I risultati ottenuti in termini di raccolta differenziata, riciclo e recupero di alluminio, sono particolarmente positivi e hanno reso l’Italia un esempio per tutta l’Europa.

alluminio

 

CiAl è un Consorzio nazionale composto dai produttori di alluminio e dai produttori e utilizzatori di imballaggi in alluminio, impegnati nella ricerca di soluzioni per ridurre e recuperare gli imballaggi, conciliando le esigenze di mercato con quelle di tutela dell’ambiente.
Tra i propri compiti il Consorzio garantisce il recupero e l’avvio al riciclo degli imballaggi in alluminio post-consumo provenienti dalla raccolta differenziata organizzata dai Comuni italiani, come lattine per bevande, scatolette e vaschette per gli alimenti, bombolette aerosol, tubetti, foglio sottile, tappi e chiusure.
Grazie a questa attività in questi ultimi anni si è assistito a un incremento delle quantità raccolte, che ha permesso di raggiungere e superare gli obiettivi previsti dalla normativa europea.
Per meglio conoscere le varie dinamiche degli imballaggi in alluminio e del Consorzio, abbiamo intervistato il Direttore Generale di CiAl, Gino Schiona, che ci ha offerto una panoramica completa del settore.

Direttore Schiona, come nasce il Consorzio CiAl?
Il Consorzio Imballaggi-Alluminio è una realtà che ha ormai 15 anni ed è nato in risposta al Decreto Ronchi, legato alla Direttiva europea che impone il raggiungimento di obiettivi di recupero e riciclo di imballaggi, tra cui l’alluminio. In seguito il Consorzio è stato anche riconosciuto dal Testo Unico Ambientale e in questi anni abbiamo costruito un sistema credibile che valorizza il riciclo e garantisce il recupero degli imballaggi in alluminio su tutto il territorio nazionale.

Può farci una breve panoramica sulla realtà della filiera dell’alluminio in Italia?
Il recupero dell’alluminio è incentrato in particolar modo sulla raccolta differenziata, che è ormai un obbligo per tutti i Comuni italiani. In questo senso il Consorzio offre consigli sulla metodologia di raccolta e garantisce loro assistenza; infatti, siamo interlocutori dell'ANCI, delle Province e delle Regioni italiane. Da 15 anni la nostra relazione con i Comuni italiani è diventata notevolmente profonda, poiché abbiamo un accordo in cui viene riconosciuto da parte del CiAl un corrispettivo a fronte del servizio di raccolta. Si tratta di uno strumento molto importante, in quanto garantisce risorse economiche ai Comuni a copertura dei costi di raccolta. Il corrispettivo di prima fascia al momento è a oltre 435 euro, a cui vanno sommati costi ulteriori, come il trasporto, ecc…

CiAl opera all'interno del libero mercato. Cosa differenzia il vostro Consorzio dagli altri?
Il nostro è un Consorzio senza fini di lucro, è orientato al raggiungimento di determinati obiettivi e le imprese non sono obbligate ad aderire, sebbene la loro collaborazione garantirebbe un maggiore risultato a favore soprattutto dell’ambiente.

Cosa può dirci sul sistema di prevenzione?
Il Consorzio non può fare prevenzione, non può alleggerire gli imballaggi, per questo abbiamo istituito un sistema di monitoraggio delle attività delle imprese. Quotidianamente le imprese, che producono e utilizzano imballaggi, concordano la forma degli imballaggi, studiano le modifiche da effettuare, determinando l’alleggerimento del peso. Gli obiettivi sono garantire il contenimento del prodotto, la sua conservazione e la performance dell’imballaggio. Consideriamo che il costo del materiale, cioè l’alluminio, ha un valore molto elevato e questo porta le imprese ad utilizzarlo il meno possibile. Ricordiamo inoltre che si tratta di un materiale che può essere abbinato ad altri materiali, come plastica o carta, in modo da risparmiare energia e altre materie.

Quali problematiche avete affrontato in questi anni?
Una problematica, ad esempio, riguarda la tipologia di raccolta. Stiamo convertendo le tipologie di raccolta verso sistemi multi-materiale leggero. La città di Roma e la Toscana, ad esempio, stanno attuando questo passaggio da multi-materiale pesante a leggero. Il multi materiale pesante raccoglie insieme vetro, plastica, acciaio e alluminio, mentre la raccolta multi-materiale leggero potrebbe rimanere relegata a plastica e metalli. I vantaggi di questa operazione sono legati alla separazione più semplice dei materiali e quindi ad un riciclo con minori impurità.

Quali sono le principali realtà industriali tra i vostri consorziati che si distinguono per la loro sostenibilità ambientale?
Abbiamo innanzitutto 3 categorie: il produttore di laminati, utilizzati per produrre imballaggi, aziende multinazionali e quelle nazionali con particolare rilievo anche all’estero. L’Italia ha una buona posizione per quanto riguarda la produzione di materie prime. I consorziati sono circa 200 (10 della categoria di materie prime), ma abbiamo, anche su base volontaria, importanti imprese, in particolare nel settore delle bevande.

Nel 2011 è stato siglato un Accordo con Federambiente e Nespresso Italia volto alla raccolta e recupero delle capsule da caffè realizzate interamente in alluminio. In che cosa consiste e quali sono le finalità?
L'Accordo ha coinvolto 20 città italiane, in 30 punti vendita (le boutique Nespresso) e nel 2013 si è arrivati a raccogliere ben 300.000 kg di capsule, cioè 30 milioni di pezzi. Sono numeri estremamente elevati e in continua crescita, che mostrano il buon risultato dell’operazione, garantendo la sostenibilità dell’imballaggio in alluminio; infatti tra tutte le capsule, quella in alluminio ha il minor rapporto peso-contenuto.

Cosa si intende per recupero energetico nel settore dell’imballaggio in alluminio?
L’accordo ANCI-CONAI oltre alla raccolta differenziata, prevede altre modalità. Ciò che per esempio viene erroneamente inserito dal cittadino nella raccolta indifferenziata, può essere separato negli impianti di trattamento meccanico-biologico, attraverso un separatore che divide i materiali destinati poi ad una ulteriore selezione a riciclo. Vi è, infine, un’altra possibilità di recupero degli imballaggi in alluminio che non bruciano, in quanto non sono di natura organica, ovvero dalle scorie di combustione dell’inceneritore. Nella fase dell’incenerimento questi imballaggi cedono energia. Secondo la normativa europea l’imballaggio in alluminio con spessore fino a 50 micron è considerato recuperabile in termini energetici in impianti di termovalorizzazione.

Per promuovere la cultura ambientale nel Paese, aziende, Enti ed Istituzioni hanno puntato sull’educazione e la formazione ambientale. Quali campagne ed iniziative sono state realizzate da CiAl?
La nostra comunicazione è orientata a promuovere la corretta raccolta differenziata e la conoscenza dei materiali, in particolar modo dell’alluminio. È importante far capire al cittadino la responsabilità nel momento in cui si va a differenziare più materiali. Abbiamo dei progetti che stabilmente accompagnano i Comuni, supportiamo campagne di comunicazione locali. Ad esempio “Obiettivo Alluminio – Movie Experience” è un percorso didattico dedicato alle scuole che dura da 7 anni, inizialmente in ambito provinciale e da due anni in ambito nazionale, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Chiediamo ai ragazzi di sviluppare un video legato alla tematica “l’alluminio intorno a noi”; l’anno scorso abbiamo ricevuto circa 370 video e gli autori dei 10 migliori video hanno presentato i loro lavori al Giffoni Film Festival. A luglio di ogni anno circa 3500 ragazzi provenienti da tutto il mondo valutano i film e assegnano al vincitore il Premio CiAl per l’Ambiente, cioè il Grifone realizzato in alluminio riciclato.

Per quanto riguarda il futuro del Consorzio, le nuove iniziative, cosa ci può dire?
Crediamo di essere pronti e avere la maturità necessaria per migliorare ulteriormente i risultati, per nuove collaborazioni con le imprese e per nuove sfide. Abbiamo anche impegni in termini di ricerca, nell’anno 2013 abbiamo presentato risultati di ricerca importanti riguardanti l’alluminio residuale.

Quale messaggio vorrebbe dare ai suoi consorziati, alle aziende che quotidianamente collaborano con il Consorzio?
Partecipare a una struttura consortile, che si pone e raggiunge obiettivi ambientali, è un aspetto che deve essere interiorizzato dall’azienda insieme ad una visione di marketing più ampia. La sostenibilità è una chiave di volta, uno strumento per affrontare nuove sfide future, anche legate alla vendita, e il Consorzio può diventare un partner utile e reale. Pertanto, invito le aziende a contattarci per poter offrire loro un supporto nella vendita o nella progettazione dell’imballaggio.