Da una ricerca SWG emergono cambiamenti tendenziali nello stile di vita degli italiani

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Nel corso di FORUM PA 2012, l’annuale incontro che si svolge a Roma sulla Pubblica Amministrazione, la formazione e la condivisione di best practice, Enzo Risso, Direttore dell’Istituto di ricerca SWG, ha presentato nella sessione “Build a sustainable future. Il cambiamento nasce dai comportamenti e dai valori delle persone” l’indagine realizzata per conto di ASSET Camera, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma, per verificare il quadro dei comportamenti degli italiani e la loro attenzione a ridurre gli impatti sull’ambiente.

Da spreconi a eco-attenti: il cambiamento tendenziale negli stili di vita degli italiani” è appunto il titolo dell’indagine fatta su un campione di 3.000 italiani e 800 residenti a Roma, che, partendo dal concetto di “futuro sostenibile”, si è concentrata sulla percezione che gli italiani hanno dei valori ambientali e sui conseguenti cambiamenti nei comportamenti.

Complice, forse, anche la crisi economica, dall’indagine emerge un cambiamento lento, ma graduale, negli stili di vita degli italiani.
Investire sul solare e sull’energia prodotta dai rifiuti. Ridurre gli imballaggi. Investire sui materiali riciclabili. Il green avanza nella coscienza degli italiani - si legge nella ricerca - E in un periodo di crisi quasi due terzi dell’opinione pubblica pensa a cambiare le proprie scelte e a puntare, anche per lo sviluppo del Paese, su un nuovo modo di produrre, su un sistema sempre più verde e ecocompatibile”.

Gli intervistati sembrano particolarmente attenti a tenere a bada i consumi energetici: lampadine a basso consumo; elettrodomestici in classe A; doppi vetri; condizionatori usati solo il minimo indispensabile; temperatura più bassa per i termosifoni. Tuttavia, mantengono alcuni comportamenti che indicano spreco: apparecchi e pc in standby anche quando non vengono usati; frigoriferi lasciati aperti per riporre i prodotti della spesa o per scegliere il cibo; termosifoni lasciati accesi anche quando non si è in casa; televisori accesi senza che ci sia chi guarda o segue le trasmissioni; caricabatterie lasciati nella presa anche se il telefonino è già carico.

Se alcuni atteggiamenti debbono ancora entrare nella quotidianità degli italiani, circa la metà di loro afferma di essere disposta o sta cercando di cambiare i propri comportamenti.
Meno rosea, invece, la situazione sul fronte della mobilità, dal momento che il 70% del campione continua a usare l’auto privata quasi tutti i giorni, mentre solo il 14% usa stabilmente i mezzi pubblici. Eppure, il 74% degli intervistati è disposto a spostarsi più spesso a piedi o in bicicletta, il 50% si dice disponibile a rinunciare al mezzo proprio, ma solo a patto di poter contare su un sistema di mezzi pubblici più efficiente e affidabile. Il 32%, invece, si dice interessato all’acquisto di una vettura ibrida, anche se il costo è maggiore rispetto ai veicoli tradizionali, mentre il 40% valuta di passare al metano.

Gli Italiani sembrano, nonostante le difficoltà economiche, disposti a investire in nome della sostenibilità ambientale. In media, infatti, il campione sottoposto a indagine si dice disposto a spendere fino al 10% in più per acquistare prodotti riciclabili, apparecchi a risparmio energetico e puntare sulle fonti rinnovabili: se una spinta viene dalla crisi, non c’è dubbio, come rilevato da Risso, che sussiste “un fattore di fondo di trasformazione culturale”.

In un contesto di crisi se il costo dei prodotti incide sugli acquisti, la salvaguardia dell’ambiente sembra sollecitare gli italiani in modo più diretto, dal momento che il 45% degli intervistati sarebbe disposto a pagare fino al 5% in più del suo valore; il 30% fino al 10% in più; il 15% fino al 15% in più: “l’ambiente è vissuto come valore aggiunto di brand”, ha riconosciuto il Direttore di SWG.

Nell’insieme la propensione ad accreditare alla green economy uno spazio e una operatività che portino vantaggi sia all’ambiente che all’economia sembra aver trovato una convinta adesione tra i cittadini - si legge nelle conclusioni - Si notano, però, due elementi a cui fare attenzione perché non risulti più un’aspirazione che una pratica:
- il tema del costo di un comportamento positivo dal punto di vista ambientale;
- la presenza di incentivi affinché si mettano in atto le buone pratiche articolate su tutti gli aspetti della vita delle persone e dei relativi luoghi dove si svolge la loro esistenza.
Si può ancora aggiungere che è necessaria un’azione insistita e costante di promozione, informazione, convinzione per vincere la quota di inerzia che traspare con evidenza dallo scarto tra la percezione dei problemi e i comportamenti adottati.
Soddisfatte queste condizioni la strada verso il dispiegamento della “green economy” almeno dal punto di vista dei cittadini, è aperta”.