Proseguiamo la pubblicazione dei “52 Consigli per la Biodiversità”, la Guida pratica della DG-ENV della Commissione UE, che offre a tutti gli individui, specialmente ai più giovani, l’opportunità di applicare nella loro vita quotidiana azioni semplici, ma in grado di fare la differenza.

Per i consigli delle precedenti puntate.

suggerimenti biodiversita

Consiglio n. 37
Mi batto per avere strade che si adattino alla biodiversità
Incoraggiate le autorità locali a migliorare la qualità ambientale delle strade.
Cosa possono fare?
Pianificare i percorsi in modo da minimizzarne l’impatto sull’ambiente.
Optare per manti stradali meno rumorosi e composti anche da materiali riciclati.
Provvedere a un’illuminazione adeguata (a luminosità ridotta, diretta verso il basso, a pannelli solari ecc.).
Creare o riadattare punti di passaggio per gli animali (rospi, scoiattoli, cervi ecc.).
Piantare siepi ad alta densità lungo i bordi, in particolare per dirigere la fauna verso i passaggi di cui sopra e assorbire una parte dell’inquinamento (atmosferico, acustico e luminoso).
Effettuare le operazioni di manutenzione dei bordi stradali quando opportuno (sfrondamento di alberi e cespugli al di fuori dei periodi di nidificazione, falciatura tardiva ecc.). 

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Consiglio n. 38
Non acquisto più indumenti da lavare a secco
La maggior parte delle imprese di pulitura a secco impiega il percloroetilene  (o tetracloroetilene), un solvente tossico per chi lo maneggia, poiché irrita la pelle e le mucose, provoca nausee, cefalee e svenimenti, si accumula nell’organismo ed è probabilmente cancerogeno.
Seppur impiegato solitamente in sistemi a circuito chiuso, lo si ritrova anche nelle falde freatiche e nei fiumi: e non è che per l’ambiente (soprattutto per gli ecosistemi acquatici) non sia pericoloso, anzi!
Le puliture ecologiche, cioè che impiegano soltanto prodotti biodegradabili (in particolar modo l’acqua), sono ancora molto rare.
La soluzione?
Evitare di acquistare indumenti e biancheria da casa che debbano essere lavati a secco!

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Consiglio n. 39
Mi faccio installare un tetto verde

In città, un tetto verde rappresenta un rifugio supplementare per numerosi insetti e uccelli. Ben lungi dall’avere quest’unica utilità, una simile copertura trattiene una buona percentuale delle acque piovane, migliora la qualità dell’aria ambiente, protegge l’edificio dai forti sbalzi di temperatura e fornisce anche un buon isolamento acustico.
La scelta delle piante è da effettuarsi in funzione del tipo di tetto (che deve essere piatto o in lieve pendenza), del peso che può sostenere e del tempo che riuscirete a dedicare alla cura della vegetazione (muschi, piante grasse e graminacee richiedono operazioni di manutenzione soltanto annuali). Per un risultato ottimale, rivolgetevi comunque a un’azienda specializzata.

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Consiglio n. 40
Non introduco specie esotiche in natura
Introdurre animali esotici nell’ambiente naturale, intenzionalmente o meno, può causare numerosi problemi: alcune specie (ad esempio, le nutrie o le tartarughe acquatiche) si sono, infatti, adattate alla perfezione e hanno proliferato. Lo stesso discorso vale per le specie vegetali (come l’ambrosia o il fico d’India).
In assenza di predatori naturali, in grado di regolarne le popolazioni negli habitat di origine, alcune specie esotiche diventano talmente invasive da mettere a rischio la sopravvivenza delle specie indigene! Queste specie invasive, inoltre, possono avere un impatto economico non indifferente e conseguenze negative sulla salute dell’uomo. Infine, una volta avviata la loro propagazione, spesso è molto impegnativo e dispendioso riuscire a disfarsene…
Quindi, se coltivate, allevate o tenete specie esotiche, prendete tutte le precauzioni del caso per evitarne la diffusione nel nostro ambiente. 

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Illustrazioni di Claude Desmedt (Fonte: Institut Royale de Sciences Naturelles de Belgique)

(continua)