Clima: il testo dell’Accordo c’è, ma deve essere sfoltito

Clima: il testo dell’Accordo c’è, ma deve essere sfoltito

A Ginevra durante i Climate Change Talks si è assistito per la prima volta ad un clima costruttivo, ma il percorso da compiere per giungere a Parigi con un testo definitivo e snello è ancora lungo e ricco di insidie.

paris accordo unfccc

Ora, c’è un testo base negoziale di per l’Accordo sul Clima da discutersi alla Conferenza UNFCCC (COP21) di Parigi (30 novembre - 10 dicembre 2015), anche se contiene opzioni contraddittorie e tra loro distanti.

Nel corso dei Climate Change Talks di Ginevra (8-13 febbraio 2015) i rappresentanti di 194 Paesi hanno raggiunto un’intesa sul testo negoziale, come stabilito in dicembre 2014 alla Conferenza di Lima, per l’Accordo sul Clima da discutersi alla Conferenza UNFCCC (COP21) di Parigi (30 novembre - 10 dicembre 2015), in vigore, però, dal 2020.
Sono estremamente soddisfatta per lo spirito costruttivo e la velocità con cui i negoziatori hanno lavorato nel corso della settimana - ha dichiarato la Segretaria esecutiva UNFCCC Christiana Figueres nella Conferenza stampa finale - Ora abbiamo un testo negoziale ufficiale che contiene i punti di vista e le preoccupazioni di tutti i Paesi. Il progetto di Lima è stato trasformato in testo negoziale e gode della piena condivisione di tutti i Paesi".

Il testo negoziato riguarda il contenuto sostanziale del nuovo Accordo, prevedendo le questioni relative la mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, il finanziamento, il trasferimento delle tecnologie e il rafforzamento delle capacità nei Paesi emergenti e in via di sviluppo. Tutti hanno lavorato intensamente per individuare le principali opzioni, esprimendo le proprie opinioni e aggiungendo le proprie osservazioni, al fine di rendere il testo più condiviso possibile.
"Il testo è stato realizzato in piena trasparenza - ha aggiunto la Figueres - Ciò significa che, anche se è diventato più ampio, i Paesi sono ormai pienamente consapevoli delle reciproche posizioni".

Il testo verrà tradotto nelle lingue ufficiali dell’ONU e sarà successivamente inviato dalla Segreteria UNFCCC a tutti i Governi entro marzo, soddisfacendo “il calendario internazionale concordato per avvertire le capitali che a Parigi potrebbe essere adottato uno strumento giuridico, aprendo a questa possibilità senza essere definitivo, perché la natura giuridica dell’accordo verrà chiarita solo più tardi nel corso dell’anno”.

Il passo successivo per i negoziatori sarà quello di restringere le opzioni in esso contenute e raggiungere il consenso sul testo, che avverrà con ulteriori lavori che avranno luogo a Bonn: Climate Change Talks (1°-11 giugno 2015) e altre due sessioni formali (ADP 3: 31 agosto - 4 settembre 2015; ADP 4: 19 - 23 ottobre 2015).
Inoltre, le riunioni a livello ministeriale nel corso dell'anno comprenderanno i cambiamenti climatici nelle loro agende e contribuiranno alla convergenza sulle scelte politiche fondamentali.
Tra questi appuntamenti internazionali ci sono il Major Economies Forum, il Petersburg Climate Dialogue e l’African Ministerial Conference of the Environment insieme ai meeting del G7 e del G20 che dovrebbero fornire un maggior impegno politico per giungere ad un accordo a Parigi.
Queste opportunità contribuiranno ad assicurare che i Paesi abbiano la possibilità di lavorare tra loro a vari livelli - concluso la Figueres - A livello politico quel che è necessario ora è l'integrazione verticale in modo che il punto di vista dei Capi di Stato, attraverso i loro Ministri e negoziatori rifletta una perfetta e coerente visione di ambizione, un terreno comune e, infine, il successo a dicembre a Parigi”.

Se l’inizio è risultato promettente, rimane da compiere un percorso ancora arduo e pieno di insidie.

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