Controlli per contratti immobiliari che non contengono l’APE

Controlli per contratti immobiliari che non contengono l’APE

Il Governo ha approvato in via definitiva lo schema di D.lgs per la semplificazione fiscale che contiene norme per le attività di rilevazione delle violazioni sull’Attestato di Prestazione Energetica degli edifici (è stata escluso l’intervento della Guardia di Finanza, previsto in origine), confermando l’abolizione della Comunicazione all’Agenzia delle Entrate da parte dei contribuenti che usufruiscono delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni per l’efficienza energetica degli edifici, quando i lavori si protraggono su più anni.

energia

Il Decreto legislativo “Semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata”, approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 19 settembre 2014, pur concentrandosi sugli aspetti della Dichiarazione dei redditi precompilata, che verrà introdotta in via sperimentale a partire dal 2015, con riferimento ai redditi prodotti nel 2014, in attuazione dell’articolo 7 della delega di cui alla Legge n. 23 dell’11 marzo 2014 (la cosiddetta “Delega fiscale”), contiene anche norme che attengono l’efficienza energetica.
In particolare, trattasi:
- delle attività di cooperazione tra Agenzia delle Entrate e Ministero dello Sviluppo Economico per rilevare le violazioni in materia di Attestazione della Prestazione Energetica (APE);
- dell’abolizione della Comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei lavori che proseguono da un anno all’altro per gli interventi di riqualificazione energetica che usufruiscono delle detrazioni fiscali (55%-65%).

Nell’articolo 34 della schema adottato definitivamente dal Governo, dopo che il precedente del 20 giugno 2014 era stato modificato nel passaggio in Parlamento, si ricorda che la Legge 21 febbraio 2014, n. 9, di conversione del DL n. 145/2013 (“Salva Italia”), ha modificato l’articolo 6 del Decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, sostituendo la nullità degli atti privi dell’Attestato di prestazione energetica (APE) con sanzioni amministrative pecuniarie a carico delle parti. La stessa disposizione ha stabilito, inoltre, che l’accertamento e la contestazione delle violazioni sono svolte dalla Guardia di Finanza o, alla registrazione dell’atto, dall’Agenzia delle entrate. Tali attività sono effettuate “ai fini dell’ulteriore corso del procedimento sanzionatorio ai sensi dell’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689”. Infine, in sede di conversione del decreto-legge n. 145 del 2013 è stata inserita la previsione secondo la quale “il pagamento della sanzione amministrativa non esenta comunque dall’obbligo di presentare la dichiarazione o la copia dell’attestato di prestazione energetica entro quarantacinque giorni”.

Ora con l’ultima disposizione proposta si cerca di superare le criticità della norma introdotta dal decreto-legge n. 145 che non ne consentono di fatto la concreta operatività.
In particolare, la contestazione della violazione da parte dell’Agenzia delle entrate, prevista dalla norma vigente “all’atto della registrazione”, contrasta con l’attuale modalità di registrazione telematica degli atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso e dei contratti di locazione che comporta la registrazione automatica dell’atto al momento della ricezione del file telematico. In sostanza la generalizzata modalità di registrazione in via telematica, introdotta con il duplice obiettivo di favorire il contribuente e di migliorare la qualità dei servizi, non consente in concreto la contestazione e l’accertamento della insussistenza della clausola o dell’allegazione dell’APE all’atto della registrazione.

Inoltre, la norma introdotta dal Decreto-legge n. 145 finalizza l’accertamento e la contestazione della violazione all’ulteriore corso del procedimento sanzionatorio ai sensi dell’articolo 17 della legge n. 689 del 1981, ma non fornisce alcuna indicazione sull’organo competente a porre in essere i provvedimenti sanzionatori né sulle modalità di raccordo e di trasmissione del flusso di informazioni fra l’Agenzia delle entrate e il soggetto competente ad irrogare la sanzione.
Né la medesima disposizione fornisce alcuna indicazione in merito all’organo al quale deve essere presentata la dichiarazione o copia dell’attestato entro 45 giorni dal pagamento della sanzione amministrativa.

Il processo di dematerializzazione dei documenti ha comportato in alcuni casi la registrazione dei contratti di locazione (Modelli Siria, Iris e da ultimo il modello RLI) senza allegazione dell’atto né dei relativi allegati e, pertanto, qualsiasi disposizione che determini la presentazione degli anzidetti documenti anche in momenti successivi alla registrazione contrasta con le finalità di semplificazione perseguite e comporta un aggravio dei costi di gestione anche in termini di utilizzo delle risorse umane.

Per superare le criticità segnalate, la norma contenuta nel Decreto adottato dal Governo il 19 settembre 2014 introduce un sistema di cooperazione tra l’Agenzia delle Entrate e il competente Ministero dello Sviluppo Economico, attraverso la realizzazione, sulla base di apposite intese, di un flusso telematico di informazioni diretto a consentire al Ministero dello sviluppo economico di assumere le informazioni acquisite dall’Amministrazione Finanziaria con la registrazione nel sistema informativo dei contratti. Per permettere la concreta operatività del processo sanzionatorio a decorrere dall’entrata in vigore del Decreto legge n. 145 del 2013, le intese provvedono a disciplinare anche il flusso delle informazioni relative ai contratti registrati a partire da tale data.

Secondo quanto richiesto dalla Commissione Finanze della Camera dei Deputati, è stata eliminata la possibilità che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti si avvalga della Guardia di Finanza per l’accertamento e le contestazioni delle violazioni ivi previste.

Per quanto riguarda gli “Ecobonus per l’efficienza energetica degli edifici”, il Decreto Legislativo conferma l’abrogazione della comunicazione all’Agenzia delle Entrate, prevista dal comma 6, dell’articolo 29, del DL 185/2008, convertito dalla Legge 2/2009, da parte di chi sta realizzando interventi di riqualificazione energetica, usufruendo della detrazione fiscale del 55%-65%, per lavori che proseguono da un anno all’altro.
Ad oggi la mancata osservanza del termine entro cui inviare la comunicazione (90 giorni dal termine di ciascun periodo di imposta in cui sono state sostenute le spese oggetto di comunicazione) o la sua omissione non comportano la decadenza dal beneficio fiscale, ma solo una multa da 256 a 2.065 euro.
Non cambiano le procedure nei confronti dell'ENEA a cui il contribuente deve la comunicazione in forma telematica, entro 3 mesi dalla fine dei lavori, deve contenere una scheda descrittiva dei lavori realizzati e copia dell’APE.

Commenta