Il Ministero dell’Ambiente ha aperto alla fase di partecipazione e concertazione nella definizione della posizione che l’Italia deve assumere nel processo di revisione in atto a Bruxelles di 3 importanti Direttive (Direttiva quadro sui rifiuti, Direttiva sulle discariche e la Direttiva imballaggi e rifiuti di imballaggio). Tutti i soggetti interessati possono partecipare alla consultazione, rispondendo entro il 31 marzo 2014 (i termini sono piuttosto stretti, ma di immediata risposta) a 3 distinti Questionari online.

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Con 3 distinti questionari pubblicati l’11 marzo 2014 sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare gli italiani possono partecipare alla consultazione sul processo di revisione della normativa europea sui rifiuti, che riguarda gli obiettivi di 3 importanti Direttive dell’Unione europea: la Direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE); la Direttiva sulle discariche (1999/31/CE); la Direttiva imballaggi e rifiuti di imballaggio (94/62/CE).
L’aggiornamento ha lo scopo da un lato, di rispondere alle clausole di revisione previste dalle Direttive stesse, dall’altro di adeguare gli obiettivi prefissati agli indirizzi delineati nella “Roadmap on Resource Efficiency” e nel “7° Programma di Azione Ambientale”.
L’Italia, mediante il Ministero dell’Ambiente parteciperà a tale processo di revisione, insieme agli altri Stati membri, e si appresta a definire la posizione ufficiale da portare al tavolo delle negoziazioni.

A tal fine, il Ministero ha aperto alla fase di partecipazione e concertazione per definire la posizione da assumere, con l’avvio della consultazione a cui possono partecipare tutti i soggetti interessati, compilando entro il 31 marzo 2014 (se i termini sono unpo’ stretti, le risposte sono tuttavia immediate) i Questionari online.  

Ecco di seguito i principali obiettivi previsti dalle succitate Direttive, che costituiscono il presupposto per la partecipazione alla consultazione. 

La Direttiva quadro sui rifiuti all’articolo 11 ha stabilito i seguenti obiettivi:
a) entro il 2020 la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti quali, come minimo, carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici, e possibilmente di altra origine nella misura in cui tali flussi di rifiuti sono simili a quelli domestici, sarà aumentata complessivamente almeno del 50% in termini di peso;
b) entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e altri tipi di recupero di materiale, incluse operazioni di colmatazione che utilizzino rifiuti in sostituzione di altri materiali, di rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi, escluso il materiale allo stato naturale definito alla voce 17 05 04 dell’elenco dei rifiuti, sarà aumentata almeno al 70% in termini di peso.

La Commissione UE ha emanato, anche, una Decisione che stabilisce in quale maniera devono essere calcolati i suddetti obiettivi di recupero e riciclaggio dei rifiuti (2011/753/EU), definendo 4 metodi diversi per il calcolo delle percentuali di riciclaggio dei rifiuti urbani e 2 metodi diversi per la rendicontazione delle percentuali di riciclaggio e recupero di rifiuti C&D, a scelta degli Stati membri.

L’articolo 11 prevede che nel rivedere gli obiettivi, in vista del rafforzamento degli stessi e della fissazione di obiettivi per altri flussi di rifiuti, la Commissione dovrà proporre, qualora ne ravvisi l’esigenza, obiettivi di prevenzione e di differenziazione di rifiuti per il 2020.
La Direttiva propone infatti l’introduzione della raccolta differenziata. A questo proposito, l’articolo 10 precisa che “i rifiuti sono raccolti separatamente, ove possibile in base alle caratteristiche tecniche, ambientali ed economiche e non deve essere miscelato con altri rifiuti o altri materiali aventi proprietà diverse”.
L’articolo 11 continua affermando che “salvo l’articolo 10, entro il 2015 la raccolta differenziata sarà istituita almeno per i seguenti: carta, metallo, plastica e vetro”.

Per rispondere al Sondaggio relativo alla Direttiva quadro sui rifiuti.

La Direttiva sulle discariche all’art. 5. 2 ha proposto i seguenti obiettivi:
a) entro il 16 luglio 2006 i rifiuti urbani biodegradabili da smaltire in discarica devono essere ridotti al 75% del totale (in peso) dei rifiuti urbani biodegradabili prodotti nel 1995 o nell’ultimo anno prima del 1995 per il quale siano disponibili i dati EUROSTAT;
b) entro il 16 luglio 2009 i rifiuti urbani biodegradabili da smaltire in discarica devono essere ridotti al 50% del totale (in peso) dei rifiuti urbani biodegradabili prodotti nel 1995 o nell’ultimo anno prima del 1995 per il quale siano disponibili i dati EUROSTAT;
c) entro il 16 luglio 2016 i rifiuti urbani biodegradabili da smaltire in discarica devono essere ridotti al 35% del totale (in peso) dei rifiuti urbani biodegradabili prodotti nel 1995 o nell’ultimo anno prima del 1995 per il quale siano disponibili i dati EUROSTAT.

L’Italia è stata autorizzata a posticipare di 4 anni il raggiungimento dell’obiettivo.
Inoltre, l’articolo 6 lettera a) della Direttiva stessa impone che i rifiuti siano trattati prima del conferimento in discarica.

Per rispondere al Sondaggio relativo alla Direttiva sulle discariche.

Gli obiettivi fondamentali della Direttiva su imballaggi e rifiuti di imballaggio sono definiti nell’articolo 6:
* entro il 31 dicembre 2008 almeno il 60% in peso dei rifiuti di imballaggio sarà recuperato o incenerito presso impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero di energia;
* entro il 31 dicembre 2008 sarà riciclato almeno il 55% e fino all’80% in peso dei rifiuti di imballaggio;
* entro e non oltre il 31 dicembre 2008 saranno raggiunti i seguenti obiettivi minimi di riciclaggio per i materiali contenuti nei rifiuti di imballaggio:
- 60% in peso per il vetro;
- 60% in peso per la carta e il cartone;
- 50% in peso per i metalli;
- 22,5% in peso per la plastica, tenuto conto esclusivamente dei materiali riciclati sotto forma di plastica;
- 15% in peso per il legno.

Inoltre, l’articolo 9 della Direttiva definisce i requisiti essenziali per promuovere l’idoneità allo scopo degli imballaggi, così come la sua riutilizzabilità e la ricuperabilità (in particolare, la sua riciclabilità), senza fissare comunque, alcun obiettivo specifico.

Per rispondere al Sondaggio relativo alla  Direttiva sulle discariche.