Contestualmente alla pubblicazione della Comunicazione su un’Agenda urbana, la Commissione UE chiede ai vari stakeholder di esprimersi su quale forma essa dovrebbe assumere e sulle modalità per attuarla.

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Vari organismi dell’UE, tra cui il Parlamento europeo, il Comitato delle Regioni e il Comitato Economico e Sociale europeo, come pure le Associazioni di cittadini, hanno rivolto istanze affinché venisse definita un’Agenda urbana dell'Unione, a partire dai contributi dei livelli locali, regionali, nazionali e unionali, al fine di un maggior coivolgimento delle città nella concezione delle politiche e di una maggiore coerenza nel modo in cui le istituzioni dell'Europa affrontano le sfide cui si trovano confrontate le conglomerazioni urbane.

In particolare, il 24 aprile 2014 ad Atene, durante la riunione informale dei Ministri per le Politiche di Coesione, la Commissione UE aveva predisposto un Documento di discussione, accolto favorevolmente, in cui si indicava la necessità:
1) un maggior coordinamento e migliore coerenza delle politiche dell'UE per riflettere le esigenze della città;
2) un più forte e più diretto coinvolgimento delle città in politiche comunitarie.

A tal fine, la Commissione UE ha adottato il 18 luglio 2014 la Comunicazione “Dimensione urbana delle politiche dell’UE. Elementi fondanti di un’agenda urbana” che descrive la situazione delle città dell'UE e le politiche urbane negli Stati membri, nonché la dimensione globale dell'urbanizzazione, ribadendo che un'Agenda urbana dell'UE dovrebbe rispecchiare gli obiettivi complessivi dell'UE ed integrare inoltre le politiche nazionali degli Stati membri.
"Dall'inquinamento alla povertà, dalla disoccupazione all'energia, non possiamo affrontare le sfide cui è confrontata l'Europa né possiamo raggiungere i suoi obiettivi se non affrontiamo queste tematiche nelle città europee - ha sottolineato Johannes Hahn, Commissario europeo responsabile per la Politica regionale - Un'Agenda urbana dell'UE deve rispettare il principio di sussidiarietà, ma dovremmo intervenire laddove possiamo migliorare le politiche dell'UE rafforzando la dimensione urbana, come anche conferendo alle città dell'Europa un ruolo maggiore in qualità di partner dell'UE”.

Il 72% della popolazione totale dell'UE vive in agglomerazioni, città e conurbazioni, ma tale proporzione dovrebbe superare l'80% entro il 2050. La Comunicazione indica che più di due terzi di tutte le politiche dell'UE, ad esempio quelle relative ai trasporti, all'energia e all'ambiente, interessano direttamente o indirettamente le città. Un'Agenda urbana si prefiggerebbe un approccio maggiormente integrato allo sviluppo politico per assicurare la coerenza ed evitare le contraddizioni.
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Contestualmente è stata lanciata una pubblica Consultazione per invitare i cittadini dell’UE “ad esprimersi su un’Agenda urbana, sulla forma che dovrebbe assumere e sulle modalità per attuarla - come ha dichiarato Hahn nella Conferenza stampa del 22 luglio 2014 - Desideriamo sentire la voce dei principali stakeholder e di coloro che vivono nelle città. Riteniamo che, se innalziamo il profilo della dimensione urbana nell’ambito del nostro sistema decisionale, l’Ue reagirà in modo più efficace all’evoluzione dei bisogni non solo di coloro che vivono nelle aree urbane, ma anche di tutti coloro che vivono fuori dalle città ma dipendono dai loro servizi”.

La Consultazione che resterà aperta fino al 26 settembre 2014, pone questioni fondamentali come:
- Quali elementi dello sviluppo urbano trarrebbero benefici da un approccio più concertato tra i diversi settori e livelli di governo?
- Le città dovrebbero essere maggiormente coinvolte nella definizione delle politiche a livello nazionale regionale e comunitario?
- Quali dovrebbero essere i ruoli dei livelli locali regionali, nazionali e comunitari nella definizione, sviluppo e implementazione di un'agenda urbana dell'UE?