Lo Studio promosso da Utilitalia e realizzato da Bain & Company fotografa le diverse modalità e i diversi quantitativi delle raccolte differenziate di multimateriali in Italia, nell'ottica della sostenibilità ambientale ed economica per massimizzare il riciclaggio.

Com'è meglio raccogliere il vetro, la plastica, la carta, il metallo e le frazioni umide dei nostri rifiuti?

Come cambia il costo del servizio di raccolta se basato su un unico cassonetto stradale, o anche o anche sulle campane per il vetro e sui cassonetti per la carta o il ferro?

È più utile la raccolta monomateriale, che segmenta ogni tipologia di rifiuto o quella multimateriale che accorpa nello stesso cassonetto vetro-plastica-metalli oppure carta-vetro-plastica-metalli?

Qual è la scelta migliore perché un Comune raggiunga gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dalla legge?
"Non c'è un unico modo di fare le cose - ha osservato Filippo Brandolini, Vicepresidente di Utilitalia, la Federazione che riunisce le Aziende operanti nei servizi pubblici dell'Acqua, dell'Ambiente, dell'Energia Elettrica e del Gas, a conclusione dell'evento di presentazione del Ricerca "Analisi della raccolta differenziata multimateriale in Italia", realizzata da Bain & Company, Società di consulenza strategica e organizzativa - ci sono delle variabili che cambiano in base alle caratteristiche del territorio, della popolazione, della stagionalità. Le aziende, in generale, sono attente a tutti i modelli che si stanno sviluppando" per riuscire così a "fare scelte di efficienza industriale e di riduzione dei costi di gestione".

Dalla ricerca compiuta su un campione molto rappresentativo del Paese, pari al 24% della popolazione italiana, emerge, infatti, che le modalità di gestione dei rifiuti scelte dagli enti locali e dalle aziende di igiene urbana sono principalmente 5, suddivise in "leggero" (plastica-metalli; carta-plastica-metalli) e "pesante" (vetro-metalli; vetro-plastica-metalli; carta-vetro-plastica-metalli). Il modello cosiddetto "leggero" incide per il 47%, quello "pesante" per il 53%. In tutti e 5 i modelli è presente la raccolta di metalli. Quelli più diffusi sono plastica-metalli (42%), vetro-plastica-metalli (25%), vetro-metalli (23%). Guardando alla categoria di rifiuto, per il vetro il modello più diffuso è quello 'vetro-metalli' (23%), per la plastica è "plastica-metalli" (62%), per i metalli "plastica-metalli" (36%).
"Il porta a porta" risulta essere il modello vincente, seppur di poco, con il 51% rispetto alla raccolta stradale (49%). Nello specifico, quando il modello è il multimateriale "leggero" prevale il porta a porta con il 56%; quando invece il modello è "pesante" la raccolta stradale arriva al 60%.

Oltre il 30% dei rifiuti della differenziata sono raccolti in modalità multimateriale con circa 1,9 milioni di tonnellate all'anno (6% della produzione totale di rifiuti urbani) su un totale di oltre 6,3 milioni di tonnellate.
Snocciolando ulteriormente i numeri si evince che sono 119.000 le tonnellate raccolte di carta e cartone (pari al 4% del totale); più di 839.000 quelle di vetro (48%); quasi 819.000 di plastica (70%); oltre 132.000 di metalli (51%). Perciò, considerando soltanto plastica, vetro e metalli sono quasi 1,8 milioni le tonnellate raccolte con modalità multimateriale su un totale di quasi 3,2 milioni di tonnellate.

Il costo di raccolta del multimateriale in Italia è pari a 185 euro a tonnellata. In generale per la raccolta multimateriale il "porta a porta" costa di più con una differenza che oscilla tra il 30 e il 40%. Costi maggiori che vengono riassorbiti però dal trattamento industriale successivo, che è naturalmente più basso quando concentrato su un'unica tipologia.
Guardando invece alla comparazione dei costi, emerge mediamente una maggiore convenienza della raccolta con il sistema multimateriale rispetto a quello monomateriale. La ricerca rileva anche come, a fronte di una maggiore efficienza, i valori di intercettazione della differenziata pro-capite siano mediamente più bassi.

Dallo studio emerge, infine, la volontà da parte delle aziende, di analizzare tutti i modelli di raccolta esistenti e compararli per avere un quadro di insieme che arrivi ad una giusta metodologia di efficientamento per rendere i costi decisamente più bassi, con impatto, possibilmente pari allo zero per i cittadini.