COP11 per la conservazione della fauna migratoria

COP11 per la conservazione della fauna migratoria

Sono 32 le specie vulnerabili come orsi polari, squali e volatili a rischio di estinzione. Un numero record che l’UNEP, durante l’11ª Conferenza delle Parti (COP) appena conclusasi, ha voluto inserire nella “Convention of Migratory Species of Wild Animals” (CMS).

quito cop11 cms

Si è conclusa con successo il 9 novembre scorso l’undicesima Conferenza delle Parti (COP) dopo sei giorni di intensi negoziati voluti dall’UNEP con l’obiettivo primario di creare azioni di conservazione a vantaggio della fauna migratoria acquatica, aviaria e terrestre di tutto il mondo.

In particolare, durante la Conferenza, che si è svolta a Quito in Ecuador ed ha visto partecipare oltre 900 rappresentanti dei principali governi, delle associazioni e dei media, sono state inserite nella “Convention on the Conservation of Migratory Species of Wild Animals” (CMS) ben 32 nuove specie di animali migratori a rischio di estinzione.

Gestita dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), la CMS (nota anche come la Convenzione di Bonn, dal nome della città tedesca in cui è stato siglata nel 1979 da 120 paesi membri), lavora per la conservazione di una vasta gamma di specie migratorie in via di estinzione e la Conferenza delle Parti (COP) ne rappresenta il principale organo decisionale.

La Conferenza di Quito ha generato un livello di attenzione senza precedenti nei confronti della Convenzione - ha dichiarato Bradnee Chambers, segretario esecutivo della CMS - Come mai era successo in 35 anni di vita, finalmente da oggi gli animali migratori sono entrati di diritto tra le priorità dei governi di tutto il mondo. L’inquinamento causato dalla plastica nei nostri oceani, gli effetti dei cambiamenti climatici, il bracconaggio e lo sfruttamento eccessivo rappresentano gravi minacce per le specie migratorie e da oggi in poi tutti scenderanno in prima linea per mettere in atto soluzioni concrete a questo proposito”.

Achim Steiner, sotto-segretario generale e direttore esecutivo dell’UNEP, ha proseguito: “La CMS stabilisce regole e linee guida ben precise per ridurre le minacce alla fauna selvatica internazionale come ad esempio la caccia illegale o l’avvelenamento e protegge direttamente alcune delle specie più rare presenti sul nostro pianeta. Gli accordi internazionali e il lavoro svolto dalle nazioni di tutto il mondo che desiderano conservare e difendere il nostro patrimonio naturale sono l’espressione di un obiettivo comune: la creazione di un ambiente globale in cui il perseguimento dello sviluppo umano non vada a scapito del mondo naturale”.

Alla Conferenza sono state approvate e aggiunte alle due Appendici della Convenzione trentadue nuove proposte per la conservazione delle specie in via di estinzione, nel rispetto degli obiettivi di Aichi e della Convenzione sulla Diversità biologica.

Tra queste, ben 21 squali, alcune specie marine provenienti da Kenya, Egitto, Fiji, Costa Rica ed Ecuador; la becco-balena di Cuvier, proposta dall’Unione europea ed inserita nell’Appendice I; l’orso polare (Norvegia) e l’anguilla europea (Monaco) aggiunti all’Appendice II. Per i volatili, il gambecchio semipalmato (Ecuador e Paraguay), il piovanello beccosottile (Filippine), la ghiandaia (Unione Europea) e l’otarda (Mongolia) sono entrati in Appendice I, mentre la dendroica canadese (Ecuador) è stata confermata in Appendice II. Le gazzelle dalla fronte rossa (Niger e Senegal) potranno beneficiare di una protezione completa, mentre la cooperazione internazionale è raccomandata per la salvaguardia dell’antilope dalle orecchie bianche (Etiopia) a seguito della sua inclusione nell'Appendice II.

L'Ecuador è orgogliosa di aver avuto l’opportunità storica di ospitare la COP11 - ha detto Lorena Tapia, ministro dell’Ambiente - Il nostro paese non è solo il primo a scendere in campo per difendere i diritti della natura, ma è anche sede di una straordinaria varietà di fauna selvatica migratoria. Per questo abbiamo proposto l’inserimento di alcune specie di uccelli e squali affinché ricevano maggiore protezione. Insieme con la comunità internazionale, noi continueremo a garantire un passaggio sicuro ai viaggiatori del nostro mondo naturale”.

Tine Sundtoft, ministro dell’Ambiente norvegese e fautore della quotazione “Polar Bear” ha dichiarato “La Norvegia è profondamente impegnata nella conservazione degli orsi polari e nella costante collaborazione con gli Stati dell’area interessata per raggiungere tale fine. L’orso polare, il più grande predatore all’apice della Terra, subisce drammaticamente i cambiamenti climatici che hanno determinato la perdita di 2 milioni di m2 di ghiaccio marino. Senza dimenticare le altre minacce come la navigazione e la trivellazione petrolifera”.

Tre piani d’azione specifici sono stati approvati anche per la pecora Argali in Asia centrale, la tartaruga Caretta Caretta del Pacifico e il falco sacro o Cherrug. Inoltre, è stata lanciata un’iniziativa regionale a favore dei grandi mammiferi migratori dell’Asia centrale, come il cammello della Battriana, il leopardo delle nevi e la saiga, dal titolo “Central Asian Mammals Initiative: Saving the Last Migrations”.

Per quel che riguarda invece la fauna aviaria migratoria, durante la Conferenza è stato ribadito l’aumento negli ultimi anni del bracconaggio per il consumo e il commercio dei volatili; a tal proposito, la Convezione ha deciso di adottare le Guidelines to Prevent the Risk of Poisoning of Migratory Birds.

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