Con l’approccio NEXUS si evidenzia il risparmio di acqua con la diffusione delle rinnovabili

Con l’approccio NEXUS si evidenzia il risparmio di acqua con la diffusione delle rinnovabili

L’integrazione delle energie rinnovabili nella filiera agroalimentare, secondo IRENA che ha analizzato con tale approccio la correlazione acqua-cibo-energia, potrebbe contribuire a frenare la volatilità dei costi, rafforzare la sicurezza energetica, ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e contribuire alla sostenibilità alimentare a lungo termine.

irena renewable energy in the water energy food nexus

L’ “approccio NEXUS” fu lanciato durante la Conferenza “The Water Energy and Food security nexus. Solutions for the green economy” (Bonn, 16-18 novembre 2011), fortemente voluta dal Governo federale tedesco come contributo al dibattito in vista di RIO +20, la Conferenza sullo sviluppo sostenibile in programma l’anno successivo.

Partendo dal presupposto che la crescita della popolazione e l'aumento del benessere economico avrebbero determinato un aumento della domanda di energia, cibo e acqua, con la prospettiva di un uso insostenibile delle risorse naturali e con il rischio di compromettere la futura sicurezza idrica, energetica e alimentare degli individui, di ostacolarne lo sviluppo economico, di alimentare tensioni sociali e geopolitiche e di produrre danni ambientali irreversibili, si riconosceva la necessità di nuovi approcci che affrontassero le interconnessioni all’interno del “nesso” acqua, energia e cibo.

Da allora, l’approccio Nexus tra Acqua-Energia-Cibo (AEC) è diventato la parola d’ordine di gran parte degli studi sullo sviluppo sostenibile, tanto che alle riflessioni maturate sull’argomento viene dato ampio risalto a livello tecnico-scientifico.

È stato così in occasione del Seminario, promosso da Cooperazione Italiana allo Sviluppo ed ENEA, quale anteprima del dibattito che si svolgerà a EXPO 2015 il 21 maggio 2015 sul tema della correlazione, appunto, tra Acqua-Energia-Cibo (AEC) a cui parteciperanno alti rappresentanti della Commissione UE e delle Nazioni Unite, e avverrà con maggior risonanza mediatica in settimana con lo svolgimento della l’importante 1a Conferenza biennale Nexus di Dresda (25-27 marzo 2015).

Il settore agroalimentare consuma circa l’80% dell’acqua dolce estratta, assorbe il 30% della domanda energetica e rilascia tra il 12 e il 30% delle emissioni mondiali di gas ad effetto serra di origine antropica.

I prelievi di acqua potrebbero aumentare del 35% al 2035 con l’incremento della domanda di energia, a meno che l’energia prodotta dalle rinnovabili più redditizie, quali l’eolico e il solare, non sia distribuita in maniera più equa, onde produrre energia, acqua e cibo.

Ad Abu Dhabi, in occasione dello svolgimento contemporaneo del World Future Energy Summit e del Summit International Water, l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA) ha diffuso il Rapporto “Renewable Energy in the Water, Energy & Food Nexus”, realizzato in collaborazione con WEF Nexus Research Group, da cui emerge che l’integrazione delle energie rinnovabili nella filiera agroalimentare potrebbe frenare la volatilità dei prezzi, rafforzare la sicurezza energetica, ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e contribuire alla sostenibilità alimentare a lungo termine. 

“A livello globale un sistema energetico con quote consistenti di energie rinnovabili, in particolare solare fotovoltaico ed eolico, potrebbe fare risparmiare notevoli quantità di acqua, riducendo così le tensioni sulle limitate risorse idriche - ha affermato Adan Z. Amin, Direttore generale di IRENA - Finora il ruolo delle energie rinnovabili nel nesso energia-cibo-acqua è stato poco analizzato, ma questo primo rapporto sulla loro correlazione indica che, oltre a migliorare la sicurezza energetica, la qualità dell’aria, ridurre le emissioni di carbonio, creare nuovi posti di lavoro, la diffusione maggiore di tecnologie già esistenti di energia rinnovabile può rafforzare la disponibilità idrica e la sicurezza alimentare

Secondo il Rapporto, in Inghilterra e nel Galles il settore elettrico assorbe circa la meta dei prelievi idrici totali, compreso il 40% di tutti i prelievi di acqua dolce. Se il Regno Unito dovesse aumentare al 2030 la produzione di energia da rinnovabili fino al 61%, l’analisi compiuta ha rilevato un calo del 27% del consumo totale di acqua, mentre viceversa la  produzione di energia rinnovabile attesa per lo stesso periodo è del 32%.

Oltre al potenziale risparmio idrico delle energie rinnovabili, il Rapporto mostra anche che le tecnologie di dissalazione basate sull'energia rinnovabile potrebbero svolgere un ruolo crescente nella fornitura di acqua potabile per le persone di tutto il mondo.
“Anche se la desalinizzazione rinnovabile può risultare ancora relativamente costosa - ha aggiunto Amin - , la riduzione dei prezzi  delle rinnovabili tramite i progressi tecnologici e l'aumento della diffusione a larga scala ne fanno una soluzione economica e sostenibile nel lungo periodo”.
Sono numerosi gli esempi che mostrano i risultati positivi della distribuzione di energia rinnovabile nei Paesi del Medio Oriente  e del Nord Africa (MENA), dove, peraltro, i costi per la desalinizzazione dell’acqua si sono dimezzati grazie all’energia rinnovabile.

foto-irena
Emirati Arabi. L’impianto di Shams 1 a concentrazione solare (CSP) 

Tra gli impianti più efficienti viene citato quello di Shams 1, il più grande impianto solare a concentrazione (CSP) mai realizzato al mondo, che si trova proprio negli Emirati Arabi, a 120km a sud-ovest di Abu Dhabi, che fornisce con 100MW quasi il 68% dell’energia elettrica  nel Golfo.
Situato nel deserto, l’impianto copre una superficie di 2,5Km2 (quanto 285 campi di calcio) ed incorpora le più recenti tecnologie del solare parabolico lineare, funzionando con oltre 258.000 specchi montati su 768 collettori orientati, che concentrano il calore della luce solare sulle tubazioni che contengono olio, producendo il vapore acqueo che aziona a sua volta una turbina che genera elettricità.

Il progetto potrebbe far risparmiare ogni anno l’immissione in atmosfera di circa 175mila tonnellate di anidride carbonica (l’equivalente di quanto rilasciato da 30 mila automobili su strada).
“Questo impianto è stato costruito per essere un impianto ibrido che permette di produrre energia elettrica ad altissima efficienza, oltre che produrre energia elettrica in assenza di sole - ha dichiarato Abdulaziz Albaidli, responsabile dell’impianto all’Agenzia Inter Press Service nel corso di una visita a Shams 1- L'uso di un condensatore raffreddato ad aria permette inoltre di risparmiare circa 800 milioni di litri di acqua. Questa è una caratteristica molto importante in un paese dove l'acqua scarseggia. Inoltre, l'elettricità che produciamo è in grado di fornire 20.000 case con una costante fornitura di energia elettrica per refrigerazione, climatizzazione, illuminazione, ecc”.

Tra le altre Agenzie che basano la loro azione sull’approccio NEXUS per comprendere le interconnessioni tra acqua-energia-cibo devono essere citate l’Agenzia federale tedesca per la Cooperazione Internazionale (GIZ)e Renewable Energy and Energy Efficiency Partnership (REEEP), una ONG con sede a Vienna, fondata in occasione della Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg (2002), che he ha lo scopo di accelerare il mercato per  le energie rinnovabili e  l'efficienza energetica, con una particolare attenzione ai mercati emergenti e Paesi in via di sviluppo.

 

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