Il nuovo Rapporto della Commissione Globale sull'Economia e il Clima ribadisce che la crescita economica e la riduzione delle emissioni climalteranti possono coesistere purché siano intraprese le adeguate misure che vengono raccomandate, in grado di ridurre al 2030 fino il 96% del divario fra le emissioni business as usual e quelle necessarie per mantenere entro i +2 °C il riscaldamento globale alla fine del secolo.

seizing global opportunity

Crescita sostenibile e azione climatica possono e devono essere conseguite insieme. Gli obiettivi per porre fine alla povertà estrema e per garantire un clima sicuro sono a portata di mano a condizione che siano compiute le adeguate misure per ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici: è questo il messaggio contenuto nel nuovo Rapporto della Commissione Globale sull'Economia e il Clima rilasciato il 6 Luglio 2015.

Istituita per esaminare se sia possible ottenere una crescita economica duratura ed allo stesso tempo affrontare i rischi dei cambiamenti climatici, a The Global Commission on the Economy and Climate fanno parte a titolo gratuito ex Presidenti, Capi di Governo e Ministri, Economisti ed esperti di finanza di 20 nazioni.

Co-presieduta  dall'ex-Presidente del Messico Felipe Calderón e da Lord Nicolas Stern, l'autore del famoso Rapporto che nel 2006 metteva in guardia sui rischi per l’economia globale derivanti dai cambiamenti climatici, la Commissione ha lanciato nel 2013 l'iniziativa faro “The New Climate Economy” con lo scopo di esplorare se tutti i Paesi a qualunque livello di reddito possano avere una migliore crescita economica e godere al contempo di una migliorata situazione climatica.

A tal fine l'anno scorso in settembre in occasione del Summit sul Clima di New York, indetto dal Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon con lo scopo di sollecitare i leader politici mondiali ad assumere impegni concreti per giungere ad un Accordo globale per contrastare il global warming, la Commissione Globale aveva presentato il Rapporto "Better Growth, Better Climate" che prendeva in esame gli aspetti dell'economia per una crescita a bassa intensità di carbonio nel lungo periodo.

Ora questo nuovo Rappporto " dal titolo: "Seizing the Global Opportunity: Partnerships for Better Growth and a Better Climate" individua le 10 principali opportunità economiche che possono chiudere fino al 96% il divario tra le emissioni business as usual e il livello necessario per limitare i pericolosi cambiamenti climatici, purché si intraprenda una maggiore cooperazione tra i governi, le imprese, gli investitori, le città e le comunità per guidare l'emergente crescita economica decarbonizzata.

"Questo rapporto dimostra che il successo è possibile: possiamo raggiungere la crescita economica e ridurre il pericolo del divario delle emissioni - ha affermato il co-Presidente della Comissione, Felipe Calderón, - L'obiettivo che un tempo si pensava che fosse molto lontano è viceversa alla nostra portata. Siamo in grado di conseguire al contempo la prosperità globale e garantire una stabilità climatica. L'economia low carbon sta già emergendo. Ma i governi, le città, le imprese e gli investitori hanno bisogno di lavorare molto più strettamente insieme e approfittare dei recenti sviluppi, se vogliono cogliere le opportunità. Non possiamo permettere che queste occasioni ci scivolino tra le dita".

Nel rapporto si mette in evidenza che alcune recenti tendenze dell'economia globale, come la veloce discesa del prezzo dell'energia pulita, la perdurante volatilità dei prezzi del petrolio e la diffusione a livello mondiale dell'imposizione di un prezzo per le emissioni del carbonio (sono 40 i Paesi che  hanno adottato o stanno pianificando il carbon pricing e 28 quelli che stanno intraprendendo riforme alle sovvenzioni energetiche) stanno dando slancio allo sviluppo di un'economia a basse emissioni di carbonio, ma i Paesi dovranno anche accettare di rivedere i propri obiettivi di riduzione di carbonio ogni 5 o 10 anni e incrementare ogni anno il proprio target di riduzione dei gas serra.

emissions reduction potential

Di seguito sono riportate le 10 mosse in grado di rudurre drasticamente le emissioni di CO2 al 2030.
1) Investire almeno mille miliardi all'anno in energie rinnovabili e innalzare gli standard sull'efficienza energetica in settori chiave, dalle auto alle apparecchiature elettriche all'illuminazione.

2) Tutte le città dovrebbero impegnarsi a introdurre strategie urbane di sviluppo a basse emissioni in settori chiave come trasporto pubblico, rifiuti, rinnovabili ed efficienza degli edifici, ottenendo un risparmio da 17 mila miliardi di dollari, a livello globale, entro il 2050.

3) Fermare la deforestazione e ripristinare i terreni agricoli degradati.

4) Introdurre la tassa sulle emissioni (carbon pricing).

5) Eliminare i sussidi per i combustibili fossili.

6) Includere l'impatto sul cambiamento climatico nei piani infrastrutturali nazionali.

7) Sostenere la ricerca e lo sviluppo di tecnologie a basse emissioni.

8) Adottare, anche a livello aziendale, strategie per contenere la CO2.

9) Ridurre le emissioni aeree e navali, attraverso standard di efficienza.

10) Mettere al bando gli idrofluorocarburi, ora usati come refrigeranti, solventi, nelle protezioni antincendio e nelle schiume isolanti.

"Sempre più Paesi si stanno impegnando a integrare l'azione per il clima nei piani economici nazionali, dalla dichiarazione del recente G7 sulla necessità di decarbonizzare l'economia entro la fine del secolo allo sviluppo di strategie di crescita a basse emissioni e resiliente al clima in un discreto numero di Paesi in via di sviluppo e dalle economie emergenti - ha osservato l'altro co-Presidente Lord Nicolas Stern che aveva anticipato i risultati dello studio nel suo nuovo libro "Why Are We Waiting? The Logic, Urgency and Promise of Tackling Climate Change" - La forte crescita economica a basso tenore di carbonio sarà la nuova normalità".