Costruire società resilienti alla siccità

Costruire società resilienti alla siccità

La Conferenza delle Nazioni Unite di Ginevra ha sollecitato la riduzione del rischio di catastrofi, anziché la gestione delle crisi come accaduto finora.

Costruire società resilienti alla siccità

La siccità è ampiamente riconosciuta come un pericolo lento e strisciante che si verifica come conseguenza della variabilità climatica naturale, ma negli ultimi anni è cresciuta la preoccupazione a livello mondiale che possa aumentare la sua frequenza e gravità in considerazione delle mutate condizioni climatiche.

Di conseguenza, gli impatti economici, sociali e ambientali sono aumentati in tutto il mondo in maniera così significativa che la siccità è divenuta di gran lunga la più dannosa di tutte le catastrofi naturali.
Si stima che la siccità provochi perdite pari a 6-8 miliardi di dollari l’anno. Dal 1900, oltre 11 milioni di persone sono morte a causa della siccità e 2 miliardi di persone ne siano stati colpiti. Dal 1970, la superficie investita dalla siccità è raddoppiata, minando le condizioni di vita, annullando i vantaggi dello sviluppo e radicando la povertà tra milioni di persone che dipendono direttamente sulla terra, e per lo più sono le donne, i bambini e gli anziani a pagarne il prezzo più alto.

Ondate ricorrenti di siccità nelle regioni vulnerabili dell’Africa hanno attirato l’attenzione mondiale a causa di carestie e gravi disordini sociali ed economici, come nel Sahel dove la produzione di cereali si è ridotta del 26% per cento nel 2012 rispetto al 2011e la situazione rimane critica, con oltre 10 milioni di persone che soffrono di insicurezza alimentare e 1,4 milioni di bambini a rischio di forte malnutrizione.

Non si deve credere, tuttavia, che siano colpite da siccità solo alcune predestinate aree, ormai il fenomeno si sta diffondendo in regioni che ne sembravano immuni, come testimonia quanto accaduto negli ultimi anni negli Stati Uniti, Russia, Europa, India, Brasile e Australia, scatenando il caos sui rifornimenti alimentari in tutto il mondo.
Secondo quanto dichiarato da NOAA (l’Agenzia statunitense meteorologica) che ha confrontato la cartina delle previsioni fino a giugno del 2012 e quella del 2013, quest’anno potrebbe essere perfino peggio del 2012.

La Conferenza ad alto livello delle Nazioni Unite “Towards More Drought Resilient Societies”, promossa da WMO (l’Organizzazione Meteorologica Mondiale) assieme a FAO e UNCCD, che si è svolta recentemente ha, per la prima volta, segnato il tentativo di un coordinamento a livello globale per incoraggiare i Governi ad attuare e implementare politiche nazionali di gestione della siccità coerenti con i loro obiettivi di sviluppo e di agire su basi scientifiche per la riduzione del rischio catastrofico della siccità, rompendo quell’approccio frammentario e costoso di risposta alle crisi, che arriva spesso troppo tardi per evitare la morte.

Nel corso delle sessioni di lavoro è emerso che ora è possibile la pianificazione proattiva di gestione della siccità, seguendo gli importanti progressi che si sono registrati nella scienza del clima e nelle tecnologie, nonché nelle migliorate conoscenze circa la gestione sostenibile del territorio. Varie innovazioni sussistono anche per il monitoraggio della siccità a livello regionale e nazionale, per i sistemi di allarme rapido per una immediata risposta, nonché strategie di mitigazione.

Nella Dichiarazione finale, infatti, si incoraggiano i Governi a:
- sviluppare misure proattive di mitigazione, prevenzione e pianificazione, gestione del rischio, promozione della scienza, tecnologie appropriate e innovazione, gestione delle risorse, quali elementi chiave di una efficace politica nazionale contro la siccità;
- promuovere una maggiore collaborazione per migliorare la qualità delle reti di osservazioni locali/nazionali/regionali/globale e dei sistemi di trasmissione;
- migliorare la consapevolezza nel pubblico del rischio di siccità e la necessità di prepararsi;
- considerare, se possibile entro il quadro giuridico di ciascun Paese, strumenti economici e strategie finanziarie, tra cui la riduzione e la condivisione dei rischi e strumenti di trasferimento del rischio nei piani di gestione della siccità;
- sostenere piani emergenziali di soccorso sulla base di una buona gestione delle risorse naturali e di auto-aiuto a livelli di adeguata governance;
- collegare i piani di gestione della sicccità alle politiche di sviluppo locale/nazionale;
- valutare che una migliore gestione della siccità è una delle priorità del Quadro Globale per i Servizi Climatici (GFCS), in corso di attuazione da parte dei Governi con il sostegno delle Nazioni Unite, per aumentare la resistenza alla siccità, migliorando l’informazione e i servizi, in particolare per i Paesi più vulnerabili, per i 4 settori prioritari iniziali - la sicurezza alimentare e l’agricoltura, l’acqua, la salute e la riduzione del rischio da disastri - entro la fine del 2017.


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