Presentate dall’ISPRA, dall’AGEA e dalla Rete Rurale Nazionale le “Linee Guida” per la mitigazione del rischio idrogeologico e per la manutenzione dei territori montano-collinari.

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Si è svolto questa mattina presso la Camera dei Deputati il Convegno di presentazione delle “Linee guida per la valutazione del dissesto idrogeologico e la sua mitigazione attraverso misure e interventi in campo agricolo e forestale”, predisposte dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), con AGEA (Agenzia per le erogazioni in Agricoltura) e Rete Rurale Nazionale (Programma con cui l’Italia partecipa al più ampio progetto europeo REE che accompagna ed integra tutte le attività legate allo sviluppo delle aree rurali per il periodo 2007-2013).

Il Convegno “La salvaguardia del territorio in Italia: una priorità per lo sviluppo”, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e da quello delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ed organizzato, appunto da ISPRA e AGEA, interviene dopo altri due importanti su tematiche correlate che erano state svolte a febbraio prima della tornata elettorale, proprio con lo scopo di sollecitare la classe politica a mettere in agenda il problema della difesa e salvaguardia del territorio:

- il Convegno “Consumo del suolo: dati, cause e impatti” (5 febbraio) nel coso del quale l’ISPRA aveva offerto i dati di uno Studio che ha ricostruito l’andamento allarmante, dal 1956 al 2010, del consumo di suolo in Italia;

- la “Conferenza Nazionale sul Rischio Idrogeologico” (6 febbraio), organizzato da oltre dieci organizzazioni della società civile ( Associazioni, Ordini Professionali, Istituti di Ricerca, ecc.) durante la quale si è messo in evidenza che l’Italia con 6.633 comuni a rischio idrogeologico (82% del totale) e 5 milioni di cittadini esposti giornalmente al pericolo di frane e alluvioni, non può più attendere la messa a punto di un piano concreto per la messa in sicurezza del territorio.

Proprio dalla considerazione che l’Italia è uno dei Paesi europei con più elevata predisposizione al dissesto, sia per le peculiari caratteristiche geo-morfologiche che di uso dei suoi territori, il Convegno odierno ha voluto rilanciare e collegare tra loro i temi della mitigazione del rischio, della salvaguardia e della manutenzione dei territori montano-collinari, nonché della sostenibilità e della qualità ambientale delle attività agricole, silvo-colturali e pastorali.

Nella convinzione che le attività agricole e forestali incidono significativamente sulla manutenzione ordinaria dei territori e sulla prevenzione dei fenomeni di dissesto, le Linee Guida offrono indirizzi e metodologie per l’individuazione delle aree prioritarie di intervento, delle misure di mitigazione e delle politiche colturali più idonee, offrendo esempio di piena condivisione e utilizzazione ottimale dei dati, delle informazioni e delle conoscenze attualmente disponibili.

In Italia ci sono circa 4 milioni di ettari di terreno agricolo e forestale in forte erosione e a rischio frane (13% del territorio nazionale): è necessario investire subito in interventi di mitigazione con risorse consistenti, dal momento che è ipotizzata una spesa di poco meno di 7 miliardi di euro per i prossimi 10 anni, destinata a queste aree agro-forestali a maggiore criticità. Il Ministero dell’Ambiente stima in almeno 40 miliardi di euro la spesa per la messa in sicurezza del territorio.
Si tratta di interventi indispensabili, tenuto conto che negli ultimi 10 anni il MIPAF ha erogato circa 2 miliardi di euro alle Regioni, per danni causati da eventi alluvionali a colture e aziende agricole e la costante perdita di suolo agricolo e produttività delle superfici forestali ha portato a un danno stimato di circa 2,5 miliardi di euro in 10 anni, oltre alle spese periodiche di ripristino e manutenzione gestite direttamente dai comuni. Inoltre, sono stati spesi oltre 3,5 miliardi di euro con Ordinanze di protezione Civile per far fronte più in generale a calamità idrogeologiche.

Il finanziamento degli interventi e le misure proposte, oltre alla manutenzione e al presidio del territorio, produrrebbe anche un consistente aumento in termini occupazionali in zone cosiddette “marginali”. Sono state infatti stimate in circa 410 milioni le ore di lavoro incrementali in 10 anni, pari a circa 19.000 posti di lavoro equivalenti per anno.

Nel dettaglio, le zone a seminativo che presentano criticità elevata o molto elevata per erosione e franosità descritte nelle Linee guida, corrispondono a circa il 23% della superficie totale nazionale per questa classe di uso del suolo, oltre 1,9 milioni di ettari (ha), superficie pari all’intero Veneto.

Per quanto riguarda i boschi, sono stati stimati in Italia il 9% e 24% della superficie boschiva nazionale rispettivamente ad alta e media criticità per frane e dissesti, pari a circa 700.000 e 1,9 milioni di ettari.
Sono stati, inoltre, individuati circa 40.000 km di reticolo idrografico minore da proteggere e stabilizzare in aree boschive ad elevata propensione all’erosione.

Infine, le aree terrazzate con colture permanenti (vigneti, oliveti, frutteti) ad alta e media criticità per frana e perdita di suolo utile sono circa 33.000 ettari, poco meno del 40% del totale delle superfici stimate a questa destinazione.

Sono intervenuti, tra gli altri, il Ministro della Coesione Territoriale Fabrizio Barca, il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Tullio Fanelli, il sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Franco Braga e il Presidente dell’ISPRA, Bernardo De Bernardinis.