Aperta la Conferenza sul Clima (COP22) di Marrakesh (7-18 novembre 2016)

Aperta la Conferenza sul Clima (COP22) di Marrakesh (7-18 novembre 2016)

Anche se l'atmosfera è ancora celebrativa sotto la spinta dell'entrata in vigore dell'Accordo di Parigi prima del previsto, dovranno essere definiti azioni e finanziamenti, anche alla luce che gli impegni nazionali di riduzione delle emissioni non sono in linea con l'obiettivo concordato di limitare il riscaldamento globale alla fine del secolo ben ad di sotto dei 2 °C.

Si è aperta oggi a Marrakech (7-18 novembre 2016) la Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP22) che nella Conferenza stampa di presentazione, tenuta assieme alla Segretaria esecutiva dell'UNFCCC Patricia Espinosa, il Presidente Salaheddine Mezouar, Ministro degli Esteri e della Cooperazione del Marocco ha definito la "COP dell'azione".

"Stiamo cambiando il paradigma verso un'economia globale a basse emissioni di carbonio che ha bisogno di importanti flussi finanziari per l'azione climatica a favore dei Paesi più vulnerabili - ha affermato Mezouar - Non c'è la possibilità di tornare indietro rispetto a quanto concordato a Parigi".

L'Accordo di Parigi è entrato in vigore il 4 novembre ovvero 30 giorni dopo che si sono realizzate le due condizioni previste: la ratifica da parte di almeno il 55% dei Paesi aderenti all'UNFCCC, che rappresentano almeno il 55% delle emissioni globali di gas serra.
"
L`umanità si ricorderà del 4 novembre 2016 come del giorno in cui i Paesi del mondo hanno fermato la marcia verso una catastrofe climatica che sembrava inevitabile e hanno aperto la strada per un futuro sostenibile - ha dichiarato a sua volta la Espinosa che ha da poco preso il posto di Christiana Figueres - Ora siamo tutti obbligati a dare seguito agli impegni presi".

L'Accordo di Parigi ha gettato le basi per affrontare i cambiamenti climatici nei decenni a venire, ma da solo non potrà risolvere i problemi se i Paesi non definiranno i dettagli delle azioni e dei finanziamenti, ad iniziare proprio dalla Conferenza di Marrakesh.

Se è vero che uno degli aspetti positivi dopo la conclusione della COP21 è stata l'insperata velocità con cui i Paesi hanno notificato i propri contributi nazionali per la riduzione delle emissioni (INDCs), questi non risultano essere adeguati a raggiungere l'obiettivo concordato di mantenere ben al di sotto dei +2 °C il riscaldamento globale alla fine del secolo e di fare ogni sforzo per limitarlo a +1,5 °C.
Alla vigilia della Conferenza, nel suo ormai tradizionale "Emissions Gap Report", il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) ha confermato, dopo altri numerosi studi scientifici precedentemente pubblicati, che gli impegni assunti non sono in linea con la traiettoria per il conseguimento dell'obiettivo, bensì comporterebbero un aumento della temperatura compresa tra +2,9 °C e +3,2 °C.
Anche se non sono previste sanzioni per le inadempienze, i Paesi devono rendere conto dei loro INDCs al fine di garantire che le azioni intraprese siano tracciabili e come queste si inseriscano all'interno dei processi di pianificazione nazionali, con terminologia e metodi coerenti.

Carbon Brief, il sito web specializzato nella divulgazione di articoli scientifici sui cambiamenti climatici e le politiche per contrastarli, finanziato dall'European Climate Foundation la cui mission è di aiutare l'Europa a ridurre le proprie emissioni e a svolgere un forte ruolo di leadership internazionale per mitigare i cambiamenti climatici, ha indicato quelli che dovrebbero essere i punti nodali su cui l'attenzione dei negoziatori di questa tornata dovrebbe concentrarsi:
- come includere nei colloqui tutti i Paesi;
- quale forma e contenuti devono assumere gli impegni climatici;
- come monitorare i progressi;
- come supportare nelle loro azioni i Paesi poveri;
- come rendere le azioni trasparenti e responsabili;
- quali informazioni devono essere fornite in materia di adattamento;
- dove prendere i soldi;
- quale nuovo Presidente avranno gli USA.

Sulla COP22 aleggia l'esito delle elezioni statunitensi, dal momento che Donand Trump ha affermato in più occasioni che se sarà eletto annullerà gli impegni assunti dall'Amministrazione Obama sui cambiamenti climatici. Ma ad di là dei risultati elettorali negli USA, "L'irreversibilità dell'Accordo di Parigi è acquisita - ha spiegato il Presidente uscente della COP, il Ministro dell'Ecologia, dello Sviluppo Sostenibile e dell'Energia della Francia, Ségolène Royal - L'Accordo vieta qualsiasi uscita per un periodo di 3 anni, più un periodo di preavviso di 1 anno, quindi ci saranno 4 anni stabili".
Come a dire che anche con la vittoria di Trump, gli USA non potranno venir meno agli impegni presi per tutta la durata del nuovo mandato presidenziale.

Commenta