La X edizione dell’annuale Rapporto di Legambiente conferma che nel nostro Paese la rivoluzione energetica è già in atto, ma sussiste il rischio che si interrompa se non vengono attuate quelle misure necessarie per dare una chiara prospettiva futura.

comuni rinnovabili

Nel corso del Convegno “Rinnovabili, in 10 anni dal 5 al 16% dei consumi”, svoltosi a Roma il 13 maggio 2015, Legambiente ha presentato “Comuni Rinnovabili 2015”, giunto alla X edizione e realizzato con il contributo del Gruppo Asja e in collaborazione con il GSE.

I dati più rilevanti che emergono sono:
- l’Italia con l’11% (aprile 2015) dei consumi elettrici prodotti da impianti solari è il 1° Paese al mondo per tale contributo;
- in tutti i suoi 8.047 Comuni sono presenti impianti di fonti rinnovabili;
- nel 2014 le rinnovabili hanno contribuito a soddisfare il 38,2% dei consumi elettrici complessivi e il 16% dei consumi energetici finali.
Si è sfatata così la convinzione che queste fonti avrebbero sempre e comunque avuto un ruolo marginale nel sistema energetico italiano e che un loro eccessivo sviluppo avrebbe creato rilevantissimi problemi di gestione della rete.
Attraverso il contributo di questi impianti, e il calo dei consumi energetici, l’Italia ha ridotto le importazioni dall’estero di fonti fossili, la produzione dagli impianti più inquinanti e dannosi per il clima (nel termoelettrico -34,2% dal 2005) e si è ridotto anche il costo dell’energia elettrica.
Questi risultati dimostrano quanto oggi uno scenario energetico incentrato su fonti rinnovabili e efficienza energetica sia già realtà e nell’interesse di un Paese come l’Italia - ha commentato Edoardo Zanchini, Vice presidente di Legambiente - Ora occorre aprire una seconda fase di questa rivoluzione energetica dal basso che possa cogliere tutte le opportunità legate alla riduzione dei costi delle tecnologie, eliminando tutte le barriere che oggi questi progetti si trovano di fronte”.
Se infatti nel corso del 2014 sono aumentate le installazioni per tutte le fonti, i ritmi di crescita sono purtroppo molto inferiori rispetto al passato: per il fotovoltaico negli ultimi due anni sono stati installati 1.864MW contro i 13.194 del biennio 2011-2012; nell’eolico sono stati installati 170MW nel 2014 contro una media di 770 degli anni passati; stessi dati per il mini idroelettrico e le altre fonti. Le ragioni di questa situazione sono due, la prima riguarda l’assenza di procedure chiare per l’approvazione dei progetti che blocca gli impianti eolici (per quelli offshore ancora nessun impianto è stato realizzato a fronte di 15 progetti presentati), solari termodinamici, da biomasse, mini idroelettrici, geotermici. La seconda ragione sta nella totale incertezza in cui il settore si trova a seguito di interventi normativi che in questi anni hanno introdotto tagli agli incentivi, barriere e tasse senza al contempo dare alcuna prospettiva chiara per il futuro.

Gli operatori nazionali ed esteri chiedono, per continuare a investire nel nostro Paese, regole chiare, certe, stabili nel tempo e che, soprattutto, siano coerenti con un preciso disegno di politica energetica di lungo periodo - ha osservato Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili e di Asja Ambiente Italia - All’incertezza si aggiungono, inoltre, gravi e numerosi ritardi nell’emanazione di decreti e regolamenti attuativi che rendono, di fatto, le norme approvate inapplicabili o che, nelle ipotesi peggiori, costringono i destinatari a effettuare scelte economicamente importanti, senza essere in possesso di tutte le informazioni di dettaglio indispensabili”.

Nel corso del Convegno sono stati assegnati anche i Premi “Comuni Rinnovabili” e “Buone Pratiche”.
Il Premio “Comuni Rinnovabili 2015” è andato a Campo Tures, una realtà altoatesina che è riuscita a portare avanti una lungimirante politica di interventi che ha permesso di arrivare a soddisfare l’intero fabbisogno energetico del territorio grazie a un mix di 7 tecnologie da fonti rinnovabili elettriche e termiche e alla gestione locale dell’intera filiera energetica (sia la rete elettrica che quella di teleriscaldamento sono di proprietà comunale). Nel Comune, di circa 5.200 abitanti, una cooperativa energetica con 1.500 soci tra cui lo stesso Comune, serve le circa 2.000 utenze, sia per la parte elettrica che per quella termica, con un risparmio medio del 30% rispetto ai prezzi di mercato. L’obiettivo ora è diventare un Comune a emissioni zero. Per questo, raggiunta l’autonomia energetica, l’amministrazione sta iniziando a lavorare sulla mobilità sostenibile con l’introduzione di mezzi pubblici a trazione elettrica e distributori con carburanti alternativi, dal biogas all’idrogeno.
Campo Tures è uno dei 35 Comuni 100% Rinnovabili in Italia, ossia quelli nei quali le fonti rinnovabili installate riescono a superare i fabbisogni sia elettrici che termici dei cittadini (riscaldamento delle case, acqua calda per usi sanitari, elettricità), attraverso impianti a biomasse e geotermici allacciati a reti di teleriscaldamento.

Forlì si è aggiudicato il Premio Buona Pratica per l’innovazione in campo energetico per aver recentemente inaugurato il primo campo solare termico a concentrazione a servizio di utenze industriali: un progetto pilota finalizzato alla sostituzione dei combustibili fossili con energie rinnovabili in un’area industriale di circa 20.000 m2, utilizzando solo materiali completamente riciclabili.

Al piccolo comune di Celle San Vito (FG) è stato assegnato il Premio Buona Pratica per l’efficienza energetica per la capacità di portare avanti progetti finalizzati a riqualificare energeticamente edifici esistenti e di realizzare nuovi impianti da fonti rinnovabili integrati in strutture edilizie.

Nell’occasione è stato ufficialmente lanciato un sito dedicato a raccontare proprio le innovazioni e la mappa delle buone pratiche nel territorio italiano.