Commissione UE: l’inefficienza della Pubblica Amministrazione è il principale ostacolo alla crescita economica

Commissione UE: l’inefficienza della Pubblica Amministrazione è il principale ostacolo alla crescita economica

La Commissione UE avvia un’iniziativa per la riforma della pubblica amministrazione, una delle sue 5 priorità in campo economico degli ultimi 2 anni, constatando come gli ultimi dati indichino che l’efficacia complessiva della “macchina burocratica” è diminuita nel 2012, rispetto all’anno precedente, con l’Italia che ha registrato “prestazioni molto scarse”. Prevista per novembre una misura per valutare l’innovazione negli appalti pubblici.

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La Commissione UE ha organizzato a Bruxelles il 29 ottobre 2013 un importante Convegno ad alto livello dal titolo “The Path to Growth: Achieving Excellence in Business Friendly Public Administration(La strada per la crescita: conseguire l'eccellenza in una pubblica amministrazione favorevole alle imprese).

Nel suo discorso di apertura, il Presidente della Commissione UE, José Manuel Durão Barroso, citando Montesquieu (“Le Leggi inutili indeboliscono quelle necessarie”) ha sottolineato la necessità “di avere una minore regolamentazione in alcune aree, dove pensiamo che il valore aggiunto di una legislazione a livello europeo non compensi le procedure burocratiche e gli oneri amministrativi o aggravi quelle che già ci sono”.

Scopo dell’iniziativa era quello di individuare le principali difficoltà incontrate dalle imprese nel rapporto con le pubbliche amministrazioni, nonché di scambiare idee ed esperienze su come superare tali difficoltà.

Secondo la Commissione UE, in molti Stati membri l'inefficienza della pubblica amministrazione resta uno dei principali ostacoli alla competitività industriale e alla crescita economica, mentre per avere successo, le imprese hanno bisogno di un servizio pubblico efficiente, economicamente vantaggioso e di alta qualità, in cui le decisioni vengano prese senza indebiti ritardi e vi sia certezza e stabilità per quanto riguarda le leggi e la durata delle procedure. Tuttavia, gli ultimi dati indicano che l'efficacia complessiva della pubblica amministrazione nell'UE ha subito un lieve calo nel 2012 rispetto all'anno precedente. 13 Stati membri hanno mantenuto o migliorato la loro posizione rispetto al 2011, mentre altri 15 Stati membri hanno perso posizioni nella graduatoria, con 4 Stati membri (Italia, Grecia, Bulgaria e Romania) che hanno registrato prestazioni molto scarse.

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Efficienza  Amministrativa (fonte:  World Bank - Worldwide Governance Indicators 2011-2012)

La Commissione anche per quest'anno, come negli anni precedenti, ha individuato la modernizzazione della pubblica amministrazione, come una priorità nelle Raccomandazioni specifiche per ogni Paese dell'Unione europea - ha affermato Barroso - Questo vuol dire promuovere misure di efficienza in tutto il settore pubblico, come ad esempio un maggiore utilizzo dei servizi condivisi e soluzioni di information technology o ridurre i ritardi nei pagamenti per forniture”.

Le disparità tra gli Stati membri vanno dai tempi e dai costi necessari per avviare un’impresa, al numero di ore richieste per gli adempimenti relativi alla dichiarazione dei redditi.

Per esempio:

- deve essere possibile avviare un'impresa a costi bassi e in tempi brevi. Il Consiglio "Competitività" di maggio 2011 ha incoraggiato gli Stati membri a garantire la possibilità di avviare un'impresa in 3 giorni con un costo massimo di 100 euro. Benché siano stati compiuti progressi, tale obiettivo non è stato raggiunto. Così in Belgio, Portogallo, Paesi Bassi e Ungheria sono necessari meno di cinque giorni per avviare un'impresa, mentre a Malta, in Polonia, in Spagna e in Austria occorrono più di 20 giorni. In Italia occorrono la metà dei giorni della media europea, ma i costi per avviare un’impresa sono più che tripli della media europea, inferiori solo a quelli della Grecia, tant’è che il Vicepresidente della Commissione UE, Antonio Tajani nel suo discorso ha affermato che “Solo in Italia, il rispetto degli obblighi amministrativi costa alle aziende oltre 26 miliardi di euro. L’eliminazione di metà di tali comporterebbe un ulteriore potenziale di crescita dell’1%”.

- le imprese devono far fronte a procedure amministrative e fiscali complesse che si traducono in tempi lunghi necessari per la compilazione delle dichiarazioni dei redditi. Si va da 60 ore a più di 400 ore in alcuni Paesi. Ad esempio, in Lussemburgo, Irlanda, Estonia e Finlandia servono meno di 100 ore per gli adempimenti relativi alla dichiarazione dei redditi, mentre nella Repubblica ceca e in Bulgaria occorrono più di 400 ore. Nel complesso, l'impresa media UE è occupata per 193 ore all'anno nelle procedure fiscali. In Italia si superano le 250 ore.

- gli appalti pubblici possono contribuire all’innovazione e a una maggiore efficienza nel settore pubblico. Ma le autorità pubbliche rimangono avverse al rischio e non dispongono delle competenze e del sostegno politico per acquistare beni e servizi innovativi. I Paesi a elevato livello di innovazione negli appalti pubblici sono la Danimarca (48% delle imprese), Cipro (45%) e Malta (40%), mentre in Ungheria soltanto il 6% delle imprese vende prodotti o servizi innovativi al settore pubblico. In Italia, secondo i dati desunti da Innobarometer, sono il 33%, contro il 22% della media europea.

Per approfittare di tutte le opportunità offerte dagli appalti pubblici (19% del PIL europeo) per beni e servizi innovativi, Tajani ha annunciato il concorso per il primo “Premio degli appalti pubblici per l'innovazione” e la nuova “Piattaforma online degli appalti per l'innovazione”.

Entro il mese di novembre 2013 il Parlamento europeo dovrebbe approvare formalmente una misura che darà agli Enti pubblici il potere di valutare il contributo di una gara d’appalto per l’innovazione nell’aggiudicazione degli appalti per lavori pubblici, beni e servizi.

L’evento ha costituito anche l’occasione per presentare realizzazioni concrete e le migliori pratiche nelle pubbliche amministrazioni degli Stati membri. Per esempio:

- per sfruttare al meglio i benefici dell’e-government, la Danimarca e il Regno Unito hanno adottato misure volte a fare della modalità online di erogazione di determinati servizi la procedura standard;

- per incrementare la prevedibilità e la certezza del diritto, Paesi Bassi, Slovacchia, Svezia e Regno Unito hanno attuato un sistema in base al quale tutte le modifiche normative entrano in vigore in un numero limitato di date prestabilite ogni anno;

- per ridurre il numero di nuove normative per le imprese, il Governo del Regno Unito applica da gennaio 2013 la regola "una dentro, due fuori" (one-in, two-out): per ogni nuova normativa che impone un nuovo onere quantificabile a carico delle imprese, una normativa esistente va abrogata o modificata per un risparmio pari al doppio del nuovo onere;

- nel 2012, la Spagna ha avviato un regime di concessione "accelerata" delle licenze per i punti vendita al dettaglio, consentendo ad esercizi al minuto di una superficie fino a 300 m² di iniziare l'attività senza un’autorizzazione locale e limitando gli obblighi delle imprese semplicemente a fornire all’amministrazione una dichiarazione di conformità alla legislazione e alle prescrizioni applicabili; 

- per rispondere alla preoccupazione del 74 % degli europei che ritiene che l’UE generi troppa burocrazia, la Commissione ha compiuto uno sforzo concertato negli ultimi anni per semplificare la legislazione e ridurre gli oneri normativi, come avvenuto, ad esempio, nella Comunicazione del 2 ottobre 2013 sul Programma di controllo e adeguatezza della regolamentazione (REFIT -  Regulatory Fitness and Performance Programme), che traduce l’impegno della Commissione a realizzare un quadro normativo semplice, chiaro, stabile e prevedibile per le imprese, i lavoratori e i cittadini, che andrà a vantaggio sia dei cittadini che delle imprese, purché anche le altre istituzioni e gli Stati membri mostrino un uguale livello di ambizione.

Con REFIT, la Commissione ha intrapreso la più vasta operazione mai compiuta finora per rendere la legislazione dell’UE più snella e più semplice – ha concluso Barroso - La nostra ferma applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità non metterà in discussione gli importanti benefici, per i cittadini e per le imprese, della regolamentazione dell’UE, in particolare le norme che costituiscono il fondamento del mercato unico. L’odierno pacchetto REFIT fornisce una prospettiva pragmatica sul futuro della regolamentazione in Europa, proprio pochi mesi prima delle elezioni europee del maggio 2014”.

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