Nell’Anno Europeo dei Cittadini la Commissione individua le azioni concrete in 6 ambiti per aiutare gli europei a fare un uso migliore dei loro diritti, dalla ricerca di lavoro in un altro Stato membro alla partecipazione alla vita democratica. 

eu-citizenship-report-2013

In occasione della celebrazione della Festa dell’Europa, la Commissione UE ha pubblicato la Relazione sulla Cittadinanza dell’Unione, la seconda dopo quella del 2010, dove si traccia il bilancio degli ultimi risultati ottenuti e individua i rimanenti ostacoli al pieno esercizio dei diritti dei cittadini UE.

La relazione 2013 interviene al momento giusto nel corso del dibattito sul futuro dell’Unione europea, perché non è più possibile potenziare l’integrazione senza accresce la legittimità democratica.

La cittadinanza dell’Unione è il fiore all’occhiello dell’integrazione europea e rappresenta, per l’Unione politica, quello che l’euro rappresenta per l’Unione economica e monetaria. La relazione sulla cittadinanza che pubblichiamo oggi dà centralità ai cittadini dell’Unione - ha commentato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria per la Giustizia, i Diritti fondamentali e la Cittadinanza - Dal suo ingresso nei trattati nel 1993, la cittadinanza dell’Unione è molto cresciuta ma non ha ancora raggiunto la piena maturità: ancora oggi i cittadini europei trovano difficoltà nell’esercitare i loro diritti nel quotidiano. Ogni anno riceviamo più di un milione di segnalazioni di cittadini a questo proposito. Perciò abbiamo deciso di proporre una serie di azioni per potenziare i diritti dei cittadini nella vita di ogni giorno, ad esempio quando cercano lavoro, fanno acquisti online o partecipano al processo decisionale europeo.”

Sullo scenario della crisi finanziaria e del debito sovrano, l’Unione deve poter rimuovere qualsiasi ostacolo che impedisca ai cittadini UE di cercare lavoro qualificato altrove nell’Unione o di acquistare beni sul mercato interno. Una necessità tanto più pressante in quanto l’UE si muove verso un’Unione economica e monetaria vera e propria e vede già spuntare un’Unione politica al proprio orizzonte.

La relazione, pubblicata in concomitanza anche con l’ 2013 Anno Europeo dei Cittadini, individua le 12 azioni concrete in 6 ambiti per aiutare gli europei a fare un uso migliore dei loro diritti, dalla ricerca di lavoro in un altro Stato membro alla partecipazione alla vita democratica. Si tratta soprattutto di facilitare il lavoro e la formazione in un altro Paese UE, ridurre pratiche burocratiche eccessive per chi vive e viaggia nell’Unione ed eliminare gli ostacoli al commercio transfrontaliero:

1. Rimuovere gli ostacoli per lavoratori, studenti e tirocinanti UE:
• per i disoccupati che cercano lavoro in un altro Stato membro UE, si tratta di
verificare la possibilità di estendere il sussidio di disoccupazione percepito nel paese d’origine oltre gli attuali 3 mesi obbligatori, in modo da aumentare la mobilità dei lavoratori;
• definire un quadro di qualità per i tirocini, che precisi diritti e doveri delle
parti e eviti un uso improprio del tirocinio come “lavoro non retribuito”.

2. Ridurre la burocrazia negli Stati membri:
facilitare il riconoscimento dei documenti di identità e di soggiorno
per permettere ai cittadini di viaggiare e identificarsi in un altro paese UE, se necessario anche con documenti europei unici facoltativi validi in tutti gli Stati membri;
• rendere più facile all’interno dell’UE il riconoscimento dei certificati di controllo tecnico delle auto.


3. Tutelare i più vulnerabili all’interno dell’Unione:
• mettere a punto una tessera europea di disabilità riconosciuta da tutti gli
Stati membri, che permetta a 80 milioni di disabili di beneficiare dei vantaggi delle tessere nazionali (accesso a trasporti, turismo, cultura e tempo libero) quando esercitano il diritto alla libera circolazione;
• proporre un pacchetto di misure di legge che rafforzi i diritti procedurali dei cittadini sospettati o accusati di reati, in particolare dei minori e delle persone vulnerabili.

4. Eliminare gli ostacoli agli acquisti nell’Unione:
migliorare le norme sulla risoluzione delle controversie
transfrontaliere per gli acquisti di piccolo importo online o in un altro paese dell’UE; per recuperare rapidamente gli importi esiste già il procedimento europeo per controversie di modesta entità;
• mettere a punto uno strumento online che renda più trasparenti gli acquisti di prodotti digitali e permetta di raffrontare le offerte nei vari paesi UE.

5. Promuovere la diffusione di informazioni accessibili e mirate sull’Unione:
mettere a disposizione delle amministrazioni locali strumenti di e-training e spiegare in modo chiaro e accessibile a tutti a chi rivolgersi in caso di problemi.

6. Potenziare la partecipazione dei cittadini al processo democratico:
•  fare in modo che i cittadini UE possano esercitare il diritto di voto alle elezioni nazionali nel paese di origine una volta trasferitisi in un altro Paese UE: in alcuni Stati membri i cittadini che risiedono altrove nell’UE si trovano infatti nell’impossibilità di votare, il che equivale di fatto a punire chi esercita il diritto alla libera circolazione.

(cliccare sull'immagine per ingrandire) 

12-new-key-action-to-improve-eu-citizens-lives