Con la crisi diminuiscono i rifiuti urbani

Con la crisi diminuiscono i rifiuti urbani

Dal Rapporto Rifiuti 2013 dell’ISPRA emerge anche che la raccolta differenziata è in costante aumento, che l’utilizzo della discarica, soprattutto al Sud, è troppo alto e che i costi di gestione del servizio, pur con notevoli differenze a livello regionale, continua a crescere.

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È stato presentato oggi 19 giugno 2013 a Roma, alla presenza del neo Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Andrea Orlando, il Rapporto Rifiuti 2013 dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che: analizza, come di consueto i dati relativi alla produzione, alla raccolta differenziata e alla gestione dei rifiuti urbani, al sistema di gestione dei rifiuti di imballaggio; effettua il monitoraggio dell'applicazione della tariffa rifiuti, l'analisi economica dei costi del ciclo integrato dei rifiuti urbani; il monitoraggio della pianificazione territoriale.

Il Rapporto, che costituisce il risultato di una complessa attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati, svolta dall'ISPRA anche in collaborazione con le ARPA/APPA, con l'obiettivo di garantire che le informazioni e le conoscenze relative a questo importante settore siano a disposizione di tutti, quest’anno ha scattato una fotografia ancora più attuale avendo incluso anche i dati preliminari del 2012.
Di seguito riportiamo sinteticamente quanto vi emerge.

- La produzione nazionale dei rifiuti urbani è calata tra il 2010 e il 2011 di quasi 1,1 milioni di tonnellate (-3,4%), per via della crisi, il trend negativo prosegue anche nel 2012 riducendosi ulteriormente, nel biennio, di 2,5 milioni di tonnellate (-7,7%), attestandosi al di sotto di 30 milioni di tonnellate (valore analogo a quelli rilevati negli anni 2002/2003).

- Ogni abitante italiano ha prodotto 504 kg di rifiuti, ben 32 kg in meno rispetto al 2010, con l’Emilia Romagna regione maggior produttrice (637 kg di rifiuti pro capite), seguita da Toscana (614 kg), Valle d’Aosta (605 kg), Liguria (586 kg) e Lazio (582 kg). Producono, invece, meno rifiuti la Basilicata (al di sotto di 400 kg per abitante per anno), il Molise, la Calabria e la Campania (tutte con meno di 450 kg per abitante)

- La raccolta differenziata a livello nazionale si è attestata al 37,7% nel 2011 e al 39,9% nel 2012, con i soliti squilibri tra il Nord che resta l’area italiana che differenzia di più (50%), mentre il Centro e Sud hanno raggiunto rispettivamente 32,9% al 26,7%. A livello regionale, Veneto e Trentino Alto Adige differenziano rispettivamente il 62,6% e il 62,3% dei rifiuti, mentre Sicilia e Calabria mostrano tassi inferiori al 15%.

- È diminuito lo smaltimento in discarica dove sono confluiti 12 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (-11,7% rispetto al 2011), ma è ancora troppa elevata, come ci rimprovera la Commissione UE (circa il 39% dei rifiuti urbani prodotti). È il Friuli Venezia Giulia la regione che utilizza di meno questa opzione (7%), seguita da Lombardia (8%) e dal Veneto (11%); mentre con oltre 80% Sicilia (83%) e Calabria (81%) si segnalano come le meno virtuose. Il numero delle discariche per rifiuti non pericolosi che hanno smaltito RU, nel 2012, è stato pari a 186 (-6 rispetto al 2011), confermando la tendenza evidenziata negli ultimi anni, seppur lenta. Dal 2003 hanno chiuso 288 discariche, l’80% delle quali al Sud (229 unità), 43 al Nord e 16 al Centro.

- Oltre 311 mila tonnellate i rifiuti urbani esportati nel 2011, di cui circa 310 mila sono rifiuti non pericolosi (il 99,7%). L’Austria è il Paese verso cui vengono destinate le maggiori quantità, oltre 71 mila tonnellate, il 23% del totale esportato, seguono la Cina con il 17,5% del totale, l’Ungheria con il 16,9% e la Germania con il 10,1%. Sono state, invece, importate oltre 261 mila tonnellate di rifiuti urbani di cui solo 40 tonnellate sono rifiuti pericolosi. Il Paese da cui proviene il maggior quantitativo di rifiuti urbani è la Francia, con oltre 188 mila tonnellate (72% del totale importato), seguono Svizzera con il 15,7% ed Austria con il 4,9%.

- Gli imballaggi e i rifiuti da imballaggi hanno subito un forte calo. Pur con differenze tra le varie filiere gli imballaggi immessi al consumo sono diminuiti del 3,4% rispetto al 2011, mentre i rifiuti da imballaggio avviati a recupero hanno avuto una flessione del 3,9%.

- I dati 2011 dei costi di gestione del servizio di igiene urbana riferiscono di una spesa media annua pro capite di 157,04 euro (+4,6% rispetto al 2010), imputabili alla gestione dei rifiuti indifferenziati per il 42,6%, alle raccolte differenziate per il 24%, allo spazzamento e al lavaggio delle strade per il 14,4% e ai costi generali del servizio e del capitale investito per la rimanente percentuale. Ogni abitante spende in media all’anno 144 euro al Nord, 193 Euro al Centro e 157 Euro al Sud. Il costo di gestione di 1 kg di rifiuto urbano ammonta a 29,2 centesimi; per ogni kg di rifiuti si spendono 27 centesimi di euro al Nord, 31 centesimi al Centro e 32 centesimi al Sud. La percentuale di copertura dei costi del servizio con i proventi dalla TARSU e dalla Tariffa sui rifiuti è passata dall’83,9% del 2001 al 94,1% del 2011, collocandosi ancora al di sotto della copertura totale dei costi prevista dalla normativa vigente in materia.

- Il compostaggio mostra negli anni una costante crescita anche grazie al progressivo incremento dei quantitativi di rifiuti organici raccolti in maniera differenziata. Il settore evidenzia, nel 2011, incrementi, non solo del quantitativo totale dei rifiuti trattati (+ 4,1% rispetto all’anno 2010), ma soprattutto della frazione organica da raccolta differenziata, pari a 3,5 milioni di tonnellate (+4,6%), mentre il trattamento meccanico biologico ha interessato nell’anno 2011, un quantitativo di rifiuti pari a 9,2 milioni di tonnellate, mostrando, rispetto al 2010, una riduzione dell’1,4%.

- Nel 2012, i rifiuti complessivamente inceneriti sono stati circa 5,5 milioni di tonnellate (- 3,8% rispetto al 2011, stabile se si considera la percentuale rispetto ai rifiuti prodotti di cui quasi 2,6 milioni di RU indifferenziati, circa 1,9 milioni tonnellate di frazione secca da trattamento meccanico biologico, 553 mila tonnellate di CSS. Sono stati, inoltre, trattati circa 431 mila tonnellate di altri rifiuti speciali di cui 23 mila tonnellate di rifiuti sanitari.


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