Rapporto della Banca Mondiale delinea gli scenari sconvolgenti dei cambiamenti climatici.

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“Senza misure concrete di lotta contro il cambiamento climatico, la comunità internazionale potrebbe subire le conseguenze catastrofiche  di un aumento di 4 °C della temperatura media entro la fine del secolo, compreso onde di calore estremo, un calo degli stock mondiali delle derrate alimentari ed un innalzamento del livello dei mari che potrebbe toccare centinaia di migliaia di persone”

Questo messaggio è contenuto non già in uno dei Rapporti stilati dalle ONG e Associazioni ambientaliste, bensì nello Studio “Turn Down the Heat: Why a 4°C Warmer World Must be Avoided” che World Bank (WB) e Potsdam Institute for Climate Impact Research and Climate Analytics (PIK) hanno appena pubblicato a pochi giorni dalla Conferenza mondiale ONU sul clima di Doha (Qatar).

Il Rapporto indica le implicazioni che lo scenario di un aumento della temperatura globale di 4 °C comporterà entro la fine del secolo, tra cui l’innalzamento del livello dei mari che sommergerà molte città costiere, gli eventi climatici estremi sempre più frequenti con uragani ed alluvioni devastanti, la scarsità d’acqua con conseguenti difficoltà di approvvigionamento gli abitanti delle aree più popolose. la produzione agricola in calo incapace di sostenere la popolazione in crescita, la perdita irreversibile della biodiversità delle barriere coralline.

“Se non si interviene sui cambiamenti climatici lasceremo in eredità ai nostri figli un mondo molto diverso da quello di oggi - ha dichiarato il Presidente WB Jim Yong Kim - I cambiamenti climatici sono una delle più grandi sfide dello sviluppo e dobbiamo assumerci la responsabilità morale di agire per le future generazioni, specialmente per quelle dei paesi più poveri”.

Nel Report, infatti, si mette in evidenza come le temperature medie attuali siano aumentate di 0.8 °C da quelle pre-industriali, ma nel 2080 le temperature saliranno di 4 °C se i Paesi del mondo non porranno limiti alle emissioni di gas serra.
Se nel luglio del 2012 la temperatura media per Paesi come l’Italia è stata tra i 30 ed i 35 °C, con picchi che hanno raggiunto i 40, tra il 2080 ed il 2100 le temperature aumenteranno tra i 6 ed i 9 °C, con temperature che a luglio 2080 potrebbe raggiungere mediamente i 39 e 45 gradi. Le piogge invernali, poi, diverranno incessanti e abbondanti, causando con più facilità allagamenti.

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“Sembra che le reazioni del sistema terrestre al cambiamento climatico non siano lineari - ha sottolieanto il Direttore del PIK, John Schellnhuber alla presentazione del Rapporto - Se oltrepassiamo la soglia dei 2 °C per avvicinarci ai 4 ° C, il rischio di superare il punto di non ritorno si aggrava seriamente. Il solo modo di evitare questa trappola è quello di modificare i nostri attuali modelli di consumo”.

E pensare che poco prima dell’estate di 2 anni fa al Senato della Repubblica Italiana veniva approvata una mozione che impegnava il Governo a contrastare una serie di azioni volte a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, messe in atto dalla Commissione UE e poste in essere “sulla base dei dati e delle previsioni fornite dall’IPCC al contesto politico internazionale, dati rivelatisi poi errati, se non addirittura infondati”, che costituisce una prova ulteriore, se mai ce ne fosse stato bisogno, del ritardo della nostra classe politica sulle questioni climatiche e sulla sua scarsa accettazione del linguaggio della scienza.