C’è tempo fino al 10 febbraio 2016 per rispondere al sondaggio lanciato dalla Commissione UE e rivolto alle Autorità degli Stati membri, parti interessate del Mercato dell’energia e loro Associazioni, PMI, ONG e a tutti gli altri soggetti interessati, compresi i semplici cittadini, al fine di predisporre la nuova Direttiva sulle energie rinnovabili per il periodo 2020-2030, prevista per l’autunno 2016, per assicurare il conseguimento dell’obiettivo vincolante di almeno il 27% del fabbisogno energetico prodotto con tali fonti.

renewables energy directive

Nella Strategia quadro “Unione dell’Energia”, la Commissione UE aveva preannunciato:
- un riesame della Direttiva sull'efficienza energetica degli edifici (EPBD 2010/31/UE), per la quale è stata avviata una Consultazione in estate, conclusasi il 31 ottobre 2015;

- un riesame della Direttiva sull'efficienza energetica (EED 2012/27/UE)  attualmente oggetto di consultazione con scadenza 29 gennaio 2016;
- un nuovo Pacchetto sulle energie rinnovabili per il periodo 2020-2030, che include un aggiornamento delle politiche dell’Unione sulla sostenibilità delle bioenergie, e una revisione della Direttiva sulla promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili (RED 2009/28/CE), per predisporre la quale è stata aperta la Consultazione con scadenza 10 febbraio 2016.

Il 18 novembre 2015, è stata pubblicata la Comunicazione “Stato dell’Unione dell’Energia” che contiene un aggiornamento anche sulla traiettoria verso l’obiettivo dell’UE al 2020 del 20% del fabbisogno energetico ricavato da fonti rinnovabili, accompagnato da una scheda per ogni Paese membro. Per l’Italia vi si legge che “Con una quota di energie rinnovabili del 16,7% nel 2013, ha quasi raggiunto il suo obiettivo del 17%. Secondo una recente audizione in Parlamento di un’importante Agenzia governativa i costi per i sussidi alle fonti rinnovabili hanno raggiunto 307 euro/MWh per il solare fotovoltaico e 120 euro/MWh per le altre fonti rinnovabili. Ciò ha indotto il Governo a ristrutturare i regimi di sostegno, causando una diffusa protesta. L’incertezza sul futuro dei regimi di sostegno alle rinnovabili può creare nuove sfide per lo sviluppo di questo importante settore. Il quadro di riferimento dei sussidi negli ultimi anni si è progressivamente spostato verso un sistema più equilibrato e diversificato, includendo le energie rinnovabili nel settore del riscaldamento, i biocarburanti, e misure per l’efficienza”.

Il riesame della Direttiva sulle Fonti rinnovabili è di fondamentale importanza, in quanto il Consiglio europeo ha approvato il Pacchetto “Clima ed Energia al 2030”, che pone l’obiettivo vincolante di almeno il 27% di energie rinnovabili entro il 2030.

Per assicurare che l’obiettivo fissato venga raggiunto in modo sostenibile ed economico, la Commissione UE si è data una serie di obiettivi, tra cui:
1. creare un ambiente di mercato in cui le fonti rinnovabili siano in grado di attrarre i necessari investimenti a costi contenuti;
2. promuovere la cooperazione regionale e progetti regionali;
3. consentire ai consumatori di usufruire delle energie rinnovabili a costi ottimali;
4. incentivare il roll-out di nuove e innovative tecnologie;
5. garantire che qualsiasi lacuna potenziale che possa compromettere il raggiungimento dell’obiettivo del 27% venga rimossa.

Gli interessati a partecipare alla Consultazione sono invitati a rispondere entro il 10 febbraio 2016 al questionario che può essere scaricato dal sito della Direzione Energia della Commissione dove è possibile acquisire altre notizie e la documentazione di accompagnamento.
Dato il ritardo per la traduzione delle osservazioni presentate in varie lingue, per poter elaborare il sondaggio più rapidamente la Commissione UE invita ad offrire i contributi in inglese.