Il Rapporto sull’andamento del settore a livello mondiale testimonia l’andamento positivo del valore di mercato e della superficie adibita del biologico, evidenziando al contempo la necessità di un suo rafforzamento normativo e commerciale.

agricoltura

Nel corso dell’annuale Fiera BIOFACH, il Salone leader mondiale degli alimenti biologici che riunisce a Norimberga gli operatori dell’intero settore, FiBL (Istituto di Ricerca dell’Agricoltura Biologica) e IFOAM (Federazione Internazionale dei Movimenti per l’Agricoltura Biologica) hanno presentato la 16a edizione del Rapporto “The World of Organic Agriculture”, la ricerca più prestigiosa sull’andamento al 2013 dell’agricoltura biologica in 170 Paesi.

Dal Rapporto si evince che l’andamento positivo del mercato e delle superfici dedicate, già registrato negli anni passati, prosegue con una crescita mondiale che ha raggiunto le cifre record di 55 miliardi di euro (+10% sul 2012), in termini di valore, e di 43 milioni di ettari per quanto attiene alle superfici coltivate con il metodo biologico (+5,6%). Un massimo storico è stato segnato anche per il numero di produttori, diventati 2 milioni.

Se gli Stati Uniti continuano ad essere il più grande mercato biologico del mondo (24,3 miliardi di euro), seguiti dalla Germania (7,7 miliardi) e dalla Francia (4,4), la Cina si è subito inserita nella classifica delle top ten countries, addirittura al 4° posto (2,4 miliardi). L’Italia nella classifica dei 10 più grandi mercati con oltre 2 miliardi occupa la 7a posizione.
La maggior spesa pro-capite si registra in Svizzera (210 euro), Danimarca (163) e Lussemburgo (157).
Siamo molto lieti di osservare la recente ottima crescita in tutto il mondo - ha affermato Markus Arbenz, Direttore esecutivo di IFOAM - Organics International - Gli impatti ambientali, sociali ed economici positivi del settore nel Sud del mondo e del Nord confermano l'importanza del settore come un faro”.

Come negli anni precedenti, i Paesi con il più alto numero di produttori sono India (650.000), Uganda (189.610) e Messico (169.703 ). L’Italia con circa 46.000 produttori biologici è all’8° posto.

L’Australia è il Paese con la più grande superficie agricola bio (17,2 milioni di ettari), anche se si deve osservare che bel il 97% è adibita a pascoli), seguita da Argentina (3,2 milioni di ettari) e Stati Uniti (2,2 milioni di ettari). L’Italia con 1,3 milioni di ettari di superficie occupa la 6a posizione.

I Paesi con la percentuale maggiore di terreni agricoli biologici rispetto alla superficie totale agricola sono le isole Falkland (36,3%), seguite da Liechtenstein (31%) e Austria (19,5%). Sono 11 i Paesi che hanno raggiunto il 10% di organico dei terreni agricoli e tra questi c’è anche l’Italia.

Il mondo bio cresce e anche il commercio.
Ne consegue il rafforzamento della sua identità in termini legislativi. Da questo punto di vista, per il comparto la proposta di revisione del Regolamento relativo alla produzione biologica e all’etichettatura di prodotti biologici, avanzata il 24 marzo 2014 dalla Commissione UE, non dà le garanzie di un “more and better”, qual è l’obiettivo indicato, e di certezza del quadro normativo. Per esempio, la proposta di Regolamento stabilisce che l’agricoltura biologica, in coerenza con la Strategia 2020 di un’Europa efficiente nell’uso delle risorse, deve ridurre l’impiego di quelle non rinnovabili, ma non viene normato l’uso dell’acqua irrigua né sono date indicazioni per l’impiego di fonti alternative di energia. L’attenzione alla sostenibilità si arresta, poi, al processo produttivo, senza considerare il ciclo dei rifiuti.
Ma preoccupano, ancor più, i rapporti commerciali vigenti all’interno del settore che necessitano di un esame approfondito, come pure che si deve sia comprendere e perfezionare il meccanismo delle importazioni ed esportazioni, concentrando l’attenzione sugli standard di produzione e di controllo stranieri.
Accordi bilaterali come il controverso TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), ancora n fase di negoziazione, esigono che il settore biologico europeo e nordamericano si adoperino per il mantenimento di una cultura agricola e alimentare dettata da standard elevati nella coltivazione e nella lavorazione, ma anche da una realizzazione democratica e trasparente di leggi e regolamenti.
Per poter superare le sfide della transizione climatica, della sovranità alimentare, della perdita di biodiversità e della perdita di risorse, il bio deve infatti continuare a svilupparsi in modo dinamico e come canone dell’industria alimentare - ha concluso Arbenz - Una chance in tal senso è il 2015 Anno Internazionale dei Suoli”.

Un’opportunità ulteriore per il biologico è offerta da EXPO Milano 2015, dove la Commissione Europea sta organizzando per il 28-29 maggio 2015 una Conferenza su "Produzione biologica, ricerca e innovazione: fissare le priorità per il futuro", per la quale ricercatori e, soprattutto, aziende, sono invitati a presentare le loro esperienze nella ricerca e nell'innovazione per contribuire a definire le priorità per il futuro in questo campo.
Stiamo cercando agricoltori biologici o consulenti di aziende biologiche interessati a partecipare attivamente alla Conferenza - ha affermato João Onofre, a Capo dell’Unità che si occupa di agricoltura biologica alla Direzione Generale Agricoltura della Commissone UE - Essi contribuiranno a definire le priorità della ricerca e dell'innovazione nel settore biologico".

Coloro che intendono partecipare devono manifestare il loro interesse entro il 25 marzo 2015, scrivendo a questo indirizzo di posta elettronica: AGRI-B4@ec.europa.eu
Le spese di viaggio e alloggio saranno interamente a carico della Commissione UE.