Crescita della siccità e riduzione della risorsa impongono risposte adeguate

rapporto risparmio idrico

La Commissione UE-Direzione Generale Ambiente ha pubblicato il 12 gennaio 2012 un Rapporto sulle potenzialità di risparmio idrico in agricoltura, commissionato alla Società di consulenza francese Bio Intelligence Service che l’ha condotto in collaborazione con le inglesi Cranfield University Management School e RPA (Risk & Policy Analysts Limited). 

Già in passato, la preoccupazione per la scarsità d’acqua e la crescita dei fenomeni siccitosi aveva indotto la Commissione ad una valutazione approfondita della situazione in tutta l’Unione, che aveva approdato ad un Rapporto del 2007 sulle “Potenzialità di risparmio idrico in Europa” al fine di offrire strumenti pratici per lo sviluppo di una Strategia UE per il risparmio di questa fondamentale risorsa. Da tale studio era emerso che il prelievo totale annuo di acqua dell’UE-27 è stimato in 247.000 milioni di m3. Di questi, il 44% viene utilizzato dal settore energetico; il 24% dall’agricoltura; il 17% dall’approvvigionamento idrico pubblico; il 15% dall’industria.

Ora, il report “Water saving potential in agriculture in Europe: findings from the existing studies and application to case studies” concentra la sua analisi sul consumo di acqua in agricoltura, essenzialmente sull’irrigazione che un Rapporto (2009) dell’Agenzia Europea dell’Ambiente aveva individuato essere la pratica più dissipatrice di questa risorsa naturale in Europa, perchè per lo più non ritorna nei corpi idrici.
Dallo studio emerge che la gran parte di eventi siccitosi e di scarsità della risorsa avviene nell’Europa mediterranea, ma che il fenomeno si sta estendendo ad altri bacini, tra cui quelli della Gran Bretagna, e formula indicazioni sulla base di studi approfonditi per identificare le modalità per mezzo delle quali l’agricoltura può ridurre il suo consumo di acqua.

Tre tipi di risposte sono state indicate per limitare la pressione sulle fonti superficiali e sotterranee:
- le pratiche innovative e tecnologiche per ridurre i consumi agricoli di questa risorsa;
- l’utilizzo di acqua da altre fonti (riuso, stoccaggio e raccolta);
- le risposte socio-economiche (politiche, prezzi, aumento della consapevolezza dei cittadini e degli agricoltori, ecc.).

Pratiche tecnologiche e gestionali per ridurre le perdite
Una delle strategie per migliorare la gestione sostenibile delle risorse di acqua è la riduzione delle perdite (per esempio, le perdite dai serbatoi e nel trasporto, da traspirazione, evaporazione, deflusso, drenaggio).
Sono state analizzate 9 soluzioni per minimizzare queste perdite: miglioramento dei sistemi di irrigazione; strategie per la riduzione dell’irrigazione; riduzione dell’evaporazione nei serbatoii, diminuzione dell’evaporazione dal suolo, programmazione dell’irrigazione, riduzione dei deflussi, gestione delle acque di superficie, cambiamento del periodo di semina e selezione dei terreni.

Alcune soluzioni individuate nei casi studio hanno fornito ulteriori informazioni su come sono state implementate in certi Stati membri: a Cipro, sono stati istallati sistemi efficienti di irrigazione; mentre in Francia (Adour - Garonne ), i modelli di coltivazione stanno cambiando a causa della ridotta disponibilità di risorse idriche ed è stata posta in essere una pianificazione irrigua che indica agli agricoltori quando e quanto irrigare. In Italia (Po) è in atto una pianificazione, anche attraverso una piattaforma internet e si sta utilizzando il telerilevamento per fornire informazioni sulla gestione dell’acqua in agricoltura.
Le iniziative hanno dimostrato cosa significa risparmiare acqua, attraverso azioni preventive (consigli o raccomandazioni) o azioni reattive (modifica dei modelli di coltivazione).

Usare l’acqua da altre fonti (riuso, deposito, di raccolta)
L’utilizzo di acqua da altre fonti, non strettamente dal risparmio, riduce la pressione sui corpi idrici, limitando l’estrazione in tempi e luoghi dove non è un problema o riutilizzando le acque, come evidenziato nei casi studio condotti a Cipro.
Nel Regno Unito (Anglian), è stato analizzato il caso studio sull’uso di serbatoi di deposito invernali, installati dalle aziende agricole, dove l’acqua estratta in inverno viene stoccata per essere usata in estate. Il riuso dell’acqua risulta essere efficiente a Cipro in quanto permette di utilizzare le acque reflue in modo vantaggioso e fornisce con certezza acqua agli agricoltori, applicando regole rigide per gli usi che possono essere fatti da acqua recuperata, a seconda del processo. E’ dimostrato che l’uso di riserve idriche invernali offre numerosi vantaggi, il più importante dei quali è la sicurezza della fornitura, poiché i serbatoi sono costosi e possono sorgere problemi di pianificazione un’opzione sempre più considerata è la loro condivisione.

Strategie socio-economiche (politiche, prezzi, consapevolezza, ecc.)
Altre strategie comprendono la regolamentazione, il monitoraggio, i prezzi, la pressione dei consumatori, la sensibilizzazione e la selezione delle colture. Queste strategie possono essere utilizzate per incoraggiare la diffusione delle tecnologie, una migliore gestione o l’utilizzo di fonti idriche alternative (ad esempio, consigli su tecniche efficienti, sussidi per il riutilizzo delle acque). Come casi studio, sono stati esaminate la regolamentazione francese sulle limitazioni degli usi d’acqua, le politiche di assegnazione delle acque a Cipro e un esempio di organizzazione attuata dagli agricoltori sui turni d’uso (chi preleva acqua e il momento in cui il prelievo è facilitato). Queste iniziative offrono buoni risultati, in relazione alla limitazione d’uso dell’acqua, alla sua trasparente assegnazione agli utenti concorrenti e ad alleggerirne il prelievo per limitare gli impatti.

Risultati e raccomandazioni
Dal momento che l’uso dell’acqua da parte dell’agricoltura, in particolare dall’irrigazione nei Paesi membri del Sud Europa, si deve considerare una serie di questioni quando si cerca di trovare soluzioni. Ad esempio, non è facilmente definibile l’acqua “persa. Riducendo le perdite in agricoltura si può ridurre l’acqua disponibile in altre parti del bacino, in quanto tali perdite possono essere utili per gli ecosistemi o per rifornire alcuni corpi idrici, anche se tale situazione deve essere valutata caso per caso. Un altro problema è il fatto che l’aumento dell’efficienza negli usi dell’acqua non comporta necessariamente una minor pressione sui corpi idrici. L’acqua risparmiata può essere utilizzata per altri scopi, sia in agricoltura con l’aumento dei capi irrigati, sia per altri usi antropici. Infine, l’acqua è un fattore limitativo in molti Stati membri meridionali, e la resa e/o i parametri di qualità vengono impostati mediante contratti e/o tramite la richiesta di prodotti agricoli da parte di un pubblico più ampio.

E’ necessario garantire che l’acqua risparmiata si traduca in una gestione sostenibile delle quantità d’acqua, per esempio “riducendo la pressione dell’agricoltura sui corpi idrici”.
Diverso, infatti, è il livello su cui possono essere prese decisioni e delle conoscenze disponibili. Mentre gli agricoltori possono risparmiare acqua, la sua gestione sostenibile richiede la comprensione delle esigenze degli agricoltori dell’intero bacino fluviale e degli altri utenti, per assegnare e utilizzare in modo adeguato l’acqua.

Diverse misure possono essere utilizzate per garantire che tutto ciò sia conseguito, ma devono essere adattate al contesto locale. La misurazione e controllo sono necessari per capire meglio quanta acqua viene utilizzata, dove e quando, e per fornire i mezzi per assegnare in modo equo l’acqua. Regolamentazione e corretta determinazione dei prezzi possono essere utilizzate per riflettere il reale valore dell’acqua. Entrambi lasciano agli agricoltori la scelta di quale strategia seguire. Modificare i modelli colturali è una risposta che permette l’adattamento ai cambiamenti previsti, ma richiede soluzioni economiche che non possono essere facilmente influenzate dalle politiche dell’UE. L’aumento di consulenza e pianificazione è considerato importante in molti casi, e necessario per garantire che adeguate soluzioni tecnologiche e di gestione possano essere implementate dagli agricoltori. Alcune di queste tecniche e pratiche sono analizzate nello studio, La gestione delle acque, attraverso la promozione di un’organizzazione collettiva, contribuisce a favorire la sensibilità e la responsabilità comuni. Infine, e in fondo alla gerarchia dell’acqua, possono essere usate fonti alternative come le acque reflue (corrispondenti ad un obiettivo relativamente alto della gerarchia degli sprechi).

In conclusione, una gestione adeguata e livelli di conoscenza sono fondamentali per garantire che il risparmio idrico porti vantaggi per ridurre la pressione sui corpi idrici, in modo che la gestione sostenibile delle quantità di acqua possa essere raggiunta in tutti i bacini idrografici della UE. Si richiede, inoltre, che tutti i livelli di governance siano coinvolti, da quelli che determinano l’irrigazione, attraverso la catena di approvvigionamento, fino ai consumatori. Consigli, incentivi o alternative economiche influenzeranno le scelte degli agricoltori, determinando risparmi d’acqua. Per trovare soluzioni adeguate, si deve considerare l’intero ecosistema, per tenere conto di tutti i problemi correlati all’acqua, compresie quelle ambientali, e garantire che siano tutte soddisfatte nel modo più efficiente possibile.