Si sono svolti in contemporanea a Parigi due eventi che hanno avuto per tema la questione climatica in vista della Conferenza delle Parti dell'UNFCCC di fine anno, che mostrano come il Governo francese si adoperi intensamente per la sottoscrizione di un Accordo che possa significativamente limitare il riscaldamento globale.
Dai leader religiosi e morali un Appello affinché alla COP21 i governanti non si limitino agli aspetti politici, ma assumano, soprattutto, atteggiamenti di umana coscienza.

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I rappresentanti di 52 Paesi ed organizzazioni e 26 Ministri (per l'Italia era presente il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, ma sul sito del Ministero non è comparsa alcuna notizia in merito!) hanno preso parte ad un incontro informale a livello ministeriale con l'obiettivo di dare un contributo ai negoziati in materia di lotta ai cambiamenti climatici, discutere gli aspetti complessivi dell'accordo, il livello di differenziazioni, in vista della COP21 di Parigi che dovrà definire un nuovo Accordo per il mantenimento entro i +2 °C del riscaldamento globale.

L'iniziativa è stata presa dal Ministro francese per gli Affari Esteri e lo Sviluppo Internazionale Laurent Fabius che assumerà il ruolo di Presidente durante lo svolgimento della Conferenza delle Parti dell'UNFCCC. Le "consultazioni ministeriali informali" sono state improntate alla discussione sull'aspetto complessivo dell'Accordo, al suo livello di ambizione e al grado di differenziazione che dovrebbe essere mantenuto al fine di tener conto dello stadio di sviluppo dei Paesi membri dell'ONU e della loro vulnerabilità.

"Ci sono pochissimi giorni di negoziazione davanti a noi - ha affermato Fabius aprendo i lavori - Ma non troveremo l'accordo di cui abbiamo bisogno su un angolo del tavolo e all'ultimo momento. L'idea di poter trovare un ambizioso compromesso all'ultimo minuto è un'illusione".

L'ultima sessione di negoziati, tenutasi a Bonn dal 1° all'11 giugno, non è riuscita a sfoltire con successo il documento di lavoro di 90 pagine, che dovrebbe costituire la base per un accordo alla conferenza di Parigi, tanto che i negoziatori hanno affidato il compito a due diplomatici di redigere un testo più snello e sgombro da tutta una serie di opzioni, che dovrebbe essere rilasciato il 24 luglio.
Anche in questo caso si tratterà, comunque, di una bozza che dovrà essere ulteriormente migliorata affinché a Parigi possa essere presentato un testo definitivo.
"I nostri negoziatori tecnici si stanno ancora scontrando con una serie di importanti questioni politiche che non possono essere risolte al loro livello - ha proseguito Fabius - Abbiamo bisogno, noi Ministri di trovare i compromessi su questioni politiche fondamentali che possano permettere ai nostri negoziatori di avere istruzioni chiare".

Non ci sono stati in merito comunicati stampa alla conclusione dei lavori, ma nel discorso di chiusura Laurent Fabius ha osservato che "L'incontro è stato costruttivo. Tutti i partecipanti si sono impegnati per trovare il compromesso sulle questioni politiche fondamentali. Le discussioni si sono concentrate su una serie di questioni delicate, come il modo di costruire un piano per rimanere al di sotto di 1,5 - 2 °C o come far riflettere le differenze tra i vari Paesi, ribadendo il massimo impegno affinché la COP21 di Parigi abbia successo ovvero che si dia via libera ad un nuovo accordo globale giuridicamente vincolante per far rimanere il riscaldamento globale al di sotto della soglia critica, migliorando la capacità di adattamento e mobilitando le risorse per la sua attuazione (finanza, tecnologia, sviluppo delle capacità) che permetteranno di raggiungere questi obiettivi. L'obiettivo è ambizioso, ma sono fiducioso perché siamo tutti consapevoli delle sfide che si pongono e siamo risolutamente volti alla ricerca di soluzioni determinanti. La Presidenza francese della COP21 avrà come parole d'ordine: la trasparenza, l'ambizione, il compromesso".

Subito dopo i Climate Change Talks ufficiali di Bonn, che avranno luogo dal 31 agosto al 4 settembre 2015, Fabius ha annunciato una nuova riunione informale a livello ministeriale a Parigi, che si concentrerà su un'altra difficile questione: i finanziamenti.
Il Ministro francese degli Affari Esteri non ha escluso, poi, che sempre a Parigi potrebbe essere organizzata per i primi di novembre una "pre-COP" per risolvere i problemi politici che dovessero essere ancora in sospeso.

Dopo la chiusura dell'incontro informale ministeriale, Laurent Fabius ha tenuto un discorso di chiusura, quello di apertura era stato del Presidente della Repubblica francese, al "Sommet des consciences pour le climat", vertice organizzato da Nicolas Hulot, noto ecologista e inviato speciale di Francois Holland per la protezione del Pianeta, che ha riunito tutti gli opinion leader, leader religiosi e personalità dei media impegnati sulla questione climatica, per rispondere alla domanda "Il Clima, perché dovrebbe importarmi?".

Lo scopo era di coinvolgere e ascoltare la voce di coloro che sono in grado di influenzare le persone, come avvenuto con l'Enciclica di Papa Francesco "Laudato si' ", richiamando l'attenzione morale del grande pubblico sulla questione ambientale.

Non casualmente erano pesenti il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I e il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Peter Kodwo Appiah Turkson, ispiratore dell'Enciclica il primo, e commentatore della stessa alla Conferenza stampa di presentazione il secondo. Anche l'ex-Ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio, ha svolto un intervento.

Per l'occasione le personalità morali e religiose hanno rivolto un Appello ad ogni Capo delle delegazioni che parteciperanno alla COP21 affinché la sua presenza non sia solo di uomo politico, ma soprattutto di essere umano che agisce sotto la pressione della sua coscienza, con la consapevolezza di avere "la responsabilità di dover scrivere la Storia, per non doverla subire".

"Mi viene posta spesso la domanda - ha concluso nel suo intervento Laurent Fabius - 'Voi che siete il Presidente della COP, sarà un successo?' Io rispondo con questa frase del grande Léon Blum 'Lo credo perché lo spero'. Ma riflettendoci, perché gli elementi del successo sarebbero riuniti? Perché nel contempo ci sono scienza, coscienza, costanza e circostanza.  Della scienza mi sono già soffermato; la coscienza è quella che noi tutti abbiamo; la costanza è quella di cui devono dar prova i governanti che devono essere in tal senso incoraggiati; infine, la circostanza è che a Parigi ci sarà tra qualche mese una importante conferenza di cui noi non abbiamo diritto di far fallire".