La Commissione UE sta valutando diverse opzioni in materia di prevenzione dei rifiuti e obiettivi differenziati di riciclaggio per i diversi flussi di rifiuti, materiali e prodotti su cui coinvolgere cittadini e parti interessate.

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Il Piano di Lavoro della Commissione UE per il 2013 prevede l’esame di diversi obiettivi in materia di gestione dei rifiuti nel 2014 incentrata su tre direttrici:

- una revisione degli obiettivi fondamentali della legislazione sui rifiuti, in linea con quanto previsto dalla Direttiva quadro relativa ai rifiuti (2008/98/CE) che esorta la Commissione a presentare entro la fine del 2014, "se del caso", la definizione di obiettivi in materia di prevenzione dei rifiuti e di dissociazione per il 2020, dalla Direttiva sulle Discariche di rifiuti (1999/31/CE)  che indica la progressiva riduzione del collocamento in discarica di rifiuti biodegradabili); dalla Direttiva quadro sugli Imballaggi (1994/62/CE).

- Una valutazione ex-post ("fitness check") di 5 Direttive UE relative ai flussi separati di rifiuti (fanghi di depurazione; PCB / PCT; imballaggi e rifiuti di imballaggio; veicoli fuori uso; batterie);

- una valutazione per migliorare la risoluzione del problema dei rifiuti di plastica, nel contesto del corrente quadro politico dei rifiuti, basata sulla pubblicazione del Libro verde su una strategia europea dei rifiuti di plastica nell'ambiente.

Ora, per conoscere quel che pensano i cittadini, imprese ed associazioni degli obiettivi di riciclaggio previsti dalla normative dell'UE in materia di rifiuti, che cosa ritengono vada rivisto e in che modo, la Commissione UE ha aperto una pubblica Consultazione, il cui termine è fissato al 10 settembre 2013 e i cui risultati saranno utilizzati per ipotizzare nuove norme che incentivino la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo e il riciclaggio.

L'attuale normativa europea sui rifiuti definisce obiettivi chiari in materia di riutilizzo e di riciclaggio dei rifiuti e di riduzione dello smaltimento nelle discariche. Per esempio, entro il 2020 devono essere riciclati o riutilizzati il 50% dei rifiuti urbani e domestici e il 70% dei rifiuti da costruzioni e demolizioni. Questi obiettivi hanno già incentivato importanti progressi: diversi Stati membri hanno dimostrato che è possibile intervenire rapidamente, con costi ridotti e generando molti posti di lavoro.

Una migliore gestione dei rifiuti non è, però, solo un obiettivo ambientale, ma è divenuta un forte imperativo economico, dettato dall'aumento dei prezzi delle materie prime.

I recenti documenti programmatici come la Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse la proposta del Settimo programma d'azione per l'ambiente hanno illustrato i benefici economici e ambientali derivanti dallo sviluppo di un'economia efficace e circolare sotto il profilo delle risorse, che richiederà di:

- ridurre ulteriormente la produzione di rifiuti;

- aumentare al massimo le quantità di rifiuti riciclati e riutilizzati;

- limitare l'incenerimento ai materiali non riciclabili;

- eliminare gradualmente le discariche entro il 2020.

La Commissione sta valutando se e come rimodulare gli obiettivi dell'UE in materia di rifiuti per perseguire questi scopi e la consultazione servirà a raccogliere opinioni sull'opportunità di rafforzare gli obiettivi esistenti o di introdurne di nuovi. Tra le possibilità rientrano nuovi obiettivi in materia di prevenzione dei rifiuti e obiettivi differenziati per i diversi flussi di rifiuti, materiali e prodotti. I partecipanti dovranno anche esprimersi sulla necessità di fissare obiettivi più ambiziosi in materia di riutilizzo e riciclaggio, di riduzione delle discariche e di possibili alternative alle stesse e indicare se tali obiettivi debbano essere adattati alla particolare situazione di ogni Stato membro. Saranno altresì oggetto d'indagine la realizzazione degli obiettivi esistenti, il miglioramento delle statistiche sui rifiuti e la verifica dell'efficacia delle misure attuate negli Stati membri.

Alla luce dei risultati della consultazione pubblica, la Commissione individuerà le principali opzioni per elaborare gli obiettivi, per poi analizzare il potenziale valore aggiunto e l'impatto economico, sociale e ambientale di queste opzioni. Potrà così elaborare nel 2014 una proposta legislativa, contestualmente alla revisione della politica in materia di rifiuti. Oltre agli obiettivi, la revisione punterà anche a ricercare le eventuali sovrapposizioni presenti nella normativa in vigore e le possibilità di semplificazione della stessa per renderla più chiara e coerente.