Diffuso il testo del Decreto Interministeriale sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN). Nonostante alcune correzioni al testo posto a Consultazione, rimane la “filosofia” sottesa al documento del Governo.

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“Io e Corrado Passera abbiamo firmato il decreto interministeriale che chiude la procedura di stesura e consultazione pubblica della Strategia”.

Così il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Corrado Clini aveva annunciato l’8 marzo, nel corso della presentazione del Rapporto Ambientale dell’OCSE sull’Italia, la firma, assieme a quella del Ministro dello Sviluppo Economico, del Decreto Interministeriale sulla Strategia Energetica Nazionale.

Alla notizia si erano subito avute reazioni, in particolare quelle delle Associazioni ambientaliste Greenpeace, WWF e Legambiente che in un Comunicato congiunto nello stesso giorno accusavano il Governo di “una sorta di colpo di mano”, perché si tratterebbe di un “atto illegittimo, adottato da un governo in carica solo per gli affari correnti, su una materia di programmazione strategica che tutto rappresenta fuorché ordinaria amministrazione”.

Inoltre, secondo le Associazioni “il testo che il Ministro dell'Ambiente e quello dello Sviluppo Economico promuovono è peraltro un mistero, dal momento che dopo un processo di consultazione su una prima bozza, processo al quale hanno partecipato anche le associazioni ambientaliste, rilevando numerose debolezze, nessuno ha potuto leggere la versione definitiva che ora sarebbe stata approvata”.

Nonostante il Ministro Clini abbia affermato che il Decreto “accompagna un documento di programmazione che chiaramente il prossimo Parlamento potrà prendere per dargli indirizzi diversi, potrà modificarlo. Questo è il documento di questo governo ed era sua responsabilità chiuderlo”, la formula scelta di un decreto costituisce un retaggio, se non vincolante, ingombrante per il nuovo Parlamento e prossimo Governo.

Tant’è che pure il Coordinamento Associazioni Fonti Rinnovabili e Efficienza Energetica (FREE) è intervenuto, giudicando il Decreto un “atto ingiustificato non solo per i suoi contenuti ma anche per la forma […] addirittura privo di una formale approvazione da parte del Consiglio dei Ministri”, fa appello “alla sensibilità istituzionale del Presidente della Repubblica, affinché intervenga per porre rimedio a questa incresciosa situazione”.

Senza dare spazio ai vari commenti, uno in particolare vogliamo riportare, quello de giornalista e scrittore Andrea Fontana che ha ricordato un altro “colpo di coda” di Governo in carica per l’ordinaria amministrazione (il settimo Governo Andreotti) che nel 1992 “fece passare grazie al Comitato Interministeriale Prezzi il famoso CIP 6, il provvedimento attraverso il quale invece di finanziare la ricerca sulle fonti rinnovabili si sono elargiti miliardi a favore di petrolieri e inceneritori”.

Ora, l’ “arcano” è svelato perché il Decreto è stato diffuso ieri on-line e con un comunicato congiunto i Ministri Passera e Clini dichiarano che “La Strategia Energetica Nazionale è il frutto di un ampio processo di consultazione pubblica, avviata a metà ottobre con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del documento di proposta e proseguita con il confronto fino a dicembre di tutte le istituzioni rilevanti (Parlamento, Autorità per l’Energia e Antitrust, Conferenza Unificata, Cnel, Commissione Europea) e di oltre 100 tra associazioni di categoria, parti sociali e sindacali, associazioni ambientaliste e di consumatori, enti di ricerca e centri studi. Sono stati inoltre ricevuti oltre 800 suggerimenti e contributi da cittadini e singole aziende attraverso la consultazione pubblica che si è svolta on-line sul sito web del Ministero dello Sviluppo economico”.

Rispetto al documento posto in consultazione ad ottobre, sono stati recepiti, affermano i Ministri, numerosi contributi. Tra i più rilevanti, vengono menzionati:

- una maggiore esplicitazione delle strategie di lunghissimo periodo (fino al 2050), in coerenza con la Roadmap di decarbonizzazione europea, e delle scelte di fondo per la Ricerca e Sviluppo;

- una quantificazione dei costi e benefici economici della strategia per il Sistema, in particolare per i settori elettrico e gas;

- una definizione più precisa delle infrastrutture strategiche gas, con particolare riferimento al dimensionamento di nuovi impianti di stoccaggio e di rigassificazione, con garanzia di copertura costi in tariffa, necessari per garantire l’allineamento strutturale dei prezzi gas a quelli UE e a fare fronte alle accresciute esigenze di sicurezza delle forniture (in uno scenario geopolitico sempre più complesso);

- una più precisa descrizione delle misure di accompagnamento alla cosiddetta grid parity delle Rinnovabili elettriche (segnatamente del fotovoltaico), una volta terminato il sistema incentivante attuale;

- una migliore definizione degli strumenti previsti per accelerare i miglioramenti nel campo dell’efficienza energetica (es. certificati bianchi, PA, standard obbligatori, certificazione);

- una più chiara definizione dei possibili miglioramenti della governance del settore.

Resta il fatto che si conferma la volontà di dare l’avvio alle trivellazioni per petrolio e gas in tutta la penisola e in mare (il 13 marzo la Conferenza delle Regioni ha fatto intendere che vuole il ripristino delle distanze minime dalle coste di 12 miglia per le trivellazioni off-shore), di mantenere la validità delle concessioni già date (e sono tante) e di non scegliere in modo inequivocabile un modello basato su rinnovabili ed efficienza energetica.

E se tutto questo fosse in realtà un vero e proprio “colpo maestro”, messo a segno alfine da un Governo che ha fatto quel che i Partiti non hanno avuto il coraggio di fare, salvo poi smentirne la paternità?

La risposta ce la darà il nuovo Parlamento che si sta insediando!

Approfondimenti sull’ aggiornamento della SEN avvenuta con il Decreto interministeriale sul numero 3-4 , marzo-aprile 2013 di Regioni&Ambiente.