Pubblicati sul numero di febbraio di Nature Climate Change i risultati del Progetto ADVANCE finanziato dal FP7 dell'UE e al quale i ricercatori italiani di vari Fondazioni, Istituti e Università hanno dato un contributo rilevante.

"Le variazioni delle emissioni di CO2, nel lungo termine, dipendono essenzialmente dai livelli futuri di reddito ed efficienza energetica". È questa la conclusione che emerge dallo studio "Sensitivity of projected long-term CO2 emissions across the Shared and Socioeconomic Pathways" pubblicato sul numero di febbraio (Vol. 7 - n. 2) di Nature Climate Change e condotto da un team di ricercatori di vari istituti e università d'Europa, tra cui quelli della Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM), Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), Politecnico di Milano, Università Bocconi, sulla base di diversi percorsi socio-economici (Shared Socio-Economic Pathways - SSPs), definiti dalla comunità scientifica internazionale.

Lo Studio riporta i risultati del progetto ADVANCE "Advanced Model Development and Validation for the Improved Analysis of Costs and Impacts of Mitigation Policies", finanziato dal Settimo programma quadro FP7 della Comunità europea per la Ricerca e l'Innovazione tecnologica, che è terminato nello scorso dicembre.

Le emissioni di CO2 prodotte dalla combustione di energia sono il motivo principale dei cambiamenti climatici indotti dall'uomo, e sono state in crescita nel corso degli ultimi decenni. Per capire dove stiamo andando, è quindi indispensabile comprendere meglio come nel lungo termine tali emissioni dipendano dall'evoluzione delle diverse forze demografiche, economiche e tecnologiche che caratterizzeranno la nostra società.

"I risultati indicano chiaramente reddito ed efficienza energetica come i fattori chiave delle emissioni del futuro - ha spiegato Giacomo Marangoni, ricercatore CMCC e principale dello studio - Variazioni della popolazione mondiale sembrano invece meno determinanti. Combustibili fossili e tecnologie a basso contenuto di emissioni si collocano in una posizione intermedia. Questi risultati restano confermati anche utilizzando diversi modelli, per diversi orizzonti temporali, o in presenza di politiche per il clima. I diversi fattori interagiscono fra loro: per esempio un mondo più ricco porterà a un aumento più contenuto delle emissioni, se più sostenibile, e viceversa. Trascurare queste interrelazioni potrebbe portare a delle valutazioni inesatte e a classifiche imprecise".

Incrociando 6 diversi modelli di energia-economia-clima di altrettanti istituti di ricerca europei, lo studio ha ricondotto i livelli futuri di emissioni di CO2 ai suoi principali fattori: popolazione, reddito, intensità energetica, disponibilità di risorse fossili e di tecnologie energetiche a basse emissioni.

I fattori sono stati presi in considerazione singolarmente, quindi si è andati anche a valutare come interagiscono fra loro. Lo studio ha confrontato 3 possibili mondi futuri: uno sostenibile; uno più oneroso per l'ambiente e più impegnativo per affrontare i cambiamenti climatici; uno intermedio fra i due.
Questi scenari rappresentano delle assunzioni di riferimento per esplorare le crescenti sfide di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

"La crescita economica è una priorità della politica ed è necessaria, soprattutto nelle economie emergenti e in via di sviluppo - ha commentato il co-autore dello studio Massimo Tavoni, coordinatore alla FEEM e docente al Politecnico di Milano - Ma ci sono politiche che possono rendere questo obiettivo compatibile con livelli più bassi di emissioni: promuovere l'efficienza energetica e disincentivare l'uso dei combustibili fossili, in particolar modo il carbone, sono due delle priorità più importanti da realizzare. L'alternativa, gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, sarebbe di gran lunga peggiore".

Lo studio, quindi, può aiutare ad individuare le priorità di quel settore della ricerca dedicato alle politiche climatiche, spostando parte dell'attenzione dal tradizionale settore della produzione e fornitura di energia, ai temi dell'efficienza energetica e del benessere economico.