Proseguiamo la pubblicazione dei “52 Consigli per la Biodiversità”, la Guida pratica della DG-ENV della Commissione UE, che offre a tutti gli individui, specialmente ai più giovani, l’opportunità di applicare nella loro vita quotidiana azioni semplici, ma in grado di fare la differenza.
Per i consigli delle precedenti puntate.

suggerimenti biodiversita

Consiglio n. 21
Creo un rifugio per la biodiversità
Come si fa a trasformare un giardino (il vostro, quello della scuola dei vostri figli o quello della vostra azienda) in un rifugio naturale per la biodiversità?
Innanzitutto, evitate di utilizzare pesticidi e fertilizzanti chimici.
In secondo luogo, lasciate che in un angolo del giardino attecchisca la vegetazione spontanea e adottate il metodo della falciatura tardiva, che consente la riproduzione e la diversificazione delle specie vegetali, offrendo al contempo un riparo a numerosi animali.
Poi, create uno stagno e posizionate un tronco d’albero morto, con tutte le sue cavità a disposizione degli animali cavernicoli, nonché un mucchio di ceppi e uno di pietre per piccoli mammiferi, anfibi e invertebrati.
Infine, diversificate le siepi con specie indigene e piantumate piante mellifere, che attirano un gran numero di insetti.

rifugio biodiversita

Consiglio n. 22
Scelgo cosmetici biologici
Come accade con i detersivi, la maggior parte dei cosmetici in commercio contiene sostanze chimiche (conservanti, profumi di sintesi, tensioattivi ecc.) non biodegradabili e pertanto nocive per la biodiversità, e in particolar modo per gli ambienti acquatici in cui vengono scaricate insieme alle acque reflue.
Date la preferenza ai cosmetici biologici: ad esempio, usate il sapone di Marsiglia per lavarvi, profumate l’acqua del bagno con qualche goccia d’olio essenziale di lavanda e detergetevi la pelle con un decotto di camomilla o fiordaliso, strofinatela con crusca di frumento o d’avena e nutritela con oli vegetali (ad esempio, di girasole oppure di oliva). Inoltre, potete anche farvi il dentifricio in casa: è davvero un gioco da ragazzi!

cosmetici biologici

Consiglio n. 23
Scopro la natura in città
Contrariamente a quanto si può credere, talvolta la biodiversità è più ricca in città che in campagna, dove regnano le monoculture, nei campi come nei boschi.
È sorprendente, ma i biotopi “cittadini” possono essere estremamente eterogenei: giardini pubblici, giardini privati, stagni, parchi, boschi, strade e viali alberati, spazi abbandonati, zone di vegetazione spontanea, bordi dei binari ferroviari, rive di ruscelli… per non parlare, poi, dei tetti verdi e delle terrazze, delle facciate e dei balconi fioriti. Anche le fessure più minuscole sui marciapiedi, ai piedi degli edifici o sui muri sono colonizzate da moltissime piante selvatiche!
Purtroppo, questa biodiversità è vulnerabile: infatti, non può fare molto di fronte a betoniere e rulli compressori…

scoprire natura in citta

Consiglio n. 24
Mi informo sulla coltivazione del cotone biologico
La coltura intensiva del cotone tradizionale occupa soltanto il 3% delle superfici coltivabili, ma richiede addirittura il 25% degli insetticidi venduti in tutto il mondo! L’impoverimento dei suoli, la deforestazione, l’irrigazione intensiva, l’inquinamento delle falde freatiche, l’esposizione degli agricoltori e delle specie locali a sostanze tossiche sono tutti effetti di tale pratica, e ne dimostrano la particolare nocività per l’ambiente e per l’uomo.
Al contrario, la coltura estensiva del cotone biologico impiega fertilizzanti e pesticidi di origine naturale, richiede un minor quantitativo di acqua, mantiene la fertilità del suolo (poiché viene alternata con altre colture) e consente di ottenere un prodotto dotato di fibre più morbide e resistenti.
Inoltre, grazie all’assenza di trattamenti chimici lungo tutta la catena del prodotto, dalla coltivazione alla trasformazione in indumenti, il cotone biologico risulta ipoallergico.
 
 coltivazione cotone biologico

Illustrazioni di Claude Desmedt (Fonte: Institut Royale de Sciences Naturelles de Belgique)


(continua)