Conto Energia e variabile “Salva Alcoa II”

Conto Energia e variabile “Salva Alcoa II”

Inciderà il comma 425 della Legge di Stabilità 2013 sulla fine prematura del V Conto Energia?

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Il comma 425 della Legge di Stabilità (SO alla G:U. n. 212 del 29 dicembre 2012) non ha solo prorogato al 31 marzo 2013 il termine di entrata in esercizio degli impianti fotovoltaici “da realizzare su edifici pubblici e su aree delle amministrazioni pubbliche” per i quali l’autorizzazione sia stata richiesta ed ottenuta, ma ha pure differito il termine al 30 giugno 2013 per quegli impianti che siano sottoposti alle procedure di impatto ambientate (VIA) e, qualora “per tali ultimi impianti, l’autorizzazione sia stata rilasciata successivamente al 31 marzo 2013, al fine di consentire l’allaccio alla rete dei medesimi, il termine di entrata in esercizio è prorogato entro e non oltre il 30 ottobre 2013”.
Questi impianti, quindi, accederanno non già agli incentivi del V Conto Energia, come gli altri, ma a quelli ben più lauti per 20 anni del IV Conto, fermo restando il tetto massimo stabilito di 6,7 miliardi di euro.

A far passare l’emendamento e il sub-emendamento all’ultimo momento, a Camere praticamente sciolte, sono stati i due relatori bi-partisan senatori abruzzesi (sarà un caso?) che hanno trovato il modo di aggirare l’ostacolo del tetto fissato, appesantendo, comunque, la spesa complessiva degli incentivi per le rinnovabili a favore di un settore e a discapito delle altre.

La trasposizione legislativa di quell’emendamento viene definito “Salva Alcoa II”, a rievocare l’ “assalto alla diligenza” per l’accaparramento delle pingui tariffe del II Conto energia, conseguente all’accoglimento dell’emendamento, durante la conversione in Legge del “Decreto Salva Alcoa” (salvezza del tutto improbabile come si è poi constatato), che aveva concesso tale opportunità “a tutti i soggetti… che abbiano concluso l’installazione dell’impianto entro il 31 dicembre 2010 e abbiano inoltre provveduto all’invio della richiesta di connessione alla rete elettrica entro l’ultima data utile per poter consentire la realizzazione della connessione medesima entro il 31 dicembre 2010” (Art. 2 sexies).

Quell’estensione temporale, infatti, determinò la fine “anticipata” del III Conto energia. In questo caso, probabilmente, la “variabile” introdotta inciderà poco sull’esaurimento della somma messa a disposizione, previsto entro la fine di febbraio 2013, mentre appesantirà la spesa complessiva degli incentivi alle rinnovabili, favorendo un settore a scapito degli altri.

È vero cge il GSE, una volta che sarà raggiunto il limite prefissato, non potrà più accogliere altre domande di incentivazione per gli impianti fotovoltaici, ma dovrà concederli a tutti quelli che verranno allacciati alla rete entro i successivi 30 giorni e … anche a quelli che saranno allacciati entro il 30 ottobre 2013?
Paventiamo che la risposta, per analogia, sia affermativa!

Ciò che lascia l’amaro in bocca di questi misure dell’ultimo momento è che si tutelino grandi impianti speculativi (non si vede altrimenti la necessità del VIA!), magari occultati dietro la schermatura della Pubblica Amministrazione, mentre si riducono sempre più le circostanze per i singoli di mettere sui tetti delle abitazioni i pannelli fotovoltaici. Ciò, non soltanto per decisioni quali quelle dell’Agenzia delle Entrate che, rispondendo ad un quesito del GSE sul trattamento fiscale delle somme corrisposte con il V Conto Energia, ha ribadito che per gli impianti sotto i 20kWp posti a servizio dell’abitazione di titolarità di persone fisiche, i ricavi dell’immissione in rete vanno dichiarati nel modello 730, pertanto con aliquote determinate dal reddito; ma, anche, norme quali “Salva Alcoa II” che danneggiano l’immagine e l’imprenditorialità di un intero settore, come hanno denunciato il Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane) e ANIE-GIFI, l’Associazione di Confindustri che raggruppa le imprese del fotovoltaico italiano.

“Ci domandiamo se chi ha firmato l’emendamento ne abbia comprese fino in fondo le pesanti conseguenze sul piano occupazionale - ha osservato Valerio Natalizia, Presidente ANIE-GIFI - La crisi attuale richiede sì fermezza, ma anche estrema chiarezza nel quadro regolatorio. Provvedimenti di questo tipo invece creano nell’opinione pubblica un’immagine negativa del nostro settore e ne accelerano la caduta”.


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