Con il rapido diradamento della banchisa antartica rischi di innalzamento del livello dei mari

Con il rapido diradamento della banchisa antartica rischi di innalzamento del livello dei mari

Un nuovo Studio che ha utilizzato le immagini satellitari dell’Agenzia Spaziale Europea ha rivelato che lo spessore della piattaforma di ghiaccio galleggiante in Antartide si è ridotta del 18% in meno di 20 anni, fornendo importanti indicazioni sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla calotta antartica.

Calotta-Antartica

La rivista Science ha pubblicato online il 26 marzo 2015 i risultati di una ricerca condotta dallo Scripps Institution of Oceanography (SIO) uno dei centri più antichi e più grandi per la ricerca scientifica della Terra e degli Oceani che fa parte della Università di California (san Diego), da cui si evidenzia che dal 1994 al 2012 la banchisa (la piattaforma galleggiante di ghiacci) dell’Antartide si è ridotta del 18%.


Se i ghiacci dell'Artico hanno raggiunto il loro minimo storico e si sono ridotti del 65% tra il 1975 ed il 2012, costituendo una delle “minacce nascoste” alla sostenibilità, come indicato dalla prossima edizione di “State of the World 2015”, perché l'espansione delle acque libere attrae le mire delle nazioni che vi si affacciano per la prospettiva di un più facile accesso al petrolio e ad altre risorse, con il rischio di alimentare tensioni e conflitti, lo scioglimento del della banchisa “se continuerà con questo ritmo nel corso dei prossimi 200 anni metà dei ghiacci dell'Antartide si sarà sciolto, con conseguente innalzamento del livello dei mari”, ha osservato Fernando S. Paolo, ricercatore del SIO e principale autore dello studio, dal titolo “Volume loss from Antarctic ice shelves is accelerating” che ha utilizzato le immagini sovrapposte di 3 missioni satellitari dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), svolte in due decenni.

Le piattaforme dei ghiacci hanno una media di 400-500 metri di spessore e si estendono per centinaia di chilometri al largo delle coste dell'Antartide, rallentando il deflusso del ghiaccio dell'enorme calotta spessa fino a quasi 5.000 metri. Quando diventano troppo sottili si frantumano e il ghiaccio della calotta può defluire più velocemente verso l'oceano.

Così, quantunque la sua fusione non determini direttamente la crescita del livello del mare, i ricercatori sottolineano l’importante effetto indiretto.

"Le piattaforme di ghiaccio costituiscono un baluardo allo scivolamento dei ghiacciai dalla terra all’oceano - ha osservato la glaciologa Helen Amanda Fricker e co-autrice dello studio - l’aumento della velocità di flusso costituisce una delle principali preoccupazioni del nostro nuovo studio".

Analisi-antartico
Schema di una banchisa antartica che mostra i processi che causano le variazioni volumetriche misurate dai satelliti. Al ghiaccio delle piattaforme si aggiunge quello dei ghiacciai che scivolano dal continente e delle nevicate che compattate formano altro ghiaccio. Il ghiaccio viene perduto quando si staccano gli iceberg dalla fronte e si fondono in alcune aree a mano a mano che vengono a contatto con l’acqua più calda che fluisce sotto sotto la piattaforma di ghiaccio. Sotto alcune piattaforme di ghiaccio, acqua di fusione fredda e fresca sale a un punto in cui si ricongela e forma ulteriore pack.
(Fonte: Helen Amanda Fricker)

L’effetto è risultato particolarmente evidente in alcune parti della calotta antartica occidentale (WAIS), a lungo considerata come la parte più vulnerabile del continente al cambiamento climatico, soprattutto nelle zone dei mari di Amundsen e di Bellingshausen, che hanno subito perdite drammatiche di ghiaccio, ma anche la ben più grande Eastern Antarctic Ice Sheet (EAIS) è vulnerabile, come ha denunciato uno studio pubblicato anch’esso qualche giorno fa sul ghiaccio Totten.
Questo lavoro dimostra l’importanza delle osservazioni satellitari per capire il cambiamento nelle grandi calotte polari - ha dichiarato Thomas Wagner, Program Manager per le Scienze criosferiche della NASA - Confrontando dati che attraversano decenni, possiamo capire alcuni dei cambiamenti più importanti e le loro implicazioni per l'innalzamento del livello del mare”.

 

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