Con l’approvazione definitiva del DPCM relativo alle metodologie di calcolo per la determinazione dei fabbisogni standard per ciascun Comune delle Regioni a Statuto ordinario viene introdotto un monitoraggio sui servizi pubblici locali, tra cui quelli per l’urbanistica, protezione civile, smaltimento rifiuti, tutela ambientale e verde pubblico.
Una delibera del Ministero dell’Ambiente riconosce la piena autonomia di affidamento della gestione e manutenzione del verde pubblico, anche se per prassi viene collegata al servizio di igiene urbana.

fabisogni standard

Nella seduta del 27 marzo 2015, il Consiglio dei Ministri su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha approvato in via definitiva un decreto del Presidente del Consiglio di attuazione del Decreto legislativo n. 216 del 26 novembre 2010, “Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, Città metropolitane e Province”.

Il DPCM recante “Adozione delle note metodologiche relative alla procedura di calcolo per la determinazione dei fabbisogni standard per ciascun Comune delle Regioni a Statuto ordinario, in tema di istruzione pubblica, viabilità, trasporti, gestione del territorio e dell’ambiente, settore sociale e asili nido”, rispetto al Decreto preliminare approvato il 23 luglio 2014, è stato modificato tenendo conto del “parere favorevole condizionato” della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, espresso nella seduta del 18 dicembre 2014.

Il monitoraggio e la rideterminazione annuale rappresentano un efficace strumento di incentivo all’attivazione di questi servizi nei Comuni dove sono oggi sono assenti. In particolare si intende introdurre un meccanismo virtuoso che riconosca un fabbisogno a fronte dell’effettiva erogazione del servizio e non solo a fronte di una domanda meramente potenziale che non garantirebbe il cittadino – si legge nella nota del Governo - I fabbisogni standard sono infatti uno dei criteri di riparto delle maggiori risorse (determinate a livello centrale) che verranno attribuite ai Comuni dal 2015 mediante il fondo di solidarietà comunale. Se le risorse venissero redistribuite sulla base di una domanda ‘potenziale’ di servizi, indipendentemente dalla loro effettiva erogazione, si determinerebbero effetti distorsivi nella redistribuzione delle risorse a vantaggio dei Comuni meno virtuosi e a scapito di quelli che hanno effettivamente attivato il servizio. La scelta di un monitoraggio e rideterminazione annuale induce invece i Comuni ad attivare effettivamente il servizio, e a ottenere maggiori risorse solo a seguito dei maggiori fabbisogni rilevati”.

Resta il fatto che le informazioni disponibili sono quelle elaborate dalla Società  SOSE (Soluzioni per il Sistema Economico), con la collaborazione scientifica dell’IFEL(la Fondazione dell’Anci per la Finanzia e l’Economia Locale), risalgono quasi a 5 anni fa, per cui è stato deciso un aggiornamento sulla base di quanto auto-certificato dai Comuni con l’invio di questionari appositi entro il 1° aprile.

Il Decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216, aveva previsto che fossero calcolati i Fabbisogni Standard relativamente alle seguenti Funzioni fondamentali:
• Funzioni generali di amministrazione, di gestione e
di controllo;
• Funzioni di polizia locale;
• Funzioni di istruzione pubblica;
• Funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti;
• Funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente;
• Funzioni nel settore sociale.

Le Funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente per i Comuni delle Regioni a statuto ordinario, al momento quelli interessati dal calcolo dei Fabbisogni Standard, rappresentano  il 19,1% rispetto alla spesa corrente complessiva delle 6 funzioni fondamentali individuate dal Decreto Legislativo e si compongono di sei differenti servizi:
- Urbanistica e gestione del territorio;
- Edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia economico-popolare;
- Servizio di protezione civile;
- Servizio idrico integrato;
- Servizio smaltimento rifiuti;
- Parchi e servizi per la tutela ambientale del verde, altri servizi relativi al territorio ed all’ambiente.

Il Decreto legislativo, tuttavia, ha escluso dalla disciplina in oggetto i Servizi di Edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia economica-popolare e Servizio idrico integrato.
Nello specifico, il Servizio di urbanistica e gestione del territorio attiene alla pianificazione urbana del territorio comunale, fissa le direttive generali per l'assetto e l'ordinato sviluppo urbanistico della città, detta le prescrizioni ed i vincoli per l'attività urbanistica ed edilizia. L’ufficio comunale cura la gestione e la stesura dei piani attuativi, che possono essere di iniziativa privata e pubblica, di nuova edificazione, di recupero e riqualificazione urbana ed ambientale.

Il Servizio di protezione civile attiene alla tutela dell'integrità della vita, dei beni, e dell'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali o dovute all’azione umana. Il servizio comunale si occupa della previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio, del soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attività necessaria a superare l'emergenza connessa agli eventi calamitosi. Tra le diverse mansioni rientrano inoltre: la stesura e l'attuazione dei piani di protezione civile che interessano il territorio comunale; la promozione ed il coordinamento delle attività di protezione civile a livello locale, le attività di informazione dell'opinione pubblica e di promozione della cultura della protezione civile.

Il Servizio smaltimento rifiuti attiene al complesso delle attività direttamente o indirettamente connesse con la raccolta, la trasformazione, l’allontanamento, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, nonché la gestione dei rifiuti speciali assimilati agli urbani e unitamente a questi avviati allo smaltimento. Il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati è un servizio pubblico regolato e gestito in regime di privativa dai Comuni. A fronte del servizio erogato, l’ente locale identifica le modalità di copertura dei costi e di riscossione, con logiche diverse a seconda del regime di finanziamento.

Il Servizio di tutela ambientale del verde e altri servizi relativi comprendono diverse attività che vanno dalla gestione e manutenzione del verde pubblico alla gestione delle attività in materia di tutela ambientale del territorio.

Relativamente a quest’ultimo servizio, con  Delibera del 23 marzo 2015 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare relativa a “Classificazione più appropriata per la gestione del verde pubblico, nell'alternativa fra servizio pubblico locale e attività strumentale ancillare ad un servizio pubblico”, adottata dal Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico nella seduta del 16 marzo 2015.
Con tale deliberazione si riconosce che il “verde pubblicoè un servizio pubblico locale autonomo e come la sua gestione e manutenzione può essere oggetto di gestione diretta, affidamento in house o con gara, non necessariamente collegata a quella relativa all’igiene urbana, come viene dato per scontato in molti Comuni, senza rappresentare una soluzione obbligatoria.

“Al di là della gestione operativa e perfino delle economie di scala eventualmente realizzabili concentrando l’affidamento di più servizi distinti in capo ad uno stesso gestore - conclude il Comitato - i servizi restano infatti fra loro distinti, sul piano giuridico, sicché gli atti adottati dall’ente locale, così come quelli bilaterali (compresi i contratti di servizio), dovranno avere cura di riferirsi formalmente a tutti i (distinti) servizi affidati”.