appurare che ancora oggi solo il 10% delle E.S.Co intervistate utilizzano sistemi di monitoraggio dei consumi energetici degli edifici”, strumenti che permetterebbero di conseguire risparmi annui tra l8% e il 15% a seconda dei casi.

 

Ma è l’aspetto del finanziamento che impedisce in Italia di liberare questo “carburante nascosto”, come è stata definita l’ “efficienza energetica” dalla Direttrice dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Maria van der Hoeven.

 

Sul lato degli strumenti di finanziamento pubblico, a tirare il freno è la complessità degli iter burocratici che allungano considerevolmente i tempi (anche più di un anno) prima di conseguire il finanziamento e l’entità della somma richiedibile, non inferiore di media alle centinaia di euro, tale da penalizzare gli interventi di piccoli-medie dimensioni.
Così al 2015 non saranno superati i 50 milioni di euro di finanziamenti pubblici.

 

Va meglio l’accesso al credito privato, con prestiti bancari e leasing concessi dagli Istituti di Credito che, sempre nel periodo 2007-2013, secondo il Rapporto ammontano a 660 milioni di euro, anche se si riconosce che il leasing , forma consolidata da anni, si rivela spesso poco adatta, essendo condizionata dalle peculiarità delle tecnologie per l’efficienza energetica che deve essere “amovibile” e “fungibile”.

 

L'indagine dell’Energy&strategy Group Politecnico che ha coinvolto 80 Energy Service Company (E.S.Co), le società che effettuano interventi di efficientamento, assumendo su di sé il rischio dell'iniziativa in cambio di accordi di fornitura con il cliente finale, e 35 Istituti di credito, ha messo in risalto che le une e gli altri concordano nella necessità di invertire la tendenza.

Per facilitare il finanziamento dell'efficienza energetica le prime chiedono (89%) una più stretta collaborazione con le Banche che, d'altra parte, auspicano (73%) la cessione dei crediti che derivano dall'accesso alle tariffe incentivanti.
Entrambe le parti, sia E.S.Co (84%) che Istituti (92%), sono però concordi nel ritenere fondamentale la leva di un Fondo di garanzia a livello nazionale, che consenta di coprire i rischi legati al progetto, sgravando gli Istituti dal possibile pericolo di insolvenza del cliente e le Società dall'obbligo di presentare garanzie collaterali.
Uno strumento di questo tipo è già stato previsto dal Decreto legislativo n. 102/2014 che recepisce la Direttiva 2012/27/UE sull’Efficienza Energetica (link: http://www.regionieambiente.it/energia/risparmio/1426-in-vigore-il-dlgs-sullefficienza-energetica.html) con l’istituzione presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) del “Fondo nazionale per l'efficienza energetica”, con l’obiettivo di sostenere gli interventi realizzati dalla PA, le E.S.Co e le imprese su propri immobili, impianti e processi produttivi, attraverso concessione di garanzie ed erogazione di finanziamenti (direttamente o attraverso intermediari).
Il Fondo è concepito per progetti di una certa dimensione, in particolare presso utenti di natura industriale e del terziario - ha osservato Chiesa - Ma i proprietari di immobili privati, per interventi globali su edifici, ne gioverebbero indirettamente, perché si alleggerirebbe il peso che ora grava sulle E.S.Co chiamate a realizzare gli interventi”.

 

I criteri, le condizioni e le modalità di funzionamento, di gestione e di intervento del Fondo saranno stabilite con uno o più decreti attuativi (che in teoria dovevano essere emanati entro 90 giorni dall'entrata in vigore del D.lgs. 102/14, il 4 luglio scorso). La dotazione per gli anni 2014 e 2015 è rispettivamente di 5 e 25 milioni e può essere ulteriormente integrata, per il periodo 2014-2020, ad esempio fino a 15 milioni annui a carico del MiSE e fino a 35 milioni annui a carico del ministero dell'Ambiente.

Il Rapporto prova a determinare l’ammontare “ideale” del Fondo e a capire quali risultati potrà ottenere, prendendo in considerazione gli obiettivi di risparmio energetico fissati dalla SEN nei differenti ambiti (residenziale, terziario e industria) e i risultati ad oggi raggiunti, le soluzioni tecnologiche per l’efficienza energetica attualmente disponibili e la loro convenienza economica; infine, l’ “effetto leva” (cioè il rapporto volume garanzie su fondi propri) di altri fondi di garanzia istituti in passato (in particolare si è considerato l’effetto leva di 18 stimato per il Fondo di garanzia per le PMI del MiSE).
Per raggiungere il 30% dell'obiettivo di risparmio di energia finale prefisso in tutti e tre gli ambiti considerati (residenziale, industriale e terziario, sia pubblico che privato) si dovrebbe disporre - ha indicato Chiesa - di 51 milioni di euro annui costanti tra il 2015 e il 2020. Valore che sale a 136 e 219 milioni per raggiungere rispettivamente il 40 e 50% dell'obiettivo”.

 

Al Governo spetta, quindi, reperire le risorse se vuole mantenere fede agli obiettivi prefissati.