Casa natale e galleria espositiva si integrano culturalmente per celebrare il mito

museo ferrari

Dal 10 marzo 2012 è aperto al pubblico il nuovo Museo Casa Enzo Ferrari di Modena, dedicato a uno dei miti italiani più famosi nel mondo, indiscusso protagonista del ’900 e della storia dell’automobilismo sportivo.

Il complesso museale di circa 5.000 m2 di superficie e realizzato con un investimento di circa 18 milioni di euro, consta, di due corpi:
- la Casa natale dove nacque nel 1898 il “Drake”, che costituisce il fulcro storico;
- l’avveniristica Galleria espositiva che simboleggia la propensione al futuro, alla continua ricerca, che hanno contrassegnato l’attività di Enzo Ferrari.

Così, anche il logo che rappresenta l’identità di questo Museo, è stato concepito unendo in un solo segno grafico il tratto caratteristico della firma di Enzo Ferrari e il profilo della nuova Galleria espositiva La Casa natale su due piani è stata ristrutturata senza modificarne l’assetto e l’aspetto originari, come altrettanto originari sono i coppi del tetto, il legno e i mattoni delle pareti. Solo l’insegna sulla porta AF (Alfredo Ferrari, padre di Enzo) è stata rifatta, essendo stata rubata alcuni anni fa. Inoltre, sono state introdotte due strutture metalliche al fine di aggiornare la pre-esistenza alle ultime normative antisismiche e di consolidarla strutturalmente.

Al piano terra l’“Officina Meccanica Alfredo Ferrari” ha avuto rinnovata la scritta esterna, ormai sbiadita, riproducendo esattamente nel “font” la vecchia insegna ottocentesca. Proprio il doppio volume a capriate dell’Officina ospita lo spazio espositivo principale caratterizzato da un allestimento multimediale che narra attraverso immagini, filmati inediti e preziosi cimeli la vita di Enzo Ferrari uomo, pilota e costruttore, lungo un secolo di storia, permettendo al visitatore, lungo un sinuoso percorso di 40 m, di “leggere i capitoli” del racconto biografico del grande costruttore.
Al primo piano ci sono gli uffici dell’officina e la parte abitativa vera e propria, dove si conclude il percorso.

“Se lo puoi sognare, lo puoi fare”, è una delle frasi più conosciute di Enzo Ferrari, che rappresenta meglio la sua filosofia di vita, segnata da passione e creatività, ricerca e innovazione, coraggio e sfida.
Non poteva, quindi, che essere creativa ed innovativa la nuova struttura che si affianca alla Casa natale.
Costruita per ospitare la Galleria espositiva di 3.200 m2 di superficie, il nuovo corpo sembra voler accogliere la Casa natale, senza sovrastarla (sono entrambe alte circa 12 m.) a mano aperta, “Open Hand” come è stato denominato il progetto.

Il concorso per la sua progettazione, per la quale si sono sfidati i più importanti studi di architettura internazionali, fu vinto dallo studio “Future Systems”, fondato da Jan Kaplický, l’architetto che “ha dettato il Manifesto per l’architettura del XX secolo”, per i suoi progetti che sono risultati innovativi non solamente dal punto di vista visuale, ma anche per la loro funzionalità ed efficienza, stante la sua continua passione verso la progettazione sostenibile.

A seguito della morte del ceco Kapliský nel 2009, la Fondazione Casa Natale Enzo Ferrari (fondatori il Comune di Modena, la Provincia di Modena, la Camera di Commercio di Modena, l’ACI e la Ferrari SpA), nata con lo scopo di valorizzare, promuovere e tutelare l’immagine, la storia e l’opera di Enzo Ferrari, che aveva indetto nel 2004 il concorso, per assicurasi il completamento dell’opera e finalizzare il disegno degli interni, ingaggiò l’italiano Andrea Morgante che di “Future Systems” è stato Direttore associato e Capo progetto di questo lavoro.

La forma evoca l’inconfondibile sagoma di auto sportiva con la copertura tridimensionale di alluminio “giallo” (uno dei due colori dello stemma di Modena, scelto da Enzo Ferrari come sfondo del pittogramma del “cavallino”, simbolo della scuderia), su cui sono state intenzionalmente disegnate dieci aperture per sottolineare l’analogia con le prese d’aria di un cofano, permettendo al contempo l’ingresso di ventilazione e luce naturale.
Questa soluzione architettonica, realizzata con doghe di alluminio a doppia curvatura di 12 cm. di larghezza, che seguono perfettamente la forma, è del tutto inedita per il mondo dell’edilizia ed è stata mutuata dal settore nautico, come del resto la vetrata della facciata di ingresso a doppia curvatura, le cui lastre trasparenti sono sorrette da sottili cavi in acciaio pretensionati e capaci di sopportare ognuno 40 tonn. di tensione.

Ciò che colpisce maggiormente della vetrata principale è la sua inclinazione di 12° e 30’ rispetto al terreno circostante e la sua sommità a trave tubolare, progettata con tecniche avanzatissime di modellazione tridimensionale che segue il movimento sinuoso, a sua volta sorretta da due pontoni gialli a forma di Y, che non passano di certo inosservati.
Il suo interno è un grande salone espositivo bianco sormontato da una campata a tutto sesto alla cui sommità una membrana bianca traslucida diffonde la luce in modo uniforme. Una sequenza ininterrotta di piani inclinati accompagnano il visitatore dal piano terra al piano interrato, lungo delle rampe dove sono collocate 21 piattaforme amovibili sui cui sono esposte, come opere d’arte, le auto, protagoniste de “Le origini del mito”.
Al termine del percorso espositivo si trovano la Sala Congressi, il Centro di Documentazione con adiacente il Centro Didattico e l’Aula di Videoproiezione.

Il consumo energetico del complesso museale, stimato dai tecnici, viene dimezzato rispetto a quello di un normale edificio di proporzioni analoghe, con risparmi nelle emissioni di anidride carbonica pari a 35 tonn. annue, grazie alle soluzioni di efficienza energetica adottate ed al ricorso a fonti rinnovabili.
In particolare, il sistema impiantistico si basa su una pompa di calore geotermica con l’applicazione di 24 sonde di tipo verticale a 125 m. L’unità viene utilizzata sia in estate per il condizionamento (con una potenza di circa 120 kW) che in inverno per il riscaldamento (circa 140 kW), alimentando prevalentemente gli impianti ad effetto radiante, sia per la galleria che per la casa natale.

In inverno, i pannelli radianti, grazie alla particolare diffusione del calore e alla grande dimensione del “corpo scaldante” utilizzato (il massetto sotto pavimento), operano normalmente con temperatura dell’aria dei locali riscaldati ridotta di 1-2 °C rispetto a quella di un impianto tradizionale. All’impianto a pavimento che riscalda ad altezza d’uomo e non interessa la parte alta dell’edificio, è stato affiancato, in alcuni locali del piano interrato, dove si manifestano carichi interni superiori a quelli della zona espositiva aperta, un impianto a pannelli radianti a soffitto. A servizio del complesso è inoltre presente un modulo termico alimentato a gas metano composto da quattro unità interne a condensazione ad inserimento progressivo per una potenza totale di circa 240 kWt e un gruppo frigorifero ad alta efficienza e in versione silenziata con compressori scroll, raffreddato ad aria con una potenza di circa 350 kW.

È stato previsto, poi, un sistema di ricambio aria basato sull’ utilizzo di una Unità di trattamento del tipo a recupero termico rigenerativo che consente non solo il recupero del calore, ma anche il trasferimento di umidità tra i due flussi di aria esterna in ingresso e di aria ripresa dagli ambienti in fase di espulsione. Un sistema che permette di trasferire in inverno parte della umidità presente nell’aria di espulsione verso il flusso di aria di rinnovo in immissione, garantendo quindi una adeguata umidità all’interno degli ambienti senza dover fare eccessivo ricorso a umidificatori.
Il modulo termico, le pompe di calore, il gruppo frigorifero e la cabina elettrica sono stati ubicati in apposita zona tecnica esterna, mentre le Unità di trattamento aria sono state invece posizionate in un locale tecnico interrato posto nel basamento della galleria, a servizio di entrambi gli edifici. Quattro estrattori da 1.000 m3/h ciascuno, a servizio della sala espositiva, sono stati posizionati in copertura in corrispondenza delle “prese d’aria del cofano”, con lo scopo di smaltire eventuali “sacche calde” che si potrebbero formare nella parte alta della sala espositiva e di svolgere, durante la notte, funzione di ventilazione in free cooling.

Con lo scopo di sfruttare il più possibile l’apporto di luce naturale, la facciata dell’edificio esposta a sud-ovest è stata interamente realizzata con vetri neutri a basso fattore solare.
Il progetto illuminotecnico ha previsto, poi, l’installazione di corpi illuminanti a sospensione, costituiti da sistemi di faretti orientabili a ioduri metallici montati su piastre di vetro satinato. Nel caso della Galleria espositiva i corpi illuminanti sono posti immediatamente sotto il telo bianco di controsoffitto, mentre nella casa natale sono appesi alle capriate, con l’obiettivo, in entrambe i casi, di ottenere un’illuminazione diffusa ed omogenea che non faccia percepire al visitatore deformazioni dei volumi e dei colori delle automobili esposte.
Il Museo, infine, è regolato e controllato da un complesso sistema di building automation in grado di gestire gli impianti di climatizzazione e di sicurezza (rivelazione fumi, controllo accessi, ecc.) in modo integrato.