Il Consorzio Nazionale di Raccolta e Riciclo è impegnato in una campagna di sensibilizzazione per il rispetto dell’ambiente marino.

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"Rotte del Mediterraneo", il Format televisivo trasmesso dal canale Marco Polo giunto quest'anno alla sua terza edizione, presenterà all'edizione 2014 BIG BLU un'iniziativa ecologica volta alla salvaguardia dell'ambiente marino, denominata "COBAT e il Mare" che interesserà porti e fari italiani, con l'obiettivo di sensibilizzare i telespettatori sulle problematiche connesse all'inquinamento marino e al recupero di materiali inquinanti a fine vita in collaborazione con le prestigiose facoltà di Biologia Marina di Genova e di Barcellona.

Il COBAT, Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, rappresenta da 25 anni un sistema di raccolta, trattamento e riciclo di rifiuti di pile e accumulatori. In seguito alla trasformazione dello scenario legislativo, il COBAT ha esteso la propria attività anche ad altre tipologie di rifiuti, come i RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), gli pneumatici fuori uso ed i moduli fotovoltaici giunti a fine vita.
"COBAT e il Mare" è una iniziativa pensata dal COBAT finalizzata alla difesa del delicatissimo ecosistema marino che si articola su molteplici livelli: sensibilizzazione e diffusione dei valori di rispetto dell'ambiente marino, raccolta e riciclo dei prodotti a fine vita che degradano e inquinano i nostri fondali marini e utilizzo di fonti rinnovabili per una maggiore efficienza energetica nei porti.
Abbiamo intervistato il suo Presidente, Giancarlo Morandi, per conoscere più da vicino questa realtà consortile.

Presidente, può presentarci brevemente la realtà del COBAT, la sua mission ed i suoi obiettivi?
Il COBAT è un consorzio che raggruppa produttori, raccoglitori, installatori e riciclatori di vari tipi di materiale in tutto il territorio nazionale. Il riciclo e la raccolta di batterie sono state la nostra mission iniziale, ma col tempo ci siamo specializzati anche nella raccolta di accumulatori al piombo, di apparecchiature elettriche ed elettroniche, di moduli fotovoltaici a fine vita ed in fine anche degli pneumatici

Da rifiuti di pile ed accumulatori ad un più vasto target che comprende PFU, RAEE e moduli fotovoltaici esausti, come ha approcciato il COBAT la diversificazione dei servizi, la formazione interna e l’adeguamento tecnologico delle aziende associate?
Per quasi venti anni la nostra presenza nel settore delle batterie al piombo ci ha insegnato molto, in generale sulle problematiche della raccolta dei prodotti sia professionali sia domestici, ed abbiamo messo al servizio di questi nuovi segmenti di mercato la nostra esperienza che ci ha permesso di cominciare fin da subito la raccolta dei nuovi prodotti, senza la necessità di una formazione specifica.
Grazie alla solida base di conoscenze acquisite nei vent’anni precedenti abbiamo potuto formare immediatamente sia i nostri addetti che le aziende esterne che collaborano con noi, circa una settantina, che per noi svolgono il lavoro di raccolta su tutto il territorio nazionale.

Quali sono le problematiche maggiori che il Consorzio si è trovato ad affrontare sin dalla sua istituzione?
Nel settore ambientale le difficoltà vanno superate con una forte comunicazione, perché derivano da comportamenti scorretti e vanno quindi inquadrate sotto un profilo sociale. Se, invece, i consumatori e i cittadini sono informati sulla pericolosità di alcuni loro gesti, in genere si ha subito un riscontro positivo. Purtroppo resta sempre una piccola parte di consumatori che non si adegua, come avviene per ogni settore o per ogni novità o cambiamento.

In relazione a questa comunicazione che iniziative ha fatto il COBAT per raggiungere tutti i soggetti interessati?
Abbiamo accompagnato la nostra attività con una informazione a tutti i cittadini tenendo presente che la comunicazione e l’informazione sono importanti se segue una immediata risposta organizzativa ed operativa. Si devono creare i supporti organizzativi affinché la comunicazione abbia subito un riscontro positivo.
Ad esempio, per una campagna di sensibilizzazione per la raccolta di pile esauste, sono necessari i cassonetti per tale raccolta in loco e già attivi, altrimenti il messaggio diviene addirittura negativo.
Noi da questo punto di vista abbiamo sempre avuto molto successo.
L’esperienza che avevamo acquisito con la raccolta delle batterie al piombo ci ha fornito una conoscenza spendibile in tutti i settori della raccolta differenziata dei rifiuti.

Nella filiera della gestione dei rifiuti, tanto più quelli pericolosi, la questione della tracciabilità è fondamentale per conseguire la correttezza dei risultati. Quali azioni ha posto in essere il COBAT per monitorare i flussi di materiali di sua competenza?
Finché siamo stati l’unico consorzio in Italia attivo per la raccolta delle batterie al piombo, sapevamo immediatamente dove fossero i nostri rifiuti. Grazie al monitoraggio dei prodotti con la geo-referenzialità dei rifiuti, riusciamo ad avere una tracciabilità completa ed immediata. È questo che ci rende diversi dagli altri consorzi.

Qual è, dal suo punto di vista, il futuro del Consorzio? Quali sono i progetti in programma per i prossimi anni?
Per le batterie al piombo abbiamo ampiamente raggiunto gli obiettivi prefissati. Per le apparecchiature elettriche ed elettroniche, invece, siamo ancora lontani dagli obiettivi europei. In questo senso metteremo a disposizione la nostra esperienza per aumentare i volumi di raccolta e raggiungere i target europei.