Commissione UE: fermare il degrado del suolo

Commissione UE: fermare il degrado del suolo

Degrado dei suoli, insicurezza alimentare, povertà e migrazioni si rafforzano a vicenda

degrado del suolo

“All natural resources… are soil or derivates of soil. Farms, ranges, crops, and livestock, forests, irrigation water and even water power resolve themselves into questions of soil. Soil is thefore the basic natural resource” (Aldo Leopold, “Erosion and Prosperity” - 1924) 


La citazione è posta in epigrafe alla relazione scientifica “The State of the Soil in Europe”, pubblicata dal Centro Comune di Ricerca (Joint Research Centre), a supporto della Strategia tematica sul suolo della Commissione UE e della proposta di Direttiva Quadro per la Protezione del Suolo.
Leopold è considerato uno dei padri dell’ambientalismo scientifico, propugnatore di un’Etica della terra (Tutte le etiche si fondano su un tipo di premessa: l’individuo è un membro di una comunità costituita da parti interdipendenti.
L’etica della terra semplicemente dilata i confini della comunità per includere il suolo, le acque, le piante e gli animali: la Terra).


Ci siamo più volte occupati (per ultimo, “Commissione Ambiente: molti gli argomenti trattati, ma numerosi i dissensi manifestati”, in Regioni&Ambiente, n. 4, aprile 2010, pag. 18 e segg.) di tale Direttiva quadro che affronta la questione della tutela del suolo e che, mirando a garantire la sua produttività, specialmente quella alimentare, limita i rischi per la salute umana e l’ambiente, offre opportunità di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e promuove le opportunità commerciali per la bonifica dei suoli.

Nonostante sia stata adottata nel 2006, tale Direttiva è ancora in fase di discussione sia nel Consiglio che nel Parlamento europeo per l’opposizione di alcuni Paesi membri (Germania, Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Austria e Malta) che si dichiarano contrari ad una legislazione in proposito sulla base del principio di sussidiarietà e per i costi eccessivi che ne deriverebbero.

Ora la Commissione UE, adottando il 13 febbraio 2012 la Relazione sull’“Attuazione della Strategia tematica per la protezione del suolo e attività in corso” vuole sollecitare Parlamento europeo, Consiglio, Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni a trasmettere i propri pareri in merito alla relazione stessa, al fine di accelerare il processo legislativo.

“Queste relazioni evidenziano quanto sia importante preservare i suoli europei per salvaguardare l’approvvigionamento di prodotti alimentari di qualità, di acque sotterranee pulite e di luoghi di svago salubri, assicurando nello stesso tempo una riduzione delle emissioni di gas serra - ha dichiarato il Commissario UE per l’Ambiente, Janez Potočnik - Dobbiamo utilizzare le risorse provenienti dal suolo in modo più sostenibile. A tal fine, un approccio comune in tutta l’UE sarebbe la soluzione ideale. La Commissione ha presentato proposte legislative in materia e mi auguro che le nostre nuove relazioni permetteranno al Consiglio e al Parlamento europeo di passare alla fase operativa.”

Le due relazioni sottolineano la necessità di intervenire prontamente per evitare un ulteriore degrado del suolo nell’Unione europea, dove impermeabilizzazione, erosione e acidificazione sono aumentate nell’ultimo decennio, ed è probabile che questa tendenza perduri se non si affrontano i problemi legati all’incremento dell’utilizzo dei suoli, all’uso inefficiente delle risorse naturali e alla preservazione della materia organica nel suolo.
Secondo la relazione, cinque anni dopo l’adozione della Strategia tematica per la protezione del suolo, non sono ancora state predisposte la sorveglianza e la tutela sistematiche della qualità del suolo in Europa.
Ciò significa che le azioni in corso non sono sufficienti a garantire un adeguato livello di protezione per tutti i suoli in Europa.

Tra il 1990 e il 2006 almeno 275 ettari di suolo europeo al giorno sono andati persi definitivamente a causa dell’impermeabilizzazione del suolo - la copertura dei terreni fertili con materiale impermeabile - pari a 1.000 km²/anno, o un’area equivalente alla superficie di Cipro ogni dieci anni. Si stima che l’erosione del suolo causata dall’acqua interessi 1,3 milioni di km² in Europa, una superficie equivalente a 2,5 volte la Francia. Si tratta di una cifra tutt’altro che insignificante, visto lo stabilizzarsi dell’aumento della produttività agricola già percepito e il fatto che, per compensare la perdita di un ettaro di terreno fertile in Europa, sarebbe necessario mettere in uso un’area fino a dieci volte maggiore in un’altra parte del pianeta.

Il modello di erosione del suolo per azione dell’acqua, contenuto nella relazione del JRC, stima che la superficie colpita nell’UE-27 è pari a 1,3 milioni di km² e che circa il 20% di queste aree subisce una perdita di suolo superiore a 10 t/ha/anno. L’erosione non è un grave problema solo dal punto di vista delle funzioni del suolo, ma ha ripercussioni anche sulla qualità delle acque dolci, poiché trasferisce nutrienti e pesticidi ai corpi idrici. Per fare un esempio, le perdite agricole di fosforo superano 0,1 kg/ha/anno in molte parti d’Europa, ma in alcuni punti critici superano 1,0 kg/ha/anno. Contrastare l’erosione sarebbe quindi fondamentale anche per raggiungere gli obiettivi dell’UE in materia di acque.

Il deposito di inquinanti atmosferici acidificanti (come ammoniaca, anidride solforosa e ossidi di azoto) contribuisce all’acidificazione che abbassa il pH del suolo modificando l’ecosistema, mobilizzando metalli pesanti e riducendo i raccolti. Mentre i modelli di deposizione atmosferica prevedono un miglioramento significativo nel periodo 1990-2010, almeno un quarto dei campioni misurati delle aree per il monitoraggio dei soprassuoli forestali indicava che i livelli critici di sostanze acidificanti erano già stati nettamente superati.

Sebbene non sia ancora stata condotta, a livello europeo, una valutazione scientificamente fondata, sulla desertificazione, forma estrema di degradazione che causa gravi danni a tutte le funzioni del suolo, la Commissione afferma che l’evoluzione negativa della capacità produttiva è un fattore che certamente contribuisce al fenomeno.

La crescita della popolazione mondiale, l’aumento del consumo di carne e latticini nelle economie emergenti e il crescente ricorso alle biomasse a fini energetici e altri fini industriali causeranno un maggiore sfruttamento dei terreni e una potenziale degradazione dei suoli a livello mondiale.
Allo stesso tempo, i fenomeni atmosferici legati ai cambiamenti climatici, alla desertificazione e all’occupazione di terreni a fini urbanistici e per la costruzione di infrastrutture tenderanno ad accentuare questa tendenza.
Si tratta di fattori importanti per l’Europa perché la competizione per i terreni e le risorse idriche pone gravi rischi in termini di squilibri geopolitici. Inoltre, la degradazione dei terreni causa una diminuzione globale della quantità di terreni multifunzionali.
L’UE dipenderà così, e ancor di più in futuro, dalle proprie risorse limitate di terreni (che comprendono alcuni tra i suoli più fertili del Pianeta) e dal loro uso sostenibile.

Nella relazione si sottolinea, infine, che l’agricoltura dipende in larga misura dalla fertilità del suolo e dalla disponibilità di nutrienti. Negli ultimi trent’anni il settore agricolo ha impiegato annualmente 20-30 milioni di tonnellate di fosforo, proveniente per la maggior parte da Paesi terzi, quantunque nell’UE ogni anno si producano grandi quantità di letame, rifiuti biologici e fanghi di depurazione che vengono scartate, pur contenendo nutrienti e materia organica. Di qui, la necessità di mettere a punto metodi adeguati di raccolta, trattamento e uso di questi rifiuti e residui, sempre nell’ottica della Road per un uso efficiente delle risorse in Europa.

La Commissione proporrà, inoltre, di contabilizzare le emissioni legate all’utilizzo dei suoli, ai loro cambiamenti d’uso e alla silvicoltura (LULUCF), secondo i limiti previsti dalla Durban Platform, definita nell’ultima Conferenza sui cambiamenti climatici.

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