C’è tempo fino al 31 ottobre 2014 per partecipare al processo di revisione della strategia dell’Unione europea per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, che le politiche di austerità attuate in questi anni hanno limitato a molti Paesi, tra cui l’Italia, la possibilità di indirizzare investimenti strutturali per raggiungere gli obiettivi previsti.

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La Commissione UE, in vista della revisione della Strategia Europa 2020, ha aperto ad una consultazione delle parti interessate per acquisire giudizi e trarre lezioni sui principali fattori che dovrebbero definire le prossime giuste priorità politiche dell’Unione per i prossimi cinque anni, fino al 2020. 

La “Strategia Europa 2020venne lanciata dalla Commissione UE  nei primi mesi del 2010 come strategia dell’Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, al fine di rispondere all’esigenza di rendere l’Unione più competitiva, per far fronte a un rallentamento della crescita e a livelli di produttività inferiori rispetto ad altri paesi industrializzati e in risposta a un rapido deterioramento del contesto economico e sociale a seguito della grave crisi finanziaria mondiale.

Concepita sotto forma di partenariato tra l’Unione e gli Stati membri, la strategia si è articolata in 7 iniziative faro che tracciano il quadro di azione entro il quale UE e Governi nazionali avrebbero dovuto attivarsi in sinergia per realizzare le priorità: uso efficiente delle risorse, innovazione, politica industriale, economia digitale, giovani, occupazione e lotta alla povertà.

La crisi finanziaria ed economica in questi anni si è allargata  e avuto chiare conseguenze, soprattutto in termini di disoccupazione e povertà, ostacolando i progressi verso la realizzazione degli obiettivi posti per sfide di lungo termine dell’Unione, condizionati anche dalla diversa risposta strategica dei Paesi membri dell’UE.

La scelta di imporre politiche di austerity per rompere il circolo vizioso determinato da crescenti livelli del debito sovrano, ha determinato quegli interventi sistemici nel breve termine che di fatto hanno bloccato gli investimenti in molti Paesi, necessari per compiere i progressi verso gli obiettivi della Strategia.

Spetterà, quindi, al nuovo Parlamento appena eletto di rivedere l’attuazione della Strategia Europa 2020, magari escludendo gli investimenti strutturali dal tetto del 3% del deficit.

Da questo punto di vista, ha agito correttamente l’Esecutivo uscente nell’astenersi dal trarre conclusioni o formulare raccomandazioni politiche per definire le prossime proposte sul prosieguo della Strategia stessa che, secondo le intenzioni espresse, verranno formulate nei primi mesi del 2015, in esito alla consultazione.

Da qui discende l’importanza di partecipare alla Consultazione che rimarrà aperta fino al 31 ottobre 2014. È possibile rispondere alla consultazione online, inviare un contributo per e-mail o per posta all'indirizzo indicato nella sezione "Recapiti". I partecipanti possono rispondere nella propria lingua nazionale scegliendo la lingua del contributo. I contributi saranno pubblicati, suddivisi per categoria di rispondenti e per settore di pertinenza, sull’apposita pagina web: quelli provenienti da organizzazioni non registrate nel Registro per la trasparenza saranno pubblicati separatamente, mentre quelli chiaramente contrassegnati come "anonimo" saranno trattati di conseguenza e verranno pubblicati senza le informazioni personali. I contributi contrassegnati come "non destinato alla pubblicazione" saranno trattati di conseguenza e non saranno pubblicati.

Al termine della consultazione, la nuova Commissione UE analizzerà e tratterà le risposte ricevute. Sulla base dei risultati della consultazione pubblica, verranno elaborate le proposte per l'ulteriore sviluppo della Strategia Europa 2020