L’inverno appena trascorso si è chiuso con un’anomalia di quasi 2 °C in più rispetto alla media del periodo di riferimento, con un’ulteriore anomalia per le maggiori precipitazioni che si sono  registrate, soprattutto nelle regioni settentrionali, rispetto alla media, tali da inserirlo tra i primi 15 inverni più piovosi.

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Con la fine di febbraio si è chiuso l’inverno meteorologico 2013-2014 (quello astronomico termina come noto il 21 marzo, giorno dell’equinozio di primavera) e prontamente l’Istituto per le Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISAC-CNR) che gestisce la Banca dati climatologica che cura le serie storiche omologate dal 1800 a oggi per precipitazioni e temperature, ha comunicato che quello appena trascorso è stato il 2° anno più caldo da quando vengono registrate le temperature, distinguendosi anche per una notevole piovosità.

In verità ce n’eravamo accorti per la precoce fioritura degli alberi da frutta che ha destato le preoccupazioni degli agricoltori per il rischio di gelate primaverili che potrebbero compromettere la raccolta.
Al momento il rischio più probabile è che per la celebrazione dell’8 marzo le mimose siano già sfiorite.

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INVERNO 2013-2014 andamento delle temperature

Un inverno piuttosto anomalo sia dal punto di vista termometrico che pluviometrico - ha sottolineato Michele Brunetti dell’ISAC-CNR e responsabile della Banca dati - Per quanto riguarda le temperature, febbraio è risultato ampiamente sopra la media, con un'anomalia superiore di 2.5  °C rispetto alla media del periodo convenzionale di riferimento (1971-2000), risultando così il secondo febbraio più caldo dal 1800 a oggi dopo quello del 1990, che presentò un'anomalia di +2.7 °C”. 

Il dato fa seguito alle anomalie sempre positive di dicembre 2013 e gennaio 2014: rispettivamente +0.8 °C e +2.1 °C rispetto alla media, rispettivamente 22° dicembre e 3° gennaio tra i più caldi dal 1800 ad oggi.

Questa continuità porta a chiudere la stagione invernale 2013-2014, con un'anomalia di +1.8 °C sopra la media, seconda solo all'inverno 2006-2007 che registrò un'anomalia di +2.0 °C - ha proseguito Brunetti - Ma quello fu un anno secco, mentre quello appena concluso è stato però molto piovoso, con un 62% di precipitazioni in più rispetto alla media 1971-2000, rientrando così tra i primi 15 più piovosi della serie bisecolare. L'anomalia pluviometrica è stata maggiormente pronunciata nel nord Italia, dove sono caduti oltre il doppio dei millimetri di precipitazione che solitamente cadono in inverno, facendo segnare per l'Italia settentrionale il 3° inverno più piovoso di sempre dopo quelli del 1951 e del 1826”.

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INVERNO 2013-2014 andamento delle precipitazioni

Viceversa, sulla sponda occidentale dell’Atlantico come hanno abbondantemente commentato le cronache giornalistiche e radio-televisive, si sono registrate le più fredde di sempre, con gli USA a patire di più, con un’anomalia di -3.5 °C rispetto alla media del periodo (1° dicembre  2013 - 31 gennaio 2014), secondo quanto comunicato dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOOA), tale da porre l’inverno trascorso (se febbraio confermasse tale l’andamento, come appare assai probabile) il 3° più freddo di sempre, da quando sono iniziate le registrazioni.

Sempre la NOAA, in gennaio aveva comunicato che il 2013 a livello globale è stato il 4° anno più caldo dal 1880, da quando si è cominciato ad avere un numero sufficientemente alto di rilevamenti per poter effettuare una media globale significativa, con un’anomalia di +0,94 °C rispetto alla media del periodo.