Nell’ambito della Strategia per il Mercato Unico con cui la Commissione UE si propone di eliminare all’interno dell’Unione le differenti norme contrattuali che si applicano alle vendite transfrontaliere, viene avviata una Consultazione (scadenza 3 settembre 2015), al fine di raccogliere i pareri delle parti interessate sulle possibili vie da percorrere per rimuovere gli ostacoli di diritto dei contratti relativi agli acquisti on-line di contenuti digitali e beni materiali.
Il Questionario, attualmente in inglese, sarà disponibile quanto prima in tutte le lingue ufficiali dell’UE.

consultazione ue acquisti online

Sempre più consumatori e aziende utilizzano internet per acquistare prodotti o servizi, accedere a servizi di svago e gestire la loro vita quotidiana. Nel 2014, il 50% dei consumatori europei ha effettuato acquisti in internet  mentre si attesta al 38% la percentuale delle imprese stabilizzate nei 28 Paesi europei che nel corso del 2013 ha acquistato  beni e servizi on-line. Tuttavia, il commercio elettronico transfrontaliero nell'UE è ancora lungi dal raggiungere il suo pieno potenziale:
- solo il 18% dei consumatori che hanno utilizzato Internet ha acquistato online da un altro Paese dell'UE, mentre il 55% lo ha fatto a livello nazionale;
- solo il 12% dei commercianti europei ha venduto online a consumatori di altri Paesi dell'UE, mentre il 37% continua a farlo a livello nazionale.

Ci sono una serie di ragioni/ostacoli per cui il mercato unico digitale non ha ancora raggiunto il suo pieno potenziale nella UE e tra queste si individuano le differenti norme contrattuali che si applicano alle vendite transfrontaliere all'interno dell'UE. Una barriera, questa, che ostacola le imprese e i consumatori dal beneficiare appieno del mercato unico digitale e che la Commissione cercherà di eliminare attraverso una serie di azioni stabilite nell’ambito della Strategia per il Mercato Unico Digitale Europeo presentata il 6 maggio 2015.

Peraltro, nei giorni scorsi la Commissione Europea ha reso noti i risultati di un’indagine condotta nell’ambito della campagna Consumer Rights, intrapresa al fine di informare e rendere sempre più consapevoli i consumatori europei dei loro diritti e di come esercitarli, specie alla luce della Direttiva sui diritti dei consumatori 2011/83/UE, che ne migliora e rafforza le tutele, ormai recepita in tutti i Paesi europei.

L’indagine, svolta nell’autunno scorso con la fattiva collaborazione delle diverse Autorità nazionali competenti in materia di tutela dei consumatori (in Italia l’AGCM, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), ha monitorato centinaia di siti web che vendono prodotti elettronici di consumo (telefoni cellulari, computer, fotocamere, tv, ecc.) per verificare se e come i consumatori venivano informati circa i loro diritti sull’applicazione della garanzia legale e commerciale. I siti sono stati selezionati principalmente sulla base della loro notorietà, ma anche dei reclami pervenuti dai consumatori.

Nel corso dell’indagine, le diverse Autorità nazionali hanno verificato innanzitutto se i venditori informassero adeguatamente i consumatori in merito ai diritti previsti dalla garanzia legale o, se offerta, da quella commerciale, nonché circa la gratuità delle riparazioni o sostituzioni. Hanno poi controllato se i siti web fornissero l’indirizzo geografico, il nome e l’identità e  l’indirizzo e-mail del venditore, che il consumatore potesse utilizzare sia per chiedere informazioni prima della conclusione del contratto, sia per inoltrare eventuali reclami o per segnalare qualsiasi problema insorgesse dopo l’acquisto. Ulteriori verifiche sono state effettuate anche sulla esaustività, chiarezza e conformità alla normativa dei termini e condizioni generali di contratto pubblicate sui siti.

Ebbene, oltre la metà dei siti controllati in tutta Europa (235 su 437) non fornivano informazioni sufficienti sui diritti dei consumatori, omettendo o travisando alcune previsioni normative a loro tutela, soprattutto circa la possibilità di riparare o sostituire gratuitamente i beni difettosi entro i 2 anni dall’acquisto. Molti siti non davano informazioni esaustive circa i dati del venditore, non permettendo quindi al consumatore di  contattarlo facilmente in caso di necessità.

Al fine quindi di migliorare l’applicazione della normativa in materia, la Commissione UE, attraverso le Autorità nazionali, ha richiesto la correzione e l’integrazione delle informazioni eventualmente insufficienti fornite dai venditori sui loro siti, molti dei quali sono già stati corretti, mentre altri vi stanno provvedendo.

È di vitale importanza, infatti, che i consumatori siano ben informati sul proprio diritto alla garanzia e più fiduciosi nei confronti degli acquisti on line dei prodotti elettronici di consumo, accrescendo in questo il Mercato Unico Digitale. Gli sforzi congiunti degli Stati membri e della Commissione UE assicurano, a tutt’oggi, che l’82% dei siti web che sono stati controllati per la vendita di tali prodotti sono conformi alla normativa vigente in materia.


Giova, a questo punto, ricordare che la normativa a tutela dei consumatori contenuta in Italia nel Codice del Consumo (d. lgs. 206/2005), è stata recentemente rafforzata ed integrata dal d. lgs. 21/2014, che ha recepito la direttiva europea 2011/83/UE sui diritti dei consumatori.

In sintesi, il venditore ha innanzitutto l’obbligo, prima della conclusione del contratto, di fornire al consumatore informazioni chiare e comprensibili circa le caratteristiche principali del bene o del servizio, l’identità, i contatti telefonici e l’indirizzo geografico del professionista, il prezzo totale del bene, la data di consegna, le modalità di inoltro dei reclami, la garanzia legale e, se prevista, la garanzia commerciale, l’eventuale diritto di recesso, ecc.

Per i contratti a distanza (acquisti on line) e contratti negoziati fuori dei locali commerciali, il consumatore ha il diritto di recesso, ha cioè a disposizione un periodo di 14 giorni - a partire dal giorno in cui acquisisce il possesso del bene - per decidere se mantenere in vita il contratto di acquisto o rinunciarvi.

Il venditore ha, inoltre, l’obbligo di consegna del bene entro 30 giorni dalla stipulazione del contratto e, qualora non vi provveda entro un ulteriore termine pattuito, il consumatore può risolvere il contratto ed ottenere la restituzione senza ritardo di quanto versato per l’acquisto, oltre all’eventuale risarcimento del danno.

La garanzia convenzionale (o commerciale) è rilasciata dal venditore e/o dal produttore del bene in aggiunta a quella legale. Può prevedere un’estensione temporale della garanzia legale o ulteriori diritti per il consumatore e qualora preveda disposizioni peggiorative per il consumatore rispetto alla normativa vigente, vale comunque la garanzia legale.

Ora, al fine di raccogliere i pareri delle parti interessate sulle possibili vie da percorrere per rimuovere gli ostacoli di diritto dei contratti relativi agli acquisti on-line di contenuti digitali e beni materiali, la Commissione UE ha avviato Consultazione pubblica, con cui si invita le parti interessate ad esprimere il proprio parere sulla necessità o meno di armonizzazione a livello UE delle norme contrattuali ed individuare i possibili ambiti di un tale intervento, suddiviso in tre parti:
- la prima parte è dedicata all’acquisto online di contenuti digitali;
- la seconda affronta l’acquisto online di beni materiali;
- la terza parte, presentata in un allegato, tratta l’etichettatura e il confezionamento dei prodotti.

Il questionario è attualmente in inglese, ma sul sito apposito si legge che sarà presto disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’Unione Europea ed è indirizzato a tutti gli  stakeholders che potranno esprimere la propria opinione fino al prossimo 3 settembre 2015.